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Sessant’anni fa Ferrari presentava la sua prima auto sportiva a motore centrale. La 246 SP fu un successo nelle corse e fu fonte d’ispirazione di una serie di splendide auto stradali a motore centrale, dalla Dino 206 GT all’odierna SF90 Stradale, il fiore all’occhiello della Casa di Maranello
di Gavin Green

Era l’inizio del 1961 quando la Ferrari presentava due nuove auto da corsa. Fu un momento di svolta, che l’ha proiettata nel suo futuro destinato a durare a lungo nel tempo.

Quell’anno la 156 “Sharknose”, la monoposto di Formula 1, avrebbe dominato il Campionato del Mondo, mentre la sportiva 246 SP si sarebbe aggiudicata una vittoria memorabile alla Targa Florio in Sicilia, la corsa automobilistica più dura del mondo.
Ben più significativo era che entrambe le vetture erano dotate di motori posizionati dietro il pilota e davanti alle ruote posteriori. Questa configurazione a motore centrale sarà presente su tutte le successive monoposto di F1 Ferrari. Ma forse ancora più significativo e inaspettato era che quasi tutte le auto sportive Ferrari (al contrario delle GT) avrebbero usato successivamente configurazioni a motore centrale, proprio come quella della 246 SP.

Un cambiamento enorme nella direzione ingegneristica Ferrari. Un’azienda famosa per le sue belle e amate berlinette a motore anteriore sarebbe presto diventata sinonimo di berlinetta sportiva a motore centrale, altrettanto accattivante e di successo.

Nella foto durante un servizio fotografico all’esterno del ristorante Gatto Verde vicino a Maranello, questo è un prototipo della Dino 206 GT. Il modello di produzione finale fu presentato al Salone di Torino nel novembre 1967

Il cambiamento non è avvenuto dall’oggi al domani. Prima fu la volta delle grandi auto sportive Ferrari a motore anteriore, come la 250 GTO (1962), oggi il modello della Casa più pregiato di tutti e auto sportiva di grande successo ai suoi tempi. La 365 GTB/4 – meglio conosciuta ora come Daytona – era la punta di diamante ad alte prestazioni della Ferrari quando fu lanciata nel 1968. C’erano chiaramente ancora dei tradizionalisti a Maranello che sostenevano i vantaggi della formula Ferrari consacrata nel tempo, che prevedeva il motore V12 posizionato anteriormente. Un layout meccanico presente ancora oggi con successo su modelli Gran Turismo come la 812 Superfast e la nuovissima 812 Competizione, che ha recentemente fatto il suo debutto.

Tuttavia, per le auto da pista e per le sportive da strada, i vantaggi di una configurazione a motore centrale stavano diventando evidenti. Con il peso concentrato al centro, l’auto può cambiare direzione più facilmente e rapidamente. La manovrabilità, inoltre, risulta migliore. La possibilità, poi, di spostare il peso dalla parte anteriore a quella posteriore consente anche di aumentare la trazione posteriore e migliorare la capacità dell’auto di ridurre la sua potenza.
Dopo la 246 SP è stata la volta di una serie di Ferrari sportive a motore centrale di successo, come la 250 P con motore V12 vincitrice a Le Mans, la 275 P e la 250 LM, senza dimenticare la 330 P4 che ha portato allo storico podio tutto Ferrari nel 1967 alla 24 Ore di Daytona.

Anche la prima auto sportiva da strada di serie a motore centrale della Casa di Maranello stava per arrivare, sebbene inizialmente non avesse lo stemma Ferrari. La Dino 206 GT, lanciata nel 1967, disponeva di un motore V6 e portava il nome del figlio di Enzo Ferrari, Alfredo (soprannominato Alfredino, o Dino). Ingegnere di talento, Alfredo morì nel 1956 all’età di 24 anni mentre lavorava al motore da corsa V6 della Ferrari. Le successive monoposto, auto da corsa e da strada Ferrari con motore V6 furono intitolate a lui.

La 365 GT4 BB utilizzava un motore flat-12 da 4,4 litri (o “boxer”) derivato dall’auto di F1 della Ferrari; la sua velocità massima di 186 mph la rese la Ferrari da strada più veloce fino ad oggi

La 206 GT, e la più potente 246 GT che seguì nel 1969, erano meno costose e prodotte in volumi maggiori rispetto a qualsiasi Ferrari precedente. Grazie ai motori V6 compatti e potenti, guidarle era qualcosa di estremamente piacevole. Si manovravano con dolcezza e generavano il sound giusto. Sono considerate oggi a buon diritto tra le auto più importanti e belle firmate Ferrari.

La prima berlinetta con motore centrale a 12 cilindri non tardò ad arrivare. La 365 GT4 BB (che sta per Berlinetta Boxer) fu lanciata nel 1971 e la produzione iniziò due anni dopo. È stato un momento fondamentale nella storia del motore centrale della Ferrari: per la prima volta un modello stradale della Casa ad alte prestazioni era alimentato da un motore posizionato dietro il guidatore. Da qui non si sarebbe mai più tornati indietro. La BB utilizzava un 12 cilindri piatto da 4,4 litri (o motore “boxer”) derivato dalla monoposto di F1 della Ferrari; la sua velocità massima di 186 mph la rese la Ferrari da strada più veloce fino ad oggi.

Il lignaggio della F8 Tributo risale a sei decenni fa, oltre la 308 GTB con motore V8 e la Dino 206 GT con motore V6, fino alla prima auto sportiva Ferrari a motore centrale e alla prima vettura di F1

Ancora più importante è stato il ruolo della 308 GTB lanciata nel 1975, erede dell’iconica Dino 246 GT. Ha dato inizio a una stirpe ininterrotta di auto sportive a motore centrale con propulsore V8. Una stirpe che continua ancora oggi con la F8 Tributo e la SF90 Stradale, modello di punta della gamma Ferrari.