Fast Lane: Ingvar Mattsson

Maranello 30 novembre 2021

Ingvar Mattsson ha scelto il Ferrari Challenge nel 2016 e questo fa di lui uno dei piloti più esperti del campionato. Nonostante il tanto tempo trascorso al volante del Cavallino, Mattsson sente di essere ancora in costante miglioramento, grazie anche al supporto del suo team, Scuderia Autoropa. E’ lo stesso pilota svedese a raccontarlo ai microfoni di Fast Lane.

Avendo iniziato nel 2016, oggi sei uno dei veterani del Ferrari Challenge: come è cambiato il campionato negli ultimi anni?

“In effetti è cambiato molto, tanto per iniziare siamo passati dalla Ferrari 458 Challenge alla Ferrari 488 Challenge Evo e già questo rappresenta un cambiamento radicale. Una vettura che rispecchia e ingloba i costanti progressi tecnologici che si sono susseguiti in questi tempi: oggi la gara è più tecnica, hai un numero maggiore di parametri a cui devi badare, e questo a mio parere rende il motorsport ancora più interessante”. 

Parlando della vettura mi sembra di capire che per te siano stati introdotti importanti miglioramenti. Mentre il paddock, gli obiettivi, la competitività degli avversari: come è evoluto il Ferrari Challenge?

“Purtroppo il cambiamento più radicale è stato introdotto dal Covid: a causa della pandemia oggi manca il pubblico sugli spalti e sicuramente è triste correre in questi scenari così desolati”.

Cosa ne pensi del Ferrari Challenge?

“Di questo campionato amo tutto, è ben organizzato, divertente. Apprezzo ogni cosa, vettura compresa quindi: non a caso ho scelto con entusiasmo di partecipare, questa è la risposta più esaustiva!”.

E’ difficile combinare il motorsport con la carriera?

“Fortunatamente oggi sono i miei due figli a guidare l’azienda di famiglia, quindi, ho molto più tempo libero a disposizione. Ho la fortuna di potermi godere un po’ la vita!”.

Che tipo di pilota sei? Come descriveresti il tuo stile?

“Me la cavo piuttosto bene sotto la pioggia, però in generale teniamo presente che io sono pur sempre un gentleman driver. Mi rendo conto che ho ancora tanto da imparare e sono felice quando riesco a migliorarmi. E grazie al team che mi ritrovo alle spalle, grazie ai miei istruttori, sento che sto imparando qualcosa ogni giorno”.

Qual è l’aspetto migliore, il più soddisfacente, dell’essere un pilota?

“Fin da bambino sognavo di essere un pilota, è quel genere di mestiere che quando sei piccolo consideri straordinario, meraviglioso, un vero miraggio. E quando realizzi che è diventato realtà, beh…è qualcosa di impossibile da descrivere se non lo provi sulla tua stessa pelle”.