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Formula America's Cup...?

May 3, 2007 · Posted by staffFerrari
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In un momento di relativa tranquillità per ciò che concerne la stagione di Formula 1, anche se il lavoro non manca di certo con i test di Barcellona in pieno svolgimento, vorrei parlarvi di un argomento del quale ho già in parte avuto modo di accennarvi, qualche settimana fa. L’argomento in oggetto è l’America’s Cup di vela, l’evento che sta tenendo incollati davanti agli schermi di pc e televisori milioni di telespettatori, molti dei quali – tra cui il sottoscritto -, decisamente poco avvezzi a strambate, bulbi, boline, match race e compagnia cantando. Ma che c’entra l’America’s Cup con i motori, si chiederanno la maggior parte di voi? Nulla, ragion per cui chi vi scrive non è mai stato particolarmente appassionato di vela, né in grado di capirci un granchè, salvo comunque ritrovarsi ad ogni edizione della tanto celebrata Coppa America incollato davanti al televisore, senza riuscire a perdere una regata che sia una. Un po’ quello che succede alla maggior parte dei non appassionati di calcio durante i mondiali o di motori quando c’è la partenza di un GP, tanto per capirci. Brutta razza, direte voi e anche qui mi trovate d’accordo! Ma non è di questo che voglio parlarvi quanto, piuttosto, di una riflessione spontanea che mi ha indotto in questi giorni a considerare più approfonditamente l’intera faccenda. Dico io: ma come è possibile che undici barche, tutte diverse tra di loro, con profili e filosofie costruttive differenti, per di più in mare aperto, diano tutte vita a regate entusiasmanti che terminano dopo quasi due ore sempre sul filo dei secondi. Porca miseria, qui c’è qualcosa che non va, mi son detto! Addirittura, il più delle volte ci si emoziona più che durante un intero GP, possibile? Delle barche senza un motore, in mare aperto, che si superano pure ripetutamente, come diavolo sarà possibile, mi domando il più delle volte? Certo, qualunque velista, potrebbe darmi dell’ignorante assoluto quale, per altro, sono effettivamente in materia, perché ciò accade piuttosto di frequente in qualsiasi regata velica, dai laser ai maxi. Anche il più esperto velista converrebbe però con il fatto che un simile livello di competitività, specie nell’America’s Cup che è unanimemente definita la Formula 1 della vela, è decisamente sorprendente. A questo punto, la mia domanda sorge spontanea: se qualcuno è riuscito a rendere simili le prestazioni di undici imbarcazioni, costruite da progettisti differenti, appartenenti a consorzi differenti e con budget molto differenti tra di loro, mi spiegate come è possibile che non si riesca a fare lo stesso anche in Formula 1. Poi è ovvio e anche evidente, esattamente come sta avvenendo a Valencia, che alla fine a prevalere siano le barche con la maggiore esperienza ed il miglior budget, però che spettacolo… Una barca come +39 che rischia di battere BMW Oracle o Mascalzone Latino che batte New Zealand, ma vi rendete conto: è come se la Toro Rosso in alcune gare riuscisse a stare davanti alla McLaren, uno spettacolo insomma… Premesso quanto sopra, in conclusione, mi chiedo perché non si riesca a trovare un regolamento che anche in Formula 1 sia in grado di avvicinare, almeno un po’, le prestazioni delle vetture, a far si che le stesse magari riescano anche ogni tanto a superarsi. Se ci riescono in mezzo al mare, senza motore, sarà pure possibile riuscirci su di una pista, per di più con 900 cavalli a disposizione, che ne dite…?
 
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Comments5


  • Tuesday, 24 Feb 2009 10:28
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    Parlando di America's Cup stasera ho ricevuto un email di invito per le fasi finali a Valencia dall'Alfa Romeo solo che....nel prossimo week end io saro' concentratissimo col Grand prix di Spagna di Formula 1 ma anche a me piace la vela....mi avvicinai ai tempi di Azzurra...ricordate? appassionatissimo era Patrick Tambay tanto che applico' un adesivo di Azzurra sulla sua Ferrari 126 C2....altri tempi....a presto da Piero di Codogno
  • Tuesday, 24 Feb 2009 10:28
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    Caro Gianpaolo, che dirti, o per meglio dire da che parte iniziare? Vediamo se riesco a buttare giù un discorso che riesca ad esprimere dei concetti comprensibili. In primo luogo dobbiamo capire che la Vela è inserita in un contesto completamente diverso da una gara automobilistica. La Vela è una gara di barche senza motore che sfruttano le conoscenze fisiche della navigazione e che quindi sfruttano e/o combattono in primis contro la natura, cioè contro o con il vento e contro o con le correnti. Le ragate quindi sono innanzitutto una competizione tattica su come sfruttare le condizioni meteo e del mare per superare un'avversario o andare più veloce di lui per poi vincere. Il tutto deve essere applicato al mezzo che è comunque uno scafo mosso da una vela ed un timone e niente più. Le imbarcazioni di base hanno tutte le stesse potenzialità, poi l'esperienza e alla fine il budget tirano fuori il migliore. Quindi in sostanza è l'uomo che studia come far muovere al meglio il mezzo per ottenere il migliore risultato. In una gara automobilistica e nella fattispecie di F1 i regolamenti limitano solo la potenza, lo sviluppo, l'aereodinamica ma di base non mettono tutti nelle stesse condizioni. Solo le formule minori che impongono a tutti lo stesso motore o telaio o aereodinamica danno le tanto attese gare combattutte da tutti fino all'ultima curva e fanno uscire fuori il pilota. Poi in pista non si combatte più contro fattori esterni come la strada o il clima rispetto anche alle gare di una volta o rispetto al mare.
  • Tuesday, 24 Feb 2009 10:28
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    Ho perso il filo, sono stato interroto troppe volte. L'esperienza comunque in tutti gli sport acquatici fa la differnza e quindi poi alla fine torniamo sempre al concetto che è l'uomo che poi fa la differnza in tutto e per tutto, e questo lo ritroviamo poi anche in F1 con piloti come Schumacher che riusciva a strappare quel decimo a chiunque con qualsiasi mezzo o condizione meteo. Poi potrei parlarti della mitica Alessandra Sensini che oggi è ancora la migliore a livello olimpico sia nella vela che nel windsurf. Nel windsurf poi ormai c'è più poco da inventare, materiali, metrature veliche, tavole, non hanno più segreti, è solo e sempre lei che fa la differanza nonostante gli anni che avanzano e questo lo dimostra l'ultimo titolo europeo che ha conquistato pochi mesi fa e che preannuncia grandi successi alle prossime olimpiadi.
  • Tuesday, 24 Feb 2009 10:28
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    Micky se aggiungi questi effetti allora ti dico pensa solo a fluttuare leggiadri con un catamarano sopra le acque tropicali delle Maldive ...
  • Tuesday, 24 Feb 2009 10:28
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    Nella vela la differenza la fa si lo scafo e tutta la sua attrezzatura (anche se nel caso dell¿American¿s Cup parliamo di imbarcazioni ad altissimo livello, sia per le attrezzature che per la tecnologia), ma la fa soprattutto, a mio avviso, lo skipper che comanda e dirige un equipaggio altrettanto preparato e capace di muoversi sul natante in perfetta sincronia. Poi, come dice Francesco, c¿e¿ la capacita di capire, sfruttare (a volte magari anche di anticipare) il mare e il vento, con gli ¿scherzi¿ che gli stessi a volte ti possono giocare¿ belli o brutti! E qui credo che solo la grande passione per uno sport del genere e l¿impegno ti possono portare ai livelli degli uomini che governano queste splendide imbarcazioni¿. Perche¿ secondo me sono davvero splendide: la barca a vela ha un suo fascino particolare, e quando ti trovi in mare, con il motore spento, le vele issate e gonfiate dal vento, ti invade una sensazione di pace assoluta che e¿ davvero meravigliosa.

 

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05/09/2012 · Posted By Fernando Alonso(61)
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