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    A tu per tu con Manuela Gostner: “Quella volta in gara con Alonso…”

    Portimão 03 aprile 2022

    Il primo round della trentesima edizione del campionato monomarca del Cavallino Rampante può contare sul rientro in grande stile della famiglia Gostner che schiera, oltre al padre Thomas, i figli David, Corinna e Manuela, con la quale abbiamo ripercorso, tra una gara e l’altra del Ferrari Challenge a Portimão, la sua esperienza nel mondo delle corse.

    “Un inizio davvero casuale” spiega l’altoatesina, portacolori della scuderia CDP – MP Racing. “Correre in macchina non è mai stato il mio sogno, mia sorella ed io eravamo già contente di andare a tifare per nostro padre e nostro fratello. Ma una volta, prima di un round del Ferrari Challenge del 2014 a Brno, mio padre e mio fratello Thomas per impegni lavorativi non poterono improvvisamente partecipare alla gara e mio padre mi disse: “Perché non corri tu? La macchina è libera”, come se mi proponesse di andare a sciare un fine settimana. Ho provato, lo ricordo come fosse ieri, ero molto nervosa, ma è stato fantastico: correre una gara automobilistica e con una vettura come Ferrari, è incredibile. Un inizio diverso rispetto ad altri piloti, ma ringrazio mio padre perché mi ha spinto a farlo”.

    Da lì in poi, miglioramenti e prestazioni in crescita, prima del salto nel mondo delle competizioni GT. “Nel Ferrari Challenge – racconta Manuela - ho avuto la possibilità di conoscere Deborah Mayer, pilota e donna straordinaria con una visione immensa. Lei aveva il sogno di creare una squadra di donne che fosse in grado di partecipare alle gare più importanti del mondo. Così organizzò dei test, a Le Castellet con la Ferrari 488 GT3, alla fine dei quali fummo scelte io, Rahel Frey e Michelle Gatting. Siamo noi tre che abbiamo iniziato questo percorso. In questi anni si sono fatti tanti passi avanti per l’universo femminile nel mondo del motorsport e dello sport in genere. Oggi vedere vincere la prima gara del Trofeo Pirelli 2022 alla giovanissima Doriane Pin è stata una grande emozione e mi si è aperto il cuore”. Una carriera, quella della “Iron Dame” che le ha permesso di gareggiare in alcune tra le più iconiche maratone endurance.

    “Quando ho preso parte alla Le Mans Series e alla 24 Ore di Le Mans – continua - è stato incredibile, ho provate le stesse sensazioni come la prima volta in cui sono salita su una vettura da corsa a Brno: correre insieme a quelli che erano stati i nostri coach e ai campioni del motorsport è stato emozionante. Ricordo quando mi ha passato il primo LMP1 a Le Mans, era la prima volta che ne sentivo il rumore. Al volante di quel prototipo c’era Fernando Alonso. Era lui a superarmi. Sono sobbalzata sul sedile. Incredibile”.

    Erano gli inizi, ma Manuela guarda avanti sempre più ambiziosa: “Il mio sogno è di poter correre negli Stati Uniti, magari in un campionato come l’IMSA”. In bocca al lupo, Manuela e, per ora, buon Ferrari Challenge.