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Il mese scorso sulle strade delle Crete Senesi in Toscana si è scatenata la Ferrari 812 Competizione, il nuovo gioiello della gamma V12 di Maranello. Noi abbiamo avuto la fortuna di esserci e di immortalare il momento
Testo: Chris Rees
Foto: Benjamin Pichelmann / Video: Max Morelli / Montaggio: Oliver McIntyre

La concorrenza migliora la specie, recita il detto.

Maranello ne è sempre stata profondamente consapevole; si potrebbe perfino dire che è al centro della filosofia Ferrari.

Quindi, quando si chiama una Ferrari “Competizione”, deve essere davvero qualcosa di molto speciale. E indubbiamente la nuova 812 Competizione non si smentisce. Come indica chiaramente il nome, l’ispirazione è tratta direttamente dall’esperienza di Maranello in materia di corse, fondendo perfettamente i progressi tecnici conquistati nel vivo della battaglia con il talento puro in termini di design.

Immagina il suono del nuovo terminale di scarico verticale che Ferrari ha progettato per offrire una gamma timbrica unica 



“La nostra esecuzione è partita da un concetto completamente nuovo, non da una semplice evoluzione”, spiega Enrico Galliera, Chief Marketing & Commercial Officer di Ferrari. “In questo caso, il nostro obiettivo era spingere sulle prestazioni, per creare un’auto dalle capacità senza compromessi. Abbiamo scelto di utilizzare il nome Competizione perché è una componente forte del nostro DNA, e anche perché rappresenta perfettamente il concetto di trarre ispirazione dal nostro programma di corse: non solo la Formula Uno ma anche le nostre gare di endurance. È aggressiva ma anche elegante, coniuga il massimo livello di prestazioni a un certo grado di comfort”. 

Si parte dal motore V12 che ora eroga 830 CV. Questo corrisponde a 30 CV in più rispetto alla 812 Superfast ed è la potenza più elevata di sempre tra i motori delle auto stradali Ferrari. Ovviamente ne derivano prestazioni ancora più elevate: 2,85 secondi per scattare da 0 a 100 km/h, 7,5 secondi per passare da 0 a 200 km/h e un tempo sul giro fulmineo a Fiorano pari a un minuto e 20 secondi. Il V12 raggiunge anche i 9.500 giri al minuto, il regime più alto di qualsiasi stradale Ferrari e per sostenere tutta questa nuova potenza la 812 Competizione debutta con un sistema a quattro ruote sterzanti indipendenti in cui ogni ruota posteriore può muoversi individualmente. 

In Ferrari, la forma segue sempre la funzione e il nuovo e sensazionale design della 812 Competizione rappresenta una perfetta sinergia tra aerodinamica ottimizzata per le competizioni e stile ambizioso, come commenta Galliera: “Abbiamo spinto l’aggressività di questa vettura ancora di più rispetto alla precedente Serie Speciale, generando un contrasto più spiccato con l’auto di partenza”. 

Senza dubbio la caratteristica più sorprendente della carrozzeria è il lunotto in alluminio con la sua incredibile serie di generatori di vortice. Il frontale è caratterizzato da una spettacolare lama in fibra di carbonio che attraversa il cofano e incorpora prese d’aria più grandi

Lo scivolo estrattore posteriore si estende ora per l’intera larghezza dell’auto, ottimizzando il flusso d’aria nel sottoscocca, mentre i doppi terminali di scarico circolari della 812 Superfast sono stati sostituiti da un’unica uscita rettangolare verticale. Questo non solo migliora il sound, ma consente anche ai gas di scarico e ai flussi dello scivolo estrattore di interagire, proprio come sulle vetture di F1 degli anni 2010. Tra le modifiche ancora più aerodinamiche rientrano uno spoiler posteriore più alto e tre “flick” orizzontali dietro ogni ruota posteriore, che ricordano la Ferrari F12tdf. Il risultato di tutte queste modifiche? Un aumento del 35% della deportanza.

Le splendide linee della 812 Competizione si abbinano alla perfezione con il paesaggio mozzafiato delle colline toscane, come si può ammirare dal borgo medievale di Fonterutoli, vicino a Siena


Il frontale è altrettanto innovativo. La spettacolare lama in fibra di carbonio che attraversa il cofano comprende prese d’aria più grandi e trae ispirazione dalle classiche livree degli Anni Sessanta come la 250 GT di Stirling Moss e la 250 GTO vincitrice del Tour de France. La lama fa sembrare il cofano più corto e la coda più aggressiva e fa parte di un pacchetto di modifiche che aumentano l’efficienza di raffreddamento del 10%. Il raffreddamento dei freni è migliorato anche dalle esclusive pinze “aerodinamiche”. 

La riduzione del peso è un altro aspetto cruciale: è stato esaminato ogni singolo grammo, riducendo di 38 chili il peso della normale 812 Superfast. Tra gli esempi rientrano un ampio uso della fibra di carbonio all’interno e all’esterno, porti notevolmente alleggerite e il debutto di un’opzione di ruota in carbonio su una vettura Ferrari V12. La 812 Competizione è la massima espressione del DNA Ferrari? Con la sua anima da corsa, il design innovativo, il legame emotivo e l’assoluta esclusività, è molto difficile sostenere il contrario.