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Dalla LaFerrari alla 296 GTB, la Casa di Maranello firma alcune delle vetture stradali con tecnologia ibrida più veloci e innovative mai viste
Testo – Ross Brown
Video – Oliver McIntyre

L’ibrido debutta nel mondo delle corse con l’avvento del sistema di recupero dell’energia cinetica (KERS), introdotto in Formula Uno nella stagione 2009.

All’epoca il concept stenta ad affermarsi. Inizialmente, infatti, sono pochi i costruttori a cogliere al volo l’occasione di sfruttare l’elettricità per i loro collaudati propulsori da corsa.

Ferrari è stata una di questi insieme a McLaren, Renault e BMW. I risultati per la scuderia non tardano ad arrivare: Kimi Raikkonen è stato infatti il primo pilota a vincere una gara a bordo di una vettura dotata di KERS tagliando il traguardo del Gran Premio del Belgio di quell’anno con la sua Ferrari. 

 

Dalla tecnologia all'avanguardia della F1 agli innovativi propulsori integrati, la tecnologia ibrida Ferrari pone una nuova enfasi sull'accelerazione

Benché ancora agli albori, il KERS dimostra già come l’elettrico sia predestinato ad avere un ruolo fondamentale per i futuri successi della Casa di Maranello. Appena quattro anni dopo, al Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra del 2013, Ferrari presenta la sua LaFerrari, la vettura di produzione più potente mai realizzata. 

Combinando un motore V12 da 9250 giri/min e il sistema HY-KERS mutuato dalla F1, la vettura stradale da 963 CV in edizione limitata era straordinariamente veloce, tanto da riuscire a passare da 0 a 200 km/h in 6,9 secondi, e raggiungendo una velocità massima di 350 km/h. Il sistema di trazione elettrica ha dimostrato i suoi punti di forza e la LaFerrari ha aperto le porte alla successiva generazione di stradali ibride del Cavallino Rampante: la SF90 Stradale e la 296 GTB.

La combinazione del motore V12 con un sistema HY-KERS derivato dalla F1 ha reso LaFerrari l'auto stradale di produzione più veloce che la Ferrari abbia mai costruito

A differenza della LaFerrari, che produceva internamente l’energia per il KERS, sia la SF90 Stradale, che la 296 GTB sfruttano la tecnologia ibrida plug-in, che regala a entrambe 25 km di autonomia in modalità esclusivamente elettrica. Ma il vero divertimento al volante è frutto della sinergia elettrico-combustione.

 

Come prima PHEV Ferrari, la SF90 vanta un motore a combustione V8 montato in abbinamento non a uno, bensì a tre motori elettrici. Due di questi motori sono indipendenti e montati sull’assale anteriore, mentre il terzo si trova nella parte posteriore, tra il motore e il cambio.   

 

Anche senza assistenza elettrica, il V8 turbo della SF90 è un vero capolavoro d’ingegneria, in grado di erogare 780 CV di potenza, potenza record per un 8 cilindri del Cavallino Rampante. Le tre batterie sviluppano poi altri 220 CV. Così, insieme al V8, erogano complessivamente 1000 CV di potenza, che consentono alla SF90 di passare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, con accelerazione massima di 339 km/h. 

La prima Ferrari stradale PHEV con trazione posteriore, il V6 turbo è integrato con un motore elettrico posteriore che eroga 830cv

Ma mentre la tecnologia ibrida della SF90 è chiaramente votata alle prestazioni di punta (proprio come già la LaFerrari), la 296 GTB, presentata questa estate, intende regalare emozioni forti e divertimento allo stato puro. Il fil rouge tra auto stradale e DNA da competizione è rappresentato dal motore V6 turbo. Il V6 turbo è il propulsore con cui la 126 C2 ha trionfato nel Campionato del Mondo di Formula Uno nel 1982, mentre l’architettura ibrida V6 turbo è di serie in tutte le monoposto di F1 dal 2014. 


Si tratta però della prima Ferrari stradale con architettura ibrida plug-in (PHEV) a trazione posteriore, quindi il V6 turbo è accoppiato ad un motore elettrico al posteriore. La combinazione di motore e accelerazione immediata in modalità elettrica consente di raggiungere 830 CV di potenza e di passare da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, a fronte di una velocità massima di 330 km/h. 

La prima Ferrari stradale PHEV: il V8 turbo della SF90 lavora insieme a non uno, ma tre motori elettrici, combinandosi per fornire 1000 cv

Senza dimenticare che, in accelerazione, il sound del V6 si trasforma nella pura armonia del V12. Grazie all’accelerazione istantanea e al sound del V12 della berlinetta a passo corto, il modello si spinge al limite ed è estremamente divertente da guidare.


Che si parli di tecnologie all’avanguardia mutuate dai circuiti di F1 o di innovativi gruppi propulsori integrati delle vetture stradali, non ci sono dubbi dunque: per la Casa di Maranello l’ibrido sarà sempre sinonimo di velocità. Alta velocità.