IL MIGLIORE AMICO DI UN PILOTA

Passione

Il casco, tecnicamente avanzato e in continua evoluzione, è un elemento fondamentale per la sicurezza. I più importanti piloti di F1 utilizzano caschi prodotti da Bell. Oliver Bearman, giovane pilota della FDA, ha visitato lo stabilimento produttivo dell’azienda in Bahrein
Testo: Davide Marchi
Foto: Justin Leighton

Fondata nella contea di Los Angeles nel 1954, Bell nacque come piccolo negozio di ricambi auto. Durante la gestione di Roy Richter, l’azienda iniziò a dedicarsi alla produzione di equipaggiamento di sicurezza per le gare automobilistiche, per il motociclismo e il ciclismo. Tra le altre innovazioni, l’azienda afferma di essere stata la prima al mondo a creare un casco da motorsport, di aver inventato il casco jet (seguito dal casco integrale) e di aver prodotto il primo casco interamente in fibra di carbonio.

Prima di praticare i fori per gli attacchi della visiera viene rimosso il materiale in eccesso

Negli anni, Bell ha inaugurato diversi stabilimenti produttivi nel mondo, scegliendo successivamente di concentrarli in un’unica struttura per aumentare l’efficienza e puntare sulla ricerca e sullo sviluppo. Quale sede è stata scelta? Il Bahrein, con le sue eccellenti infrastrutture logistiche e il Bahrain International Circuit, un eccezionale banco di prova, a soli tre minuti di distanza. Questa primavera, The Official Ferrari Magazine ha potuto visitare in esclusiva lo stabilimento produttivo Bell in compagnia di Oliver Bearman, il diciassettenne pilota della Ferrari Driver Academy.

 

Come tutti i visitatori, la prima cosa che ha accolto Oliver al suo arrivo allo stabilimento è stata un’esposizione di caschi di piloti e campioni che, come lui, avevano usato i caschi Bell. La lista comprende circa la metà dei piloti di Formula Uno attuali, ma anche personaggi che ne hanno fatto la storia, come Ayrton Senna, Jochen Rindt, Niki Lauda, Alain Prost e Jackie Stewart. 

La schiuma del casco e il tessuto sono montati insieme in una speciale calotta, una volta tolto dallo stampo il materiale viene laminato e le strutture laminate vengono poi polimerizzate ad alte pressioni e temperature

Un casco in particolare ha catturato l’attenzione di Bearman: si tratta del casco, gravemente danneggiato, che il pilota franco-svizzero Romain Grosjean indossava nella Haas quando era sopravvissuto a un terribile incidente, seguito da un incendio, al Gran Premio del Bahrein del 2020. Il fatto che il casco, seppur danneggiato, sia rimasto praticamente integro dal punto di vista strutturale è fonte di grande orgoglio per Bell. 

 

“È bello sapere di poter fare affidamento su equipaggiamenti così efficaci quando siamo in gara”, ha affermato Bearman. “Gli sport motoristici hanno raggiunto livelli di sicurezza incredibili”. 

 

Presso lo stabilimento della Bell operano circa 330 persone, provenienti da 32 Paesi diversi. L’edificio si compone di diversi spazi molto ampi, ciascuno dedicato a una diversa fase della progettazione e della produzione dei caschi. Il complesso processo produttivo inizia nel Foam Plant and Plastic Injection Centre, dove viene data forma agli elementi interni del casco. 

 


I piloti di F1 Carlos Sainz e Charles Leclerc indossano entrambi i caschi Bell


Qui, le sfere di polistirene con grafite, appositamente prodotte per Bell, vengono espanse, compresse e plasmate. Successivamente, il Composite Material Department si occupa del taglio dei tessuti in composito di carbonio pre-impregnati, conservati a una temperatura di -21 °C. Il tessuto viene quindi tagliato e preparato per rivestire la superficie esterna del casco. 


Una volta create le calotte, ha inizio la fase più artigianale: i caschi vengono distinti tra modelli da uomo e da donna, prima che molteplici strati di fibra di carbonio vengano avvolti attorno ad essi manualmente per rinforzarne la struttura principale. Questo processo richiede circa un’ora per ciascun casco.

 

Il passaggio successivo è la sezione Trim, Drill, Sanding and Primer, nella quale il personale specializzato effettua, come suggerisce il nome, le operazioni di rifilatura, foratura, levigatura e applicazione del primer. Lo stabilimento è molto ampio, suddiviso in diversi settori, e al suo interno abbondano i prodotti ancora non finiti, un’esposizione impressionante di attrezzature per la protezione della testa.

 

L’ultima sala è quella in cui i gusci vengono trasformati in veri e propri caschi. Una volta ultimata la verniciatura, il settore di assemblaggio finale installa alette posteriori, visiere, radio, fermagli e cinghie sui caschi prima della consegna ai clienti. 

 

Durante la visita, Bearman ha anche potuto vedere dove è stato verniciato il suo casco, anche se gli addetti erano già andati a casa. “Avrei voluto incontrare la persona che lo ha verniciato ma il suo turno era già finito. Sono comunque riuscito a vedere molti caschi di persone che conosco, come Liam Lawson e Lando Norris”, e anche quelli che Fernando Alonso e Esteban Ocon avrebbero usato alla gara di quel weekend. “C’erano anche numerose copie di caschi dedicati a piloti famosi”, ha affermato con entusiasmo. “E mi sono chiesto avrò mai abbastanza successo da avere delle copie del mio casco prodotte qui...”


23 agosto, 2022