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Tech Talk: l’analisi del Gran Premio dell’Eifel

Maranello 12 October 2020

Un Gran Premio dove il freddo l’ha fatta da padrone quello dell’Eifel al Nürburgring, in particolare per la Scuderia Ferrari. Sono state infatti le basse temperature a condizionare in maniera negativa la corsa dei due ferraristi, in particolare quella di Charles Leclerc, come spiega a Iñaki Rueda, Head of Race Strategy, nel suo ormai consueto debriefing del lunedì.

“Le basse temperature di ieri hanno reso la mescola più soffice delle tre disponibili piuttosto fragile a causa del graining, un fenomeno che si manifesta quando non si riesce a far funzionare le gomme nella finestra d’esercizio ideale. Gli pneumatici sono progettati per rendere al meglio quando la loro temperatura si mantiene di poco superiore ai 100 °C, visto l’alto livello di carico aerodinamico delle vetture. Di solito, si corre con temperature dell’asfalto fra i 30 e i 40 °C, anche se le Pirelli sopportano bene fino ai 60 °C, temperatura che si trova ad esempio in Bahrain, ed è piuttosto inusuale correre con valori come i 15 C° che abbiamo avuto in Germania. Quando si supera in alto il limite di resistenza della gomma si generano delle bolle – in inglese “blisters” – mentre quando non si riesce a raggiungere il limite più basso si formano sulla superficie dei riccioli di gomma che non soltanto danno al pilota la sensazione di guidare su una pista scivolosissima, quasi come se con una macchina stradale guidassimo con le gomme da neve in piena estate, ma accelerano vistosamente anche il consumo del battistrada. È proprio questo quello che è successo a Charles al Nürburgring ieri ma anche all’Hungaroring nel luglio scorso, quando aveva montato le Soft con la pista ancora umida”.


Come si può ovviare a questo problema?

“Le squadre hanno diversi strumenti a disposizione, fra cui cercare di definire un assetto che minimizzi questo rischio, operare sul raffreddamento dei freni e lavorare con il pilota per adeguare lo stile di guida a queste circostanze. In Germania diversi concorrenti hanno sofferto per il graining, ma alcuni altri no, come ad esempio è stato il caso di Sebastian nell’ultimo stint con le Soft. Bisogna trovare – come spesso accade – il miglior compromesso.”


Che conseguenze ha avuto il graining sulla gara di Charles?

“Subito si è visto che non aveva un buon passo, non soltanto rispetto ai primi tre ma anche nei confronti dei rivali che gli partivano alle spalle. Era riuscito a tenerseli dietro alla partenza ma al giro 9 ha dovuto lasciare strada a Daniel Ricciardo, una volta che le gomme anteriori erano in piena fase di graining. A quel punto era troppo presto per fare una sola sosta – la nostra opzione preferita – ma anche piuttosto al limite per una strategia su due: abbiamo dovuto minimizzare i danni e farlo rientrare al giro successivo per montare un set di Medium”.


E come si è evoluta la sua gara da quel momento in avanti?

“Nella parte centrale Charles si è trovato molto più a suo agio ed è riuscito a superare sia Nico Hülkenberg che Pierre Gasly – entrambi su strategia a una sosta – sui quali a quel punto facevamo la nostra corsa. Al giro 35 si è fermato per la seconda sosta montando un altro set di Medium e rientrando in pista davanti sia al pilota tedesco che a quello francese. Al giro 44 c’è stata la neutralizzazione causata da Norris: a quel punto potevamo scegliere di fermarci per montare un altro set di Soft – le Hard non erano un’opzione e di Medium non ne avevamo più a disposizione – perdendo così la posizione nei confronti di entrambi ma, dopo averne discusso via radio con Charles, abbiamo scelto di restare in pista, proprio alla luce di quello che si era visto nella prima parte della gara. Sia Gasly che Hülkenberg sono rientrati ai box per montare le Soft ma se il primo dei due è riuscito a superare in pista il nostro pilota, non di altrettanto è stato capace il secondo”.


Più lineare la corsa di Sebastian, che partiva dall’undicesima posizione.

“Una volta eliminato in Q2, Sebastian ha potuto almeno scegliere la mescola con cui prendere il via, optando per le Medium e avendo come obiettivo una sola sosta per passare alle Hard e arrivare al traguardo. Alla partenza ha perso una posizione dopo essere stato superato da Antonio Giovinazzi che partiva con le Soft ma è apparso subito chiaro che il pilota italiano era più lento di lui. Putroppo Sebastian alla staccata della prima curva del giro 11 ha perso il controllo della sua SF1000, danneggiando la gomma anteriore sinistra e dovendo così rientrare ai box, anticipando di parecchio la sosta prevista. Gli abbiamo montato le Hard per fare uno stint centrale molto lungo e poi mettere le Soft, operazione fatta al giro 41. Per lui la neutralizzazione è stata assolutamente trasparente: è riuscito a superare Nicholas Latifi e Kevin Magnussen nel finale ma non ad attaccare il solito Giovinazzi per strappargli almeno il punto del decimo posto”.