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    Willem Van der Vorm, la sicurezza del campione

    Mugello 22 novembre 2021

    Dopo il debutto nel 2020 nel Ferrari Challenge, Willem Van der Vorm è riuscito ad imporsi come protagonista della stagione e a raggiungere le Finali Mondiali di novembre già con il titolo di campione del Ferrari Challenge Europe nella Coppa Shell Am. Un successo frutto di grandi prestazioni per il portacolori della Scuderia Monte-Carlo, e soprattutto della tranquillità con cui ha affrontato le gare, come lui stesso ci racconta nella prima intervista da campione.

    Hai disputato un’ottima stagione e Gara 2 a Spa è stata molto complicata: hai dovuto aspettare fino alla fine per capire che avevi vinto il titolo. Come ti sei sentito mentre vedevi girare i tuoi rivali in pista senza poter battagliare con loro?

    “È stata una corsa intensa ed è una strana sensazione vincere senza arrivare al traguardo. Nel circuito di Spa la partenza è sempre impegnativa ma, purtroppo, sono stato urtato e non sapevo dove spostarmi, poi ho capito che la mia macchina non avrebbe più potuto continuare e che avrei concluso il campionato direttamente al Mugello. Durante la corsa però anche il mio principale avversario, Joakim Olander, ha avuto dei problemi ed è stato costretto al ritiro, così la matematica mi ha consegnato la vittoria in campionato. Sono rilassato al pensiero di finire la stagione al Mugello con già il titolo in tasca”.

    La tua stagione è stata fantastica, con tante vittorie. Quale sceglieresti come la più bella?

    “La prima gara a Brno perché mi sentivo forte e ho affrontato il weekend in modo tranquillo e rilassato. Mi è piaciuta la sensazione di essere in testa al gruppo e di avere margine sulle vetture alle mie spalle. Inoltre, mi è piaciuta anche Gara 1 a Valencia perché è stata un’esperienza stimolante vincere con la pioggia”.

    Qual è stato il segreto per vincere questo campionato?

    “Secondo me dipende tutto da fattori che non si possono controllare: è necessario commettere meno errori possibili e, ovviamente, avere un’ottima preparazione mentale e fisica. Bisogna anche considerare le sfortune, come ad esempio sul tracciato di Spielberg dove ho perso due gare perché sono stato coinvolto in incidenti. Se tu non commetti errori ma sono gli altri a farli, puoi guadagnare parecchi punti”.

    Come ti senti al volante della Ferrari 488 Challenge Evo?

    “La adoro e ho notato subito la differenza rispetto alla versione precedente. Amo guidare questa vettura, è un’esperienza unica e, ogni volta che mi metto al volante, il mio cuore comincia ad aumentare il battito. È una competizione interessante anche per la grande preparazione che hanno i piloti”.

    L’anno scorso hai partecipato alla tua prima stagione del Ferrari Challenge e hai disputato delle buone gare. Quest’anno si è visto un salto di qualità: quali sono le ragioni e il segreto di questo miglioramento?

    “Il mio aiuto segreto è stato il mio coach: Michele Rugolo. Ha rappresentato quello che chiamo “il sospiro del pilota”: è riuscito a tranquillizzarmi e a farmi rimanere concentrato quando ne avevo bisogno perché è molto facile essere stressati tra una gara e l’altra”.