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    Fast Lane: Jean-Claude Saada

    Maranello 06 novembre 2020

    L'ospite di questa settimana di Fast Lane è Jean-Claude Saada (Boardwalk Ferrari), concorrente di lunga data del Ferrari Challenge. Nella serie dal 2014, Jean-Claude ha ricoperto un ruolo da protagonista fin dagli inizi: a partire dalla Coppa Shell, dove è stato campione nel 2015, e ora correndo nella categoria Trofeo Pirelli AM. Abbiamo parlato con Saada di ciò che rende speciale la serie Challenge e la nuova Ferrari 488 Challenge Evo.

    Qual è la caratteristica che preferisci della Ferrari 488 Challenge Evo?

    “L'auto è sicuramente più aderente all’asfalto e ha un maggiore carico aerodinamico. Il kit Evo svolge il proprio compito alla perfezione: la vettura è più reattiva e dotata di una distribuzione dei pesi ottimale”.


    Qual è il tuo circuito preferito tra quelli che hai affrontato?

    “Se avessi avuto un giorno di gare in più avrei detto Spa. Per quanto riguarda il Nord America direi invece Watkins Glen o Road America, circuiti iconici e celebri: hanno un ritmo e una bellezza che li rende maestosi. Laguna Seca è un circuito diabolico: tra il Cavatappi e la curva in salita è davvero impegnativo, anche perché è un tracciato dove non è consentito sbagliare, un errore e sei fuori”.


    Come nasce la tua passione per le corse?

    “Quando ero bambino passavo le ore a disegnare auto: ho disegnato tutte le auto presenti al mondo. Inoltre, conoscevo a memoria tutte le statistiche di Schumacher e Fangio. Poi gli impegni della vita ti costringono ad accantonare queste passioni per anni, rendendole solo un ricordo. Io però sono stato fortunato: un giorno sono stato invitato a vivere un’esperienza in pista che mi ha permesso di guidare un’auto da corsa. Ho compiuto un giro in compagnia di un istruttore che ha iniziato a sfidarmi e provocarmi in maniera scherzosa, dicendo che non ero fatto per questo sport e che avrei dovuto pensare ad altro. Questo istruttore è riuscito a stimolare la mia voglia di mettermi in gioco e mi ha spinto a impegnarmi per poter gareggiare nella serie. Due anni dopo, proprio con quello stesso istruttore ho vinto il campionato! E’ stato gratificante, però devo ammettere che ho dovuto lavorare tanto: allenandomi ogni giorno sono arrivato a perdere oltre 18 chili di peso. E’ uno sport che ti mantiene giovane, perché ti spinge a prepararti a 360 gradi: ogni minimo aspetto conta quando sei al volante. Da quel momento ho iniziato questo viaggio fantastico”.


    Quali sono le chiavi per arrivare alla vittoria?

    “Nel corso del tempo ho imparato a conoscere questo sport, riuscendo a capire quali sono gli aspetti importanti. Trascorri i primi due o tre anni a compiere errori, magari resti coinvolto in qualche incidente, fino a quando realizzi che è tutta una questione di precisione. E per essere preciso devi essere concentrato al massimo. Devi mantenere alta l’attenzione, ascoltare, cercare di centrare i tuoi obiettivi volta per volta. Devi sapere come affrontare ogni centimetro della pista. Ho eseguito un test, questa mattina, e ho migliorato i miei tempi di 0,5 secondi: può sembrare poco ma non è così, la precisione e l’attenzione per i dettagli sono la cosa più importante. E poi devi essere in forma: non puoi allenarti 30 minuti e aspettarti di essere fisicamente preparato”.


    Quali sono le tue passioni al di fuori della pista?

    “Mi sono sempre dedicato alla famiglia. Avere altri impegni era difficile, lavorando 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Oggi, però, i miei figli sono cresciuti e anche loro lavorano, quindi ora posso dedicarmi a qualche passione in più. Purtroppo ho trascorso un anno e mezzo davvero brutto a causa di alcuni problemi fisici, tanto che i medici mi avevano proibito di gareggiare. Quindi per me tornare in pista ha rappresentato una vera sfida: ho ricevuto trattamenti specifici e mi sono allenato sei giorni alla settimana. E ora sono qui, a lottare per il campionato. Il bello di questo sport, infatti, è che ti costringe a prepararti sotto tanti aspetti diversi e di conseguenza ti ritrovi a svolgere più di un’attività contemporaneamente. Ovviamente non puoi controllare tutto: devi fare i conti con gli altri piloti, con l’errore di un meccanico e tanto altro, ma se sei preparato riesci a gestire al meglio la corsa e magari anche a vincere”.