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Helmet Story: Toni Vilander

Maranello 05 May 2020

I piloti finlandesi hanno giocato un ruolo importante nella storia dell’automobilismo sportivo lasciando il segno in tutte le discipline in cui si siano cimentati. I quattro titoli iridati di Formula 1, due con Mika Hakkinen, uno a testa con Keke Rosberg e Kimi Räikkönen, testimoniano come il paese nord europeo abbia sviluppato un certo feeling con la velocità e la passione per le corse. Toni Vilander, nato a Kankaanpaa, fin dall’età di cinque anni si lascia affascinare dal mondo delle competizioni e, da quel momento, trova nel suo casco un fedele compagno di viaggio.

Il mio primo casco”, ricorda Toni, “era molto semplice, sostanzialmente identico a quello che avevo acquistato nel negozio, con l’eccezione di un adesivo sulla visiera. Era bianco, ma era tutto quello di cui avevo bisogno per iniziare a girare con i kart”. Una carriera che viaggia veloce, proprio come lui in pista, e che lo porta nel tempo a trionfare due volte nella 24 Ore di Le Mans, a vincere il titolo nel WEC e numerosi altri campionati nazionali ed internazionali, l’ultimo dei quali conquistato lo scorso anno, il Blancpain GT World Challenge America.

Come per molti finlandesi, il legame con il proprio paese è ben presente nello schema e nei colori del casco. “La bandiera finlandese era il punto di partenza per tutti i miei caschi”, spiega Toni, “e nel corso degli anni è semplicemente cambiata la sua essenza: da bandiera si è trasformata nei colori base del casco, bianco e blu”.

In precedenza, la creatività e l’umorismo di Vilander ha sempre trovato sfogo sulla calotta dei caschi attraverso idee originali. “Mi è sempre piaciuto affiancare alla bandiera dei disegni divertenti come le foreste, i kart che giravano in pista… A distanza di vent’anni ci sono ancora persone che ridono ripensando a quei disegni! Io non posso far altro che constatare il fatto che evidentemente hanno passato molto tempo ad inseguirmi visto che se li ricordano così bene!

Anche dopo essersi affidato ad uno dei disegnatori europei più famosi per la livrea del casco, il campione del Blancpain GT World Challenge America continua ad esibire con orgoglio i colori del proprio paese. “Nell’ideare lo schema del mio casco, il designer ha carta bianca e può aggiungere colori o cambiamenti alla grafica ma non può prescindere dal bianco e dal blu. Ha dato vita ai caschi di Raikkonen, Alonso, Kovalainen, molti piloti del WRC e della Dakar, dunque sa cosa fare. Io aggiungo i loghi ufficiali e quello del mio sponsor personale e nulla più”.

Uno degli idoli di Vilander era Ayrton Senna, di cui però non ha voluto riprendere lo schema o i colori del casco, bensì due concetti: l’essenzialità e la riconoscibilità. “Ayrton è stato il mio pilota di riferimento”, racconta il finlandese, “forse l’unico mio idolo. Del suo casco mi piaceva il fatto che fosse semplice e riconoscibile. A me piace poter distinguere facilmente un pilota dal disegno del suo casco quando magari assisto dalla tribuna ad una gara di kart, perché fa la differenza individuarlo rapidamente in mezzo a un numero elevato di piloti che partecipano ad una gara”.