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Behind the scenes: Alessandra Todeschini

Maranello 26 June 2020

Storicamente, il cliente è al centro dei pensieri e delle attività organizzate da Ferrari, tanto in pista quanto fuori. Da questo punto di vista, le iniziative che la Casa di Maranello ha creato per i propri clienti possono vantare numerosi tentativi di imitazione e, dietro a molti di questi, c’è il lavoro di Alessandra Todeschini. In Ferrari da ventitré anni, Alessandra ha avuto modo di avviare o gestire alcune tra le iniziative di maggior successo del Cavallino Rampante, veri e propri punti fermi di Attività Sportive GT, come i Programmi XX o il Ferrari Maserati Historic Challenge. Oggi è la responsabile di Competizioni GT, il reparto che segue i clienti sportivi che scelgono una 488 GTE o GT3 per gareggiare. Una carriera iniziata nel servizio post vendita delle vetture stradali ma che è ben presto virata verso il mondo dei circuiti e delle competizioni. In particolare, seguendo dei veri e propri capolavori di ingegneria meccanica che partecipavano al campionato Ferrari Maserati Historic Challenge, una delle serie più prestigiose dedicate ai gentlmen driver, Alessandra ricopre il ruolo di coordinatrice ed inizia il suo percorso all’interno di quello che oggi è il dipartimento di Attività Sportive GT, diretto da Antonello Coletta.

D: Hai avuto il piacere di avviare molte delle attività che sono diventate dei veri e propri punti fermi di Attività Sportive GT, come l’Historic Challenge, i Programmi XX. Come sono nate queste iniziative?

R: “Nel 1998 avevo iniziato a supportare le gare dell’Historic Challenge, all’epoca in outsourcing. Quando Ferrari decise di portare l’attività in casa mi venne affidato il coordinamento. Qualche anno più tardi, nel 2002, venne creato il reparto Corse Clienti, che includeva la gestione del Challenge Trofeo Pirelli e del Ferrari Maserati Historic Challenge. Nell’ambito di Corse Clienti mi fu affidato anche il compito di creare un calendario di eventi per le vetture F1 storiche, nacque così il logo e la storia di F1 Clienti. Un paio di anni a seguire fu la volta della nascita dell’FXX Programme, destinato a diventare XX Programmes quando si sono uniti i felici possessori delle prime fantastiche FXX con quelli della nuova 599XX, nel 2010. Ho passato il testimone di tutti questi programmi – ad esclusione del concluso Historic Challenge - a Federica Santoro con l’introduzione della FXX K. Nel frattempo si sentiva sempre più forte l’esigenza di creare una struttura ad hoc per seguire le vetture GT da gara e per questo motivo, nel 2014, nacque il reparto Competizioni GT, separato da Corse Clienti benché unito sotto lo stesso cappello denominato appunto Attività Sportive GT. Non fraintendiamoci, le Competizioni GT hanno fatto la storia del nostro marchio, non nascono in quel momento, ma la decisione di ricominciare ad occuparsi a 360 gradi delle stesse all’interno di Ferrari nasce allora.

D: L’Historic Challenge aveva avuto il pregio di riportare in pista vetture straordinarie, quali sono i ricordi di quel programma?

R: “Tantissimi, e con un pizzico di nostalgia. Tutto era bellissimo nell’organizzazione dell’Historic Challenge per me: innanzitutto era il mio primo progetto come coordinatrice, le macchine erano tutte incredibili – per dare un’idea a chi non ha avuto modo di assistervi, avevamo griglie di 30 vetture piene di Ferrari 250 LWB, 250 GT SWB, 275 GTB Competizione, 250 GTO, 365 GTB4 Competizione, 412 P, 512 BBLM… I clienti erano straordinari, con alcuni tra i più influenti collezionisti di auto storiche del pianeta. È stato un grande privilegio e un’enorme opportunità di crescita potermene occupare”.

D: Club Competizioni GT raccoglie l’eredità, attualizzandola, proprio dell’Historic Challenge. Quali sono gli obiettivi per questa iniziativa?

R: “Club Competizioni GT è il programma non competitivo che mancava all’appello. Se vogliamo è anche l’alter ego del programma a ruote scoperte che è F1 Clienti. Così come F1 Clienti riporta in pista le monoposto della nostra storia, Club Competizioni GT porta in pista i gloriosi modelli GT degli ultimi trent’anni. E’ un altro modo di far parte della grande famiglia Ferrari, e ci teniamo molto al fatto che sia proprio un Club, un’occasione di incontro su pista con modelli moderni e passati. E’ anche una piattaforma che consente a tutti di godere della straordinaria performance del modello GT corrente senza la necessità di scendere nell’agone sportivo”.

D: Dopo aver svolto il primo evento dell’anno a Road Atlanta, la pandemia ha costretto tutti ad un brusco stop. Come state preparando la ripartenza?


R: “E’ vero, il mondo intero si è fermato, e per un attimo abbiamo avuto l’impressione che non si vedesse la fine. Ma contestualmente lavoravamo a piani alternativi di corto, medio e lungo raggio, quindi, a ben vedere, non abbiamo veramente mai perso la connessione con l’organizzazione dei programmi. Il Club ha subito alcune importanti modifiche e spostamenti: la data di Monza, prevista per aprile, è stata sostituita con una data a Spa-Francorchamps ad inizio settembre; la data giapponese di Suzuka rimane ad agosto, ma proveremo per la prima volta l’organizzazione a distanza, avvalendoci dei nostri colleghi giapponesi, pianificando degli incontri virtuali con i clienti durante l’evento; la data di Laguna Seca di luglio è stata sostituita con una data a Watkins Glen a metà ottobre: in pratica una piccola rivoluzione, ma la sostanza - ottimi circuiti e servizio hospitality di prim’ordine - è rimasta immutata”.

D: Uno dei tuoi compiti principali riguarda l’aspetto commerciale e sportivo di Competizioni GT. Ci spieghi quali sono i vantaggi di scegliere una vettura del Cavallino Rampante per partecipare nei campionati GT?

R: “Come responsabile dei Programmi di Competizioni GT coordino le vendite dei nostri due modelli attuali, 488 GTE e 488 GT3, le relazioni con le istituzioni sportive e i promoter dei vari campionati nel mondo. Diciamo che vi sono molti campionati in cui non sarebbe ipotizzabile la mancanza di una rappresentanza Ferrari per potersi considerare un campionato di livello. La vettura non è tra le più economiche del suo settore ma, oltre ad avere eccellenti prestazioni e un handling che induce immediatamente al sorriso anche il pilota meno avvezzo, rimane indiscutibilmente la più iconica e, di conseguenza, quella che mantiene maggiormente il valore di mercato”.

D: Ti vediamo spesso in pista, non solo nel FIA WEC ma anche in altri campionati, per seguire i team che gareggiano con una 488. Quanto è importante, per le squadre, sentire la vicinanza della Casa madre?

R: “Ferrari segue attentamente i suoi clienti sui campi da gara. E’ importante che il Cliente sappia quanto fondamentali sono per noi questi rappresentanti del nostro marchio e quanto siamo coscienti che è anche attraverso le loro competizioni che la storia delle gare GT si dipana e la tradizione si mantiene. Ritengo doveroso essere presenti in occasione di gare cruciali per l’andamento del campionato. È anche l’occasione per sondare nuove opportunità e mercati. Quest’anno per esempio la mia stagione è iniziata in Australia a gennaio con il terzo round dell’Asian Le Mans Series, dove alcuni tra i nostri migliori Customers Team gareggiavano per la prima volta sul circuito The Bend”.

D: Quali sono le sfide più importanti che hai vinto a livello professionale in questi anni?

R: “Per sintetizzare, la sfida è sempre la stessa: raccogliere le indicazioni che arrivano dal nostro top management per creare un’attività e tradurre queste indicazioni in un progetto, pianificare tutti gli aspetti e poi passare alla pratica, coordinando tutti i vari elementi e facendo effettivamente nascere il prodotto, curando tutto fino al più piccolo dettaglio. All’inizio pensi sempre che non ce la puoi fare e poi alla fine ti rendi conto che è tutto è effettivamente funzionante e si sta sviluppando con successo. Una grande soddisfazione, da condividere con la tua squadra. Perché da soli non si fa nulla”.

D: Qual è la gara che ricordi con più piacere?

R: “Ce ne sono veramente tante, forse la più emozionante in assoluto è stata Le Mans 2019, in quel caso mi sono veramente commossa. Ma non dimentico le battaglie e la vittoria nel Mondiale FIA WEC 2017, la stupenda pista del Bahrain che ci ha consacrati Campioni del Mondo in un anno di enormi cambiamenti. Ricordo anche alcune pittoresche gare dell’Historic Challenge, come a Monza nel 2004 quando un pilota entrò in pit lane con una vettura, scese sbattendo la portiera e ripartì montando su un secondo gioiello di sua proprietà… Un’operazione vietatissima dal regolamento ma, come mi confessò più tardi il pilota, voleva godersi completamente l’opportunità di guidarla su quel tracciato”..