Non ci potevo credere...
16/10/2006
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Postato da
staffFerrari

Ritornando con la memoria al Gran Premio del Giappone, ancora adesso, l’unico modo in cui mi riesce possibile analizzarlo è quello di dividerlo in due parti completamente distinte: la prima, più personale, come pilota e la seconda come membro della Scuderia. Come pilota posso dire, senza dubbio, che il fine settimana era iniziato nella maniera più positiva possibile, avendo ottenuto al sabato la mia seconda pole della carriera. Purtroppo poi invece le cose non sono andate come avrebbero dovuto, con la vittoria finale che mi è sfuggita veramente di un soffio, nonostante abbia fatto del mio meglio, senza commettere alcun errore, né di guida né, tantomeno, di strategia. Come membro del Team, invece immaginate cosa possa essere stato sommare la frustrazione per un risultato svanito, allo stato d’animo complessivo che tutti noi provavamo per quanto era appena accaduto a Michael. Per sintetizzare il tutto, direi che personalmente a livello di guida posso ritenermi più che soddisfatto per l’andamento dell’intero weekend, eccetto che per il risultato della gara.
Purtroppo poi il mio umore è stato reso ancora peggiore, come detto, da quanto è accaduto a Michael che logicamente ha gettato un po’ tutti noi nello sconforto, specie in considerazione di come ci immaginavamo sarebbe potuta terminare questa gara.
Quando ho visto la vettura di Michael parcheggiata nel prato, non ci potevo letteralmente credere, al punto che ho perso buona parte della concentrazione per un paio di giri. Diciamo che, per usare un eufemismo, non è stato davvero un bel momento, specie perchè in gara a mia volta ho fatto di tutto per restare alle sue spalle e favorirne la fuga. Una volta rientrato ai box, l’unica cosa che mi è venuta in mente da dire a Michael era di farsene una ragione, infatti anche se quest’anno non fosse riuscito a vincere il Titolo gli sarebbero comunque rimasti i sette precedenti: “Michael, prova ad immaginarti cosa avresti provato se ti fossi trovato in questa situazione senza aver mai vinto un titolo…, invece dei sette che ha già conquistato?”.
Adesso mi consolo con il fatto che mi trovo a casa in Brasile a San Paolo, dove sono giunto subito dopo la gara del Giappone. Oltre a prepararmi per la gara, però devo dire che i molteplici impegni con i media e gli sponsor non mi lasciano molto tempo libero da poter dedicare alla famiglia e agli amici come invece vorrei fare. In ogni caso, fa parte del gioco e tutto il calore che mi circonda in questi giorni rappresenta un ulteriore stimolo a compiere una grande gara, davanti al mio pubblico e per il Team ancora impegnato a tutti gli effetti anche nella rincorsa al Titolo Costruttori.