
Due settimane intense, dove tanto lavoro è stato fatto. Perché qui a Valencia entrambe le F10 sono state schierate in pista con tante novità, la più vistosa delle quali il nuovo sistema di scarichi, ora posizionato più in basso rispetto alla precedente versione.
Vista l’impossibilità di fare test durante la stagione, per quanto le simulazioni e le prove al banco possano essere accurate, c’è sempre un piccolo punto interrogativo sulla reale efficacia delle soluzioni studiate, specialmente quando si tratta di interventi così estremi in un’area delicata, considerando le alte temperature che si sviluppano, nella zona posteriore della propria monoposto. Solo la realtà della pista può dare una risposta definitiva. E nel nostro caso la riposta è stata quella prevista dagli ingegneri: positiva.
Il che non vuol dire che lo sviluppo della nostra monoposto si ferma qui. Per combattere con i primi bisogna continuare a spingere, a lavorare sodo. E le qualifiche di oggi hanno dimostrato che probabilmente ci manca ancora qualcosa rispetto ai più veloci in termini di prestazione pura.
Fernando quarto in griglia, Felipe subito dietro alle sue spalle. La gara di domani sarà dura e intensa: sicuramente non “rocambolesca” come il GP del Canada, dove le differenze di prestazioni tra le due mescole di pneumatici portati dalla Bridgestone avevano costretto ad adottare strategie di gomme mai viste prima in questa stagione. Ma non sarà neanche una passeggiata. Dalla nostra abbiamo una macchina che si esprime al meglio con gli pneumatici duri. Per il resto aspettiamo di vedere come si svilupperanno i 57 giri di gara.
Il primo obiettivo di Felipe e Fernando è chiaro: passare indenni alla prima curva, tenendosi lontano dai guai. Dopo quanto visto questo pomeriggio in GP2, dove gli incidenti non sono mancati nel corso del primo giro, superare indenni la prima tornata sarà fondamentale per il risultato finale.

Un piacevole ritorno. E’ il pensiero del Circus della Formula 1 alla vigilia del Gran Premio del Canada, dopo l’appuntamento mancato con la trasferta nord americana nella scorsa stagione. Positivo anche il ritorno nelle prime posizioni della Scuderia Ferrari Marlboro, decisamente più a suo agio sul circuito Gilles Villeneuve (pista da basso carico aerodinamico, violente frenate, e che richiede una buona trazione in uscita dalle curve lente) rispetto a quanto visto due settimane fa in Turchia. Fernando, dopo un’intesa battaglia in qualifica, prenderà infatti il via dalla quarta posizione, mentre Felipe, che non è riuscito a fare il giro perfetto, negli ultimi istanti è stato scavalcato da un paio di piloti, e scatterà quindi dalla terza fila in settima posizione.
I 70 giri della gara di domani si preannunciano più che mai duri e intensi. Per diversi fattori. Innanzitutto per la natura del tracciato, che non perdona errori (i muri qui sono molto vicini) e potrebbe portare a una eventuale comparsa in pista della Safety Car. Poi per le gomme: la specifica di mescola morbida portata dalla Bridgestone ha manifestato un’usura sulla distanza non prevista, fondamentalmente per l’inaspettata riasfaltatura della pista. Situazione che ha portato le squadre entrate nella Q3 ad adottare diverse strategie sull’utilizzo delle stesse, considerando che gli pneumatici utilizzati per qualificarsi sono quelli con cui si prende il via: nelle prime posizioni, così, c’è chi partirà quindi con gomme dure (come le Red Bull e Kubica con la Renault), chi con pneumatici a mescola morbida (come i nostri piloti e Hamilton). Chi avrà fatto la scelta migliore?
Il week-end del Gran Premio del Canada coincide poi con l’inizio dei Mondiali di Calcio. L’attenzione del paddock, quando l’intenso programma della Formula 1 lo permette, è rivolta in gran parte verso il Sudafrica. Vi lasciamo immaginare quale atmosfera si respiri in Ferrari, considerando che in un team italiano corrono un pilota brasiliano e uno spagnolo, rappresentanti di tre delle più forte nazionali di calcio al mondo.
Una cosa è certa, però. Divergenze (giustificabili) di tifo a parte, domani tutta la squadra, avrà in mente un solo obiettivo: cogliere un importante risultato.