
Dal Bahrain all’Australia. Secondi e terzi in qualifica nel deserto di Sakhir, terzi e quinti nella sessione che ha definito la griglia del Gran Premio all’Albert Park di Melbourne. Preoccupati in vista della gara? Stefano Domenicali, direttore della Gestione Sportiva, dice che c’è soddisfazione in questo risultato.
Fernando partirà, così come già successo in Bahrain, in terza posizione, ovvero dal lato pulito della pista. Felipe, che ha ammesso di aver avuto difficoltà nel mandare in temperatura gli pneumatici dopo che la pista si è raffreddata, è invece quinto, anch’egli sul lato pulito. Ovvero una situazione che potenzialmente potrebbe tradursi in un vantaggio per i piloti della rossa nella fase concitata della partenza di una gara che si annuncia imprevedibile. Perché le corse all’Albert Park per definizione riservano più di una sorpresa: 58 giri sono lunghi e tutto può accadere. Da queste parti, poi, la Safety Car è di casa: il minimo incidente, facilmente risolvibile dai parti dei commissari in altri circuiti del Mondiale, si traduce di fatto in un ingresso certo della SC vista la natura cittadina del tracciato. La minaccia di pioggia è un’ulteriore variabile da considerare, anche se per assurdo potrebbe essere la “benvenuta”: con il via fissato alle cinque di pomeriggio ora locale per evitare levatacce mattutine ai telespettatori europei, si corre praticamente durante il tramonto e l’anno scorso la luce del sole ha creato più di una difficoltà visiva ai piloti. Con le nuvole a coprire il cielo questo pericolo è scongiurato.
Sarà una corsa tutt’altro che facile, in cui dovremo essere pronti a prendere decisioni e ad agire il più tempestivamente possibile. In fondo è questo il nostro lavoro. Il comportamento della F10, poi, nelle prove del venerdì impostate come di consueto in ottica gara, ci lascia ragionevolmente ottimisti. L’importante è portare a casa punti con entrambe le vetture.
Gli elementi per una gara emozionante ci sono tutti. Chissà se basterà per placare il malumore di chi ha considerato la gara del Bahrain decisamente noiosa. Forse sarebbe meglio non farsi trascinare da considerazioni espresse a caldo; aspettiamo qualche gara prima di tirare le somme.

Sakhir - Dopo la lunga pausa invernale, finalmente rieccoci in pista per la prima gara della stagione, quest’anno in quel di Sakhir, Bahrain. E, lasciatecelo dire, dopo i primi responsi in pista, di nuovo nella parte alta della classifica, il posto che più compete al blasone della Scuderia Ferrari Marlboro. Sapevamo di avere lavorato bene durante l’inverno, che aver abbandonato lo sviluppo della F60 durante la scorsa stagione ci avrebbe permesso di concentrare tutte le energie sulla nascente F10. Eravamo convinti di aver sfornato una vettura competitiva, anche se il dubbio di quanto realmente lo fosse rispetto alla concorrenza non poteva essere fugato dai test invernali. A maggior ragione con dei competitor così forti. Adesso la risposta l’abbiamo: siamo tornati, e siamo lì per tutti quelli che credono in noi. Che sia chiaro, però: questo è solo l’inizio, da adesso in avanti lavoreremo ancora più sodo per confermare il nostro livello!
Felipe partirà in gara dalla seconda posizione in griglia, mettendo definitivamente a tacere chi aveva ancora dei dubbi sulla sua competitività dopo l’incidente dello scorso anno. Fernando, completamente ambientato nella Scuderia come se fosse con noi da sempre, partirà dalla seconda fila in terza posizione dopo il miglior tempo fatto segnare nella terza sessione di prove libere di sabato. Insomma, ci sono tutti i presupposti per tornare a casa con un buon risultato, considerando anche l’ottimo lavoro svolto venerdì in configurazione gara con la F10 carica di benzina. Perché come sapete da quest’anno non ci saranno più i rifornimenti durante la corsa, quindi è ancora più importante capire come si comporta la vettura in funzione della quantità di benzina imbarcata e in funzione dei due tipi di pneumatici forniti dalla Bridgestone, a maggior ragione considerando che in questo week-end abbiamo incontrato alte temperature, cosa mai successa durante l’inverno.
I dati raccolti ci fanno guardare con ottimismo ai 49 giri da percorrere in gara, ma siamo consapevoli che non sarà una passeggiata. Chissà che spinti dal vostro tifo non si possa andare ancora più veloci!