
Come vi avevo anticipato solo una settimana fa, il tempo ha reso giustizia alle prestazioni della F2008 e confermato quanto di buono si era visto nel corso dei test invernali, troppo frettolosamente bollati da molti come scarsamente indicativi della reale competitività delle vetture di Maranello. Smarcato il punto di cui sopra, ora è la volta - come faceva notare l’amico Max - di Massa il quale, dopo due sole gare, è già dato per spacciato a causa di alcuni errori sicuramente rimarchevoli ma comunque sempre ascrivibili a normali episodi di gara, non certo in grado di condizionare un’intera stagione come già da più parti si vocifera! Purtroppo, la maggior parte dei cosiddetti “addetti ai lavori” non si lascia mai scappare una buona occasione per tacere e attendere - non dico tanto - ma almeno tre gare prima di emettere verdetti inappellabili che, a questo punto della stagione, non possono altro che essere scarsamente rappresentativi del reale valore di team e piloti. Altrettanto dicasi per i nostri principali avversari che adesso vengono già dati per spacciati, dopo che solo una settimana fa sembravano aver praticamente già vinto, senza colpo ferire, entrambe i titoli. Premesso quanto sopra, godiamoci invece un Kimi Raikkonen in gran spolvero più determinato, concentrato e maturo che mai, in grado di sfruttare senza la minima sbavatura la prima vera occasione dell’anno. Un pilota che appare ormai perfettamente integrato all’interno del Team ed in grado di esprime il massimo del potenziale dall’ancor acerba F2008 che sicuramente, a detta degli stessi tecnici, è ancora passibile di numerose e sostanziali evoluzioni nel corso della stagione. Sempre a proposito di personaggi in gran spolvero, non vogliamo dire due paroline su “Kaiser Schumi”, folgorato anche lui sulla via di Damasco dal morbo delle due ruote? Ma vi rendete conto, come possa uno che ha vinto sette titoli mondiali di Formula 1 mettersi a correre in una gara di Superbike ungherese per apprendere i più reconditi segreti della piega “ginocchio a terra” e poi piazzarsi alla fine addirittura terzo? Al di là delle critiche ingiustificate che gli sono piovute addosso da più parti, io trovo sia una cosa semplicemente stupenda che testimonia la grandezza del pilota e, soprattutto, dell’uomo desideroso innanzitutto di misurarsi con sé stesso e con i propri limiti. Bravo Michael, vai avanti così che con un po’ di allenamento ti aspettiamo tra un paio d’anni su una Ducati in Superbike… Che ne dite?

Oggi è sicuramente un giorno importante nella storia della Ferrari in quanto, dopo quindici anni di onoratissimo servizio, il nostro Amministratore Delegato, Jean Todt, ha deciso di dimettersi dall’incarico pur conservando tutte cariche all’interno del Consiglio di Amministrazione e continuando a rappresentare la Scuderia in sede di Consiglio Mondiale FIA.
Si chiude così un ciclo che ha portato alla conquista di ben tredici titoli mondiali di Formula 1 e un numero incredibile di successi sui circuiti di tutto il mondo.
Un ciclo che verrà sicuramente ricordato come il più vincente e probabilmente indimenticabile dell’intera storia Ferrari, un ciclo che ricollegandomi a quanto avvenuto di recente nell’ultimo weekend non deve far dimenticare a nessuno ciò che la Ferrari è stata ed è capace di fare.
Certo, il Gran Premio d’Australia è stato un pessimo inizio e sicuramente ha rappresentato per tutti i componenti del Team una vera e propria doccia fredda, specie dopo quasi 15.000 chilometri, coperti nella pausa invernale, senza alcun inconveniente di sorta, tra simulazioni di gara e test vari.
Prima di fasciarci la testa però io direi che forse è il caso di aspettare, innanzitutto, la prossima domenica e, più in generale, come d’abitudine, il ritorno alle gare europee che rappresentano sempre il vero banco di prova della competitività delle varie monoposto.
Inoltre, è importante rilevare come sul passo di gara - errori dei piloti a parte - la F2008 non si è certamente mostrata inferiore alla Mp4-23 o a qualsiasi altra monoposto presente in pista il che, a mio avviso, è un segnale incoraggiante, in quanto l’affidabilità si può rapidamente ritrovare mentre le prestazioni no.
Detto questo, come vi avevo anticipato, lo spettacolo è tornato finalmente protagonista in Formula 1 e questa credo sia la più bella notizia che ci ha riservato questo primo weekend della stagione un po’ amaro per i colori Ferrari...

Cari amici, il post di questa settimana lo voglio dedicare al 78° Salone dell'Auto di Ginevra dal quale sono reduce e al quale, se ne avete la possibilità, vi consiglio assolutamente di recarvi. A tal proposito, devo confessarvi che erano un paio d'anni che "bigiavo" la rassegna elvetica a causa d'impegni vari, come sempre materializzatisi all'ultimo secondo... E la cosa mi era alquanto dispiaciuta specie per chi, come il sottoscritto, era abituato a frequentare con assiduità praticamente tutte le principali rassegne internazionali che si succedono nel corso dell'anno. Ebbene, oltre che per il sempre accogliente ed esclusivo stand Ferrari, devo dirvi che questa edizione dell'esposizione ginevrina vale veramente la pena di essere visitata. Tante, tantissime le novità, a partire da quelle dei "cugini" di Casa Fiat che presentavano in anteprima mondiale la nuova ed iperagressiva 500 Abarth, fino alla bellissima 8C Competizione Spyder dell'Alfa o alla nuovissima Lancia Delta. Al di là delle sempre interessanti novità che vi si trovano, una delle cose che però maggiormente apprezzo di questo Salone, a differenza di tutti gli altri, è però il fatto che tutto quanto è facilmente visibile in poco tempo e, soprattutto, che sono presenti anche tutti i principali carrozzieri del mondo con le loro originalissime creazioni, il più delle volte impossibili da vedere altrove. Ecco, se dovessi sintetizzare in una parola ciò che mi piace di "Ginevra", direi proprio questa sorta di vista a 360° sul settore automotive, dove a farla da padrone, oltre alle tanti ed interessanti novità, non sono sempre e solo le grandi Case automobilistiche ma anche quei tanti "piccoli" artigiani che mantengono viva quella parte emotiva di questo settore che tanto mi è cara.