
Oltre 1.700 chilometri di test, 368 giri totali, quattro piloti in pista, tre simulazioni di gara. Questi, in sintesi, i numeri della sei giorni di test che ha visto protagonisti a Barcellona gli uomini della Scuderia Ferrari Marlboro al gran completo. Si trattava dell’ultimo test (shakedown del prossimo giovedì a Fiorano escluso) prima dell’inizio della stagione, come tutti sapete, in programma il prossimo 16 di marzo a Melbourne.
Inutile negare che l’umore in seno alla Scuderia è alto, che i riscontri cronometrici di questa fase invernale di test inducono ad un cauto ottimismo e che il Team si sente più che mai pronto ad affrontare questa nuova stagione, con l’obbiettivo dichiarato di difendere il numero 1 che la F2008 porta sulla carrozzeria.
Staremo a vedere, per il momento, possiamo solo dire che chi ben comincia, dovrebbe essere a metà dell’opera… Speriamo bene!
Chi invece non sta a guardare, pare essere Michael Schumacher che, per l’ennesima volta, ha sorpreso tutti salendo per la prima volta sulla F2008 e stampando un tempo praticamente identico al miglior crono di Raikkonen (che per di più girava già con la nuova configurazione aerodinamica). Che dire? Purtroppo devo ammettere, senza reticenze, che il non vederlo per il secondo anno consecutivo al via della stagione lascia un certo qual rammarico, sicuramente con lui in pista non ci sarebbe stato da annoiarsi, anche se sono convinto che le recenti modifiche introdotte dalla Federazione ci regaleranno comunque un Campionato ancora più intenso e spettacolare dell’ultimo.
Ovviamente si tratta di una mia personale opinione, puramente suffragata da mie supposizioni tecniche, ragion per cui vorrei un po’ sapere, invece, cosa ne pensate voi?

Molto bene amici,
Devo dire che le vostre numerose risposte e l’entusiasmo che avete proferito nel proporre episodi aggiuntivi a quelli da me citati, mi hanno testimoniato che la strada intrapresa è quella giusta. Grazie quindi, innanzitutto, per la vostra partecipazione, con la promessa che cercherò di recepire, per quanto mi sarà possibile, i vostri suggerimenti/desideri nella maniera più completa ed esauriente possibile, al fine di darvi un prodotto in linea con le vostre aspettative e, soprattutto, con le vostra passione che è sempre quanto mai viva ed ardente, al punto che il compito di alimentarla ulteriormente è sempre arduo ma almeno altrettanto piacevole.
Premesso quanto sopra, ed in relazione al doveroso omaggio all’immenso Enzo Ferrari, tributatogli dall’amico Francesco, vorrei brevemente condividere con voi alcune riflessioni che ho maturato al termine della cena alla quale ho partecipato ieri sera qui a Maranello, insieme ai membri della spedizione che prenderà parte all’Indian Tour, proprio alcune ore prima della loro partenza. Al famoso “generale”, già membro di tutte le spedizioni Overland e che nei passati tour (vedi Panamerican e China) vi ha allietato con i suoi racconti sul blog, ed a tutto il suo equipaggio, va infatti tutta la mia più sincera ammirazione e gratitudine per quello che, ancora una volta, si stanno apprestando a fare.
I racconti genuini delle tante avventure vissute nei precedenti tour e, nel corso di una vita, alla guida dei mezzi più disparati, come per esempio le due partecipazioni alla Parigi-Dakar (quella vera degli anni ’80 per intenderci…), la passione e l’entusiasmo che ancora oggi li anima, alla vigilia di una nuova sfida, mi hanno profondamente fatto riflettere. Mi hanno fatto riflettere sul significato ultimo di ciò che facciamo, della passione che certe persone sanno mettere nelle cose in cui credono, a prescindere dall’età e dalle situazioni esterne. Proprio quella medesima passione che ha animato lo stesso Enzo Ferrari il quale, sino all’ultimo dei suoi giorni, ha continuato a credere ciecamente in quel sogno chiamato Ferrari. Quella passione che purtroppo oggi è sempre più difficile trovare, specie nei più giovani di qualsiasi origine e provenienza, non so se a causa della società che è mutata o della mancanza d’ideali o di cos’altro ancora…So solo che, nel loro piccolo, sono anche queste le persone che hanno contribuito e contribuiscono ad alimentare il mito di quest’azienda ed è per questo che proprio a loro va la mia più sentita riconoscenza.
Io li chiamo “uomini ombra” ed un giorno magari vi pubblicherò qualche pezzo che ho scritto in privato intervistando alcuni di loro, nel corso di questi anni. Sono certo che voi capirete esattamente ciò che vi voglio dire e qual è il messaggio che vi voglio trasmettere attraverso questo post che magari, a differenza di altri, non è specificatamente legato all’attualità o ad un tema ben preciso ma che, sicuramente, mi è sorto dal cuoro, in maniera quantomai spontanea e altrettanto sincera. Per intanto dunque, grazie ancora dei suggerimenti ed a presto con i commenti sui prossimi test di Barcellona e, soprattutto, con la partenza dell’Indian Tour di cui vi daremo ampio resoconto nel sito dedicato che sarà online dal prossimo lunedì.

Cari amici,
Vedo con piacere che il mio ultimo post ha trovato il consenso unanime di tutti voi, cosa della quale non dubitavo, ma della quale sono comunque estremamente orgoglioso, a riprova che il nostro blog non è frequentato da beceri ultras privi di cervello.
Accolgo con piacere anche la provocazione di Francesco, come sapete infatti io prediligo i kart, però visto il livello di sofisticazione tecnologica dell’oggetto, quasi, quasi un pensierino ce lo si potrebbe fare… Scherzi a parte, ciò di cui vi voglio parlare quest’oggi ha proprio a che fare con la natura stessa del blog, o meglio dei blog in generale, ovvero quella di rappresentare un movimento spontaneo che, a differenza della carta stampata, permette agli utenti d’interagire attivamente con la controparte.
Proprio in virtù di questo principio ho pensato che, d’ora in poi, io per primo dovrò imparare ad utilizzare questo meraviglioso strumento in maniera più appropriata.
A tal proposito, voglio subito mettere in pratica quanto detto, invitandovi a dare un giudizio sul nuovo speciale che vi stiamo preparando per l’inizio della nuova stagione di Formula 1.
Nello specifico, tra le varie sezioni in cui sarà suddiviso lo stesso, ve ne è una che curerò personalmente e che riguarderà la o le situazione più importanti/significative che la Ferrari ha vissuto nel corso della sua storia, in ciascuno dei 18 Gran Premi che daranno vita al prossimo Campionato del Mondo di Formula 1. Specifico un po’ meglio il tutto, anticipandovi che per i GP di Singapore e Valencia vi sarà la semplice descrizione del tracciato, mentre per tutti gli altri mi riferisco all’intera storia di quello specifico GP, ad esempio, per quanto riguarda il GP di Francia, da quando si disputava sul tracciato di Reims fino all’attuale Magny Cours.
Fatemi sapere anche se secondo voi vi sono altre edizioni che andrebbero poste in evidenza o aneddoti, magari anche personali, che volete evidenziare…
Australian GP:Raikkonen 2007; Malaysian GP: Schumacher 1999; Bahrain GP: Schumacher 2004;Spanish GP:Villeneuve 1981/Schumacher 1996; Turkish GP: Massa 2006; Monaco GP: Ascari 1950/Villeneuve 1981; Canadian GP: Villeneuve1979/Alesì 1995; France GP: Baghetti 1961/Villeneuve 1979; British GP: Gonzales1951/Collins 1958; Deutschland GP: Ickx 1972/Regazzoni 1974; Magyar GP Ungheria: Mansell 1989/Schumacher 2004; Belgian GP: Schumacher 2004; Italian GP: Fangio 1956/Berger 1988; Japanese GP: Schumacher 2000; Chinese GP: Barrichello 2004; Brasilian GP: Schumacher 2006/Raikkonen 2007

Cari amici,
Vorrei approfittare del clima di ottimismo che si respira in relazione agli ottimi tempi che stanno facendo registrare le nostre vetture, nel corso dei test di Sakhir, per ritornare brevemente sulla questione sollevata da Francesco alcuni giorni fa. La serie di episodi che hanno avuto come bersaglio Lewis Hamilton a Jerez non è infatti cosa da sottovalutare in alcun modo, specie se si considera che purtroppo anche l’automobilismo non è del tutto nuovo a simili pratiche. I meno giovani di voi ricorderanno infatti i sassi lanciati a Monza all’indirizzo di Alain Prost, quando il francese era in lotta per il titolo con il compianto Alboreto, o i chiodi sulle strade del Rally di Monte Carlo al passaggio delle vetture allora avversarie del francese Auriol.
Si tratta quindi di un malcostume purtroppo abbastanza diffuso e, men che meno, caratteristico dei soli fan “iberici” che, per altro (vedi MotoGP), in molte altre occasioni si sono distinti per la loro sportività ed il loro spontaneo entusiasmo. Al di là delle simpatie/antipatie personali, è dovere di tutti noi appassionati indignarci per tali episodi e bollare gli autori dei medesimi come persone assolutamente estranee al nostro mondo. Bene ha fatto quindi la Federazione ad intervenire su tale tematica, minacciando sanzioni all’indirizzo degli organizzatori, nel caso in cui si dovessero ripetere episodi del genere. Ritengo sia questa l’unica strada percorribile, al fine di risparmiare al motorsport in generale inquinamenti di tipo “calcistico” dei quali non abbiamo decisamente alcun bisogno... Premesso quanto sopra e visto l’ormai imminente approssimarsi della nuova stagione, colgo l’occasione per annunciarvi in anteprima una vera e propria primizia, rappresentata dal fatto che a partire dal primo GP della stagione Ferrariworld avrà un inviato molto esclusivo dai campi di gara, ovvero Marc Genè che ci darà in anteprima i suoi commenti sull’andamento del weekend di gara e tutte le curiosità che si respirano dietro le quinte del paddock!
E questo, naturalmente, è solo l’inizio di quella che si preannuncia davvero come una grande stagione.