
In questo periodo di fervente attività, tra una dichiarazione rilasciata ad uso e consumo della stampa ed un tempo ad effetto sparato ad uso e consumo degli sponsor, la mia attenzione si è appuntata sul nuovo calendario della stagione di Formula 1 che sta per approssimarsi. Nello specifico, mi sono soffermato, in particolare, sui due nuovi tracciati che sorgeranno, rispettivamente, nel centro di Singapore ed in quello di Valencia. Entrambe catalogati a pieno titolo come circuiti cittadini (veri, nel senso che si corre in mezzo alle case per intenderci…) ed entrambe di estremo interesse, ciascuno per differenti ragioni. Partiamo dal circuito asiatico da circa 5 chilometri di lunghezza, la cui novità più interessante sarà, senza dubbio, rappresentata dal fatto che - per la prima volta nella loro ultracinquantenaria storia - le Formula 1 correranno in notturna, in particolare, grazie ad un sofisticato impianto d’illuminazione artificiale, appositamente realizzato da un’azienda italiana.
La novità, per altro, si presenta di non poco conto, al pari delle incognite legate a tale esperimento. Il mio sconfinato amore per i tracciati cittadini e la disperata necessità del Circus d’introdurre elementi che ne sappiano ridestare l’interesse presso il grande pubblico, mi fanno essere alquanto ottimista circa la riuscita dell’evento in oggetto. E, sempre a proposito di eventi, perché ormai di ciò si tratta (la vecchia definizione di semplice gara, ormai non si addice più ai moderni GP di Formula 1), vogliamo parlare del circuito da 5.6 chilometri realizzato per le vie attorno all’ultramoderno porto di Valencia, già sede lo scorso anno dell’America’s Cup, ovvero la Formula 1 della vela?
Il circuito, oltrechè estremamente spettacolare appare anche ultraveloce, con punte massime di velocità di oltre 300 Km/h, per una media ipotizzata addirittura in oltre 200 Km/h.
Scommettiamo che ci sarà da divertirsi, anche grazie all’eliminazione dei tanto detestati, almeno da parte mia, “drive aids”. Secondo me la strada intrapresa dalla Federazione è finalmente quella giusta, al fine di tornare ad offrire uno spettacolo degno del nome che la Formula 1 porta, voi che dite…?