
Cari amici, ora comincia davvero il bello! Incredibile ma vero, tra meno di due settimane, ci troveremo in Brasile con ben tre piloti in lotta per il titolo, cosa sulla quale fino a qualche mese fa davvero in pochi avrebbero scommesso. E’ infatti da oltre vent’anni, per la precisione dal 1986, che ciò non accadeva: allora a giocarsi il titolo furono, nell’ordine, Prost, Mansell e Piquet.
Come andò a finire forse i più giovani di voi non se lo ricordano, a differenza del sottoscritto che invece, essendo sempre stato grande tifoso di Mansell, se ne rammenta più che bene…
Al favoritissimo inglese andò infatti incredibilmente male come, per altro, gli succederà altre due volte in cui era in procinto di aggiudicarsi il tanto sospirato titolo. A godere della lotta fratricida tra i due alfieri della Williams fu proprio il terzo incomodo: ovvero quell’Alain Prost (che guarda caso si presentava all’ultimo appuntamento della stagione con 7 punti di distacco…) chiamato per tutta la stagione ad inseguire i due compagni di squadra anch’essi in perenne ed accanitissima lotta tra di loro.
Che la storia faccia i suoi corsi e ricorsi, il più delle volte è un assioma quasi scientificamente dimostrato…, che questo possa essere uno di quei casi non è escluso ma neanche per forza di cose auspicabile, nel senso che i ragazzi della Scuderia sembrano avere finalmente tutte le carte in regola per poter contare solo ed esclusivamente sulle loro forze. Le variabili in Formula 1 sono molteplici ed il più delle volte imperscrutabili, almeno per noi comuni mortali, nel senso che le prestazioni delle monoposto top di questo campionato variano, al pari delle strategie e della gestione della corsa, in maniera davvero sostanziale da un circuito ad un altro.
In Brasile solitamente siamo sempre stati competitivi, anche se come ha fatto notare il ds Stefano Domenicali, quest’anno non ci sarà la possibilità per la Ferrari di scegliersi le gomme che più ritiene idonee per questo tracciato dovendosi, al contrario, “accontentare” delle due mescole prescelte dalla Bridgestone (soft ed extra-soft).
A questo punto, sorge ovviamente spontanea la speranza che queste non rappresentino l’ago della bilancia nella lotta al titolo che, invece, mi auguro possa giocarsi in pista sul filo dei decimi, esattamente come è avvenuto in Cina. A tal proposito, avete visto che i miei auspici di un’ennesima gara bagnata si sono rivelati non solo fondati ma anche propiziatori di un’altra bellissima corsa, al che invece che disputare gare in notturna propongo fortemente di bagnare artificialmente durante la corsa tutte le prossime piste del mondiale.
Volete mettere? Senza spendere tanti soldi in costose rivoluzioni tecniche, un bell’impianto d’irrigazione e via, divertimento assicurato per tutti e fattore “umano” di nuovo preponderante… Scherzi a parte però, come ha fatto notare la nostra amica Ianiva, prestazioni come quelle del giovane e promettente Vettel o, aggiungo io, del nostro Liuzzi, con le attuali monoposto in condizioni normali sarebbero state pressoché impossibili, voi che ne dite? Viva la pioggia allora!