
Cari amici,
Innanzitutto, mi devo scusare con molti di voi a causa del fatto che non sono riuscito a prestare la dovuta attenzione a tutti coloro che ci sono venuti gentilmente a fare visita al Mugello, nel corso di questo weekend di Finali Mondiali. Come sapete, infatti, siamo in fase di ristrutturazione e un po’ sotto organico il che, considerando la mole di lavoro sempre crescente, spesso causa qualche problema di stress da iper attivismo…
Premesso quanto sopra, vorrei anche cogliere l’occasione per ringraziare pubblicamente Sarah che, come alcuni di voi sanno di già, dopo tre anni di dedizione ed impegno assoluto alla guida della Community ci lascia per intraprendere nuove esperienze personali e professionali. Un grazie di cuore ed un in bocca al lupo al quale sono certo vi vorrete unire in tanti… Venendo invece a questo intenso weekend di celebrazioni mondiali, che dire? Che, come sempre (ed ancor di più quest’anno grazie alla conquista di entrambe i titoli mondiali), si è trattato di una bella festa, di un’occasione importante per tutti i nostri tifosi di ritrovarsi e, soprattutto, di ritrovare i propri beniamini e tutti gli uomini della Ferrari che hanno contribuito a questo ennesimo, straordinario successo.
Oltre a questo è stata però anche l’occasione per vedere da vicino tante gare, tante vetture in pista, tanti duelli spettacolari e tanta, tanta passione Rossa. Come molti di voi, con mio immenso piacere, hanno fatto notare nel mio ultimo post, la Ferrari non è solo e soltanto Formula 1 ma anche tanto, tantissimo altro.
Ed i titoli conquistati quest’anno nel Campionato del Mondo FIA GT (nella classe GT2) e nell’American Le Mans Series lo stanno a dimostrare molto chiaramente, al pari dell’impegno e dell’attenzione dedicata dagli uomini della Direzione Corse Clienti a tali categorie. Nella speranza, ovviamente, che questo sia solo il preludio ad ulteriori e nuovi impegni, in grado di rinverdire ulteriormente la gloriosa tradizione Ferrari nelle categorie sport …

Cosa vi avevo detto la scorsa settimana a proposito dei corsi e ricorsi della storia, ve lo ricordate? Vi ricordate anche cosa vi avevo detto prima dell’inizio del Campionato riguardo alle possibili rivelazioni dell’anno (Kubica, Rosberg ed Hamilton)?
Bè, se non altro, vuol dire che chi vi scrive di corse ci capisce ancora qualcosa e forse anche di storia che, in effetti, è sempre stata la mia materia preferita. Attraverso la storia, infatti, sia degli uomini che delle aziende, si può capire tutto, sondare gli imperscrutabili disegni del destino, apparentemente solo casuali, e riportare alla luce molte delle oscure trame che hanno portato invece al verificarsi di eventi eclatanti.
Parafrasando, è un po’ questo il caso di quanto è successo domenica ad Interlagos, dove Kimi Raikkonen e la Scuderia si sono laureati campioni del mondo Piloti e Costruttori e voglio sottolineare anche Costruttori, proprio perché oltre alla sentenza del tribunale che ne aveva già decretato la conquista, domenica il Team ha ottenuto anche la vittoria sul campo, al termine di una stagione sofferta e ricca di colpi di scena. Una stagione nella quale il “crederci”, proprio come aveva fatto lo stesso Prost in quel lontano 1986 è stato il fattore determinante.
Qui a crederci non è stato un solo pilota ma tutta la squadra che, a differenza di quanto avvenne in quell’altra memorabile volata a tre, non ha neanche avuto bisogno di un considerevole aiuto da parte della dea bendata.
Meglio così, alla fine giustizia è stata fatta in pista, al termine di una stagione che ha visto il pilota finlandese recuperare ben 17 punti punti in due gare, cosa che in passato era riuscito a fare solo Nino Farina all’inizio degli anni ’50 quando ancora eravamo agli albori di quella che è l’attuale Formula 1. Adesso l’appuntamento per tutti è al Mugello, in occasione delle Finali Mondiali Ferrari, dove naturalmente vi aspettiamo numerosi per festeggiare assieme questa straordinaria stagione. Non mancate!

Ci siamo ragazzi, ormai tutto è pronto per il gran finale di stagione che si prospetta più incandescente che mai. Tre piloti, tre caratteri completamente diversi e due vetture che proprio così diverse probabilmente non sono… ma che comunque sono molto distanti tra loro in termini di gestione da parte del muretto box.
Ovviamente, sarà uno solo a vincere al termine di quella che, comunque vada, verrà sicuramente ricordata - oltre che per le vicende giudiziarie -, come una delle stagioni più combattute dell’ultimo decennio. Il rinnovo del contratto con la Scuderia fino al 2010 darà certamente a Felipe quella tranquillità necessaria per disputare, davanti al suo pubblico, una prestazione maiuscola, al pari di quella che lo vide protagonista lo scorso anno.
E questo potrebbe davvero essere uno di quei fattori, forse un po’ sottovalutati ma comunque in grado di fare la differenza, nel computo totale delle combinazioni a disposizione dei tre contendenti.
Staremo a vedere, per intanto, quello che è certo è che ci sarà proprio da divertirsi, anche se pare che non dovrebbe piovere, purtroppo…

Cari amici, ora comincia davvero il bello! Incredibile ma vero, tra meno di due settimane, ci troveremo in Brasile con ben tre piloti in lotta per il titolo, cosa sulla quale fino a qualche mese fa davvero in pochi avrebbero scommesso. E’ infatti da oltre vent’anni, per la precisione dal 1986, che ciò non accadeva: allora a giocarsi il titolo furono, nell’ordine, Prost, Mansell e Piquet.
Come andò a finire forse i più giovani di voi non se lo ricordano, a differenza del sottoscritto che invece, essendo sempre stato grande tifoso di Mansell, se ne rammenta più che bene…
Al favoritissimo inglese andò infatti incredibilmente male come, per altro, gli succederà altre due volte in cui era in procinto di aggiudicarsi il tanto sospirato titolo. A godere della lotta fratricida tra i due alfieri della Williams fu proprio il terzo incomodo: ovvero quell’Alain Prost (che guarda caso si presentava all’ultimo appuntamento della stagione con 7 punti di distacco…) chiamato per tutta la stagione ad inseguire i due compagni di squadra anch’essi in perenne ed accanitissima lotta tra di loro.
Che la storia faccia i suoi corsi e ricorsi, il più delle volte è un assioma quasi scientificamente dimostrato…, che questo possa essere uno di quei casi non è escluso ma neanche per forza di cose auspicabile, nel senso che i ragazzi della Scuderia sembrano avere finalmente tutte le carte in regola per poter contare solo ed esclusivamente sulle loro forze. Le variabili in Formula 1 sono molteplici ed il più delle volte imperscrutabili, almeno per noi comuni mortali, nel senso che le prestazioni delle monoposto top di questo campionato variano, al pari delle strategie e della gestione della corsa, in maniera davvero sostanziale da un circuito ad un altro.
In Brasile solitamente siamo sempre stati competitivi, anche se come ha fatto notare il ds Stefano Domenicali, quest’anno non ci sarà la possibilità per la Ferrari di scegliersi le gomme che più ritiene idonee per questo tracciato dovendosi, al contrario, “accontentare” delle due mescole prescelte dalla Bridgestone (soft ed extra-soft).
A questo punto, sorge ovviamente spontanea la speranza che queste non rappresentino l’ago della bilancia nella lotta al titolo che, invece, mi auguro possa giocarsi in pista sul filo dei decimi, esattamente come è avvenuto in Cina. A tal proposito, avete visto che i miei auspici di un’ennesima gara bagnata si sono rivelati non solo fondati ma anche propiziatori di un’altra bellissima corsa, al che invece che disputare gare in notturna propongo fortemente di bagnare artificialmente durante la corsa tutte le prossime piste del mondiale.
Volete mettere? Senza spendere tanti soldi in costose rivoluzioni tecniche, un bell’impianto d’irrigazione e via, divertimento assicurato per tutti e fattore “umano” di nuovo preponderante… Scherzi a parte però, come ha fatto notare la nostra amica Ianiva, prestazioni come quelle del giovane e promettente Vettel o, aggiungo io, del nostro Liuzzi, con le attuali monoposto in condizioni normali sarebbero state pressoché impossibili, voi che ne dite? Viva la pioggia allora!

Il momento è critico, cari amici,
inutile negarlo! Le residue speranze di Kimi di conquistare il titolo, come ha dichiarato quest’oggi lui stesso, sono ridotte al lumicino mentre Felipe è matematicamente già escluso dai giochi, senza contare che, inevitabilmente, l’esito della gara di domenica peserà moralmente sulla squadra non poco. Però, come si suol dire, la speranza è l’ultima a morire e bisogna per forza di cose che tutti ci credano fino in fondo, come è giusto e doveroso che sia.
Tornando invece alle vicende del Giappone, vi devo dire che pur in presenza di condizioni climatiche decisamente proibitive, non sono d’accordo con coloro che propendevano per una sospensione o, addirittura, per una non disputa della gara. Ci si lamenta sempre che i piloti ormai sono diventati delle specie di accessori delle vetture che pilotano, salvo poi invocare l’arresto della corsa, proprio una volta tanto che il valore di questi ultimi torna ad essere predominante.
Errore a parte, la prestazione di Vettel con la Toro Rosso, tanto per citare un esempio, sarebbe stata secondo voi solo vagamente ipotizzabile sull’asciutto? Io credo proprio di no…, ragion per cui ribadisco che le gare vanno disputate anche in condizioni limite, esattamente come avveniva una volta.
Lauda è stato per molti anni accusato di codardia quando prese la storica decisione (guarda caso proprio al Fuji) di ritirarsi, rinunciando a gara e titolo perché reputava proibitive le condizioni in cui la corsa si stava svolgendo. Io penso che qualunque pilota, di qualsiasi categoria e disciplina, meriti il rispetto più assoluto, non fosse altro per il solo fatto che mette in gioco la propria vita per amore dello sport che ha deciso di praticare. Mi risulta però naturale pensare che se 10, 20, 30 o 40 anni fa, con vetture al di sotto dei più elementari standard di sicurezza attuali, le gare si disputavano ugualmente e con qualsiasi condizione atmosferica, a maggior ragione si debbano disputare ora. Non vedo, infatti, per quale motivo adesso non debba più essere così, con la speranza che in Cina piova, naturalmente…!