
Innanzitutto, bentornati! A chi di voi come il sottoscritto ha avuto la fortuna di starsene per un pò in vacanza e anche a chi, invece, purtroppo è stato costretto a rimanere a casa in attesa di tempi migliori… Per entrambe, non dubito comunque del fatto che l’occasione per ritrovarsi idealmente tutti quanti assieme sia stata data dal GP di Turchia dello scorso fine settimana. Una gara che ha visto la grande riscossa della Ferrari e di Felipe Massa, in particolare, protagonista assoluto dopo lo sfortunato weekend ungherese.
Una gara che però ha anche evidenziato un altro problema, messo in chiaro dallo stesso Raikkonen, e del quale vi vorrei parlare quest’oggi al fine di condividere con voi alcune riflessioni maturate nel post-gara. Il problema in oggetto è costituito - ahimè mi viene da dire per l’ennesima volta – dalla reale difficoltà di effettuare sorpassi in gara. A tal proposito, vorrei prima chiarire il fatto che il tracciato di Istanbul è un gran bel tracciato e che, al di là della ben nota “curva 8”, esso è costituito da un perfetto mix di tratti medio lenti (decisamente tecnici) alternati sapientemente alle numerose parti veloci da cui è caratterizzata la pista.
Chi mi segue da un po’ di tempo sa perfettamente che non sono di certo un amante delle piste moderne e che, al contrario, ho più volte sottolineato la necessità di tornare a circuiti, diciamo così più “old style”, che diano risalto alle capacità dei piloti, in grado di tracciare una netta linea di demarcazione tra quelli che il “manico” ce l’hanno sul serio e quelli che invece ne sono sprovvisti. Ebbene, dopo la gara di Istanbul, mi sono quasi definitivamente convinto che i circuiti c’entrano fino ad un certo punto, che con l’aerodinamica delle attuali vetture, in effetti, persino a Monza si fa fatica a superare. A questo punto però - mi chiedo io – , e lo faccio di proposito all’indomani di uno schiacciante successo (onde evitare di essere tacciato di ipocrisia), che senso ha una Formula 1 dove si decide tutto in qualifica o nei pochi metri che separano la linea di partenza dal via? Non so per voi ma, per quanto mi riguarda, nessuno!
Bella forza, viene da dire, se ne è accorto solo ora? Già, perché in effetti, ad una prima analisi, la questione sembra di facile risoluzione cosa che, però, in realtà non è affatto. Sono parecchi anni, infatti - bisogna ammetterlo -, che la Federazione sta cercando (purtroppo senza riuscirvi) di ridare un minimo di volto umano a questa Formula 1. A questo punto, la domanda che mi sorge spontanea e che vi voglio girare - pari, pari -, è relativa ai nuovi regolamenti che verranno già introdotti dalla FIA il prossimo anno. Sto parlando, ad esempio, dell’eliminazione totale dei dispositivi di controllo trazione, della centralina unica per tutti e, soprattutto, della possibilità di acquistare (aggiungo io, finalmente!) telai anche da altre scuderie.
Personalmente, ritengo sia finalmente un deciso passo in avanti verso un ritorno ad una maggiore spettacolarizzazione delle corse, anche se a mio avviso sarà necessario fare ancora molto, specie in termini di riduzione del cosiddetto “fattore aerodinamico” che è poi il vero nocciolo del problema della drammatica penuria di sorpassi da cui siamo afflitti. Per voi, invece…?