Massa's Blog

Il diario di Massa – Subito in pista per rifarci

May 24, 2011 · Inserito da Felipe Massa
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Sono tornato a Monaco lunedì mattina dopo un fine settimana davvero deludente. Speravamo di fare molto meglio in termini di prestazione ed in più ho avuto anche il primo problema di affidabilità dell’anno. Ci aspettavamo che i nostri rivali principali fossero molto forti a Barcellona, visto che la nostra macchina non è efficiente come la loro in termini di carico aerodinamico. Quello che non ci aspettavamo era di soffrire così tanto con la nuova gomma dura che la Pirelli ha portato in questo Gran Premio. Già avevamo qualche difficoltà con la versione precedente rispetto ai nostri avversari ma con questa per noi è ancora più difficile cercare di far lavorare bene gli pneumatici. Fra le morbide e le dure perdiamo due, due secondi e mezzo e gli effetti si sono visti chiaramente in gara. Fernando ed io siamo stati in grado di lottare all’inizio – lui meglio di me grazie alla partenza, io ero in lotta con le Mercedes ed ero riuscito a passarli e a risalire in sesta posizione – ma dopo, una volta messe le hard, era praticamente impossibile guidare la macchina. Ho progressivamente perso posizioni, mi sono girato e poi, quando mancavano pochi giri, mi sono dovuto fermare in pista perché non riuscivo più a selezionare le marce. Nel frattempo Fernando da che era in testa si ritrovava doppiato nello spazio di 40 giri, una cosa incredibile. Sembra proprio che in Spagna soltanto Red Bull e McLaren sono state in grado di far funzionare le gomme dure nella giusta maniera.

Per rimanere in argomento gomme, dalle prove libere di giovedì a Monaco inizia un ciclo di tre gare in cui si useranno le Soft e, per la prima vota, le Supersoft, il che dovrebbe essere meglio per noi perché dovrebbero adattarsi meglio alle caratteristiche della nostra vettura. Quest’anno abbiamo visto come il fattore più importante quando si tratta di sorpassare un’altra macchina sono le gomme: sarà per questo che, persino a Monaco, potremo vedere dei sorpassi. Quando una vettura davanti a te è in difficoltà per l’usura delle gomme non ha trazione e in posti come l’uscita della chicane dopo il tunnel se non hai la trazione giusta perdi la posizione prima della curva del Tabaccaio. Il degrado gomme giocherà un ruolo significativo.

Mi piace il weekend di Monaco: è un appuntamento importante nel calendario ma quando vado a piedi in pista la mattina non penso necessariamente che sia la pista più famosa del mondo. E’ un’altra gara su cui bisogna concentrarci, anche se offre una sfida tutta particolare, non comparabile con nessun’altra: Singapore le si avvicina ma lì la pista è molto più larga. Monaco è un Gran Premio dove si deve lavorare duro e cercare di fare del proprio meglio, come sempre. Per me è piacevole essere a casa: penso di essere uno dei pochi piloti che ha due Gran Premi casalinghi, non soltanto una gara che si svolge nel Paese dove sono nato. Sia qui che a San Paolo posso dormire nel mio letto e fare poca strada per arrivare in pista, il che è positivo.

Allora speriamo di rifarci dopo la delusione spagnola: almeno non dovremo aspettare molto per provarci!
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Ancora un altro passo avanti come prestazione

May 18, 2011 · Inserito da Felipe Massa
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Sono stati giorni molto intensi quelli successivi al Gran Premio di Turchia. Il tempo è volato e siamo già al Gran Premio di Spagna, il quinto appuntamento della stagione. Speriamo di vedere a Barcellona ancora più forti quei segni di progresso che già si erano visti chiaramente in Turchia. Dopo due giorni a casa a Monte Carlo sono andato a Roma per partecipare ad un evento del nostro partner tecnico Shell e poi sono andato a Maranello, dove sono rimasto tre giorni.

Lì ho svolto la consueta preparazione della gara, lavorando insieme ai miei ingegneri, anche se la maggior parte del tempo l’ho trascorsa al simulatore. Ovviamente, abbiamo utilizzato il Circuit de Catalunya in modo da sfruttare ogni possibilità di essere pronti per questa gara. Per essere sinceri, per noi piloti il simulatore è molto utile quando si tratta di conoscere una nuova pista, come è accaduto lo scorso anno con la Corea e come faremo presto con l’India. La scorsa settimana abbiamo lavorato quasi esclusivamente in funzione dello sviluppo della 150° Italia, provando quegli aggiornamenti che testeremo questo venerdì al Montmelò.

Una giornata di lavoro al simulatore assomiglia molto ad un giorno di test. Cominciamo a girare alle nove del mattino e proseguiamo fino all’una, quando c’è una pausa per il pranzo, che si svolge nella stessa area. Poi ricominciamo a girare dalle due e trenta circa fino alle cinque e si finisce con un debriefing, esattamente come accade in pista. Di solito, si fa un primo run per cercare di acclimatarsi e poi si va avanti con serie di cinque o sei giri cronometrati. I risultati di ogni serie si vedono immediatamente e, sulla base di questi, si possono fare eventualmente dei cambiamenti in maniera molto veloce. Al simulatore si provano molte più soluzioni rispetto a quello che accade in pista perché in un ambiente virtuale il tempo per i cambiamenti sulla macchina è molto più rapido. Inoltre, non si perde tempo nei giri di lancio o di rientro: sul Circuit de Catalunya, ad esempio, si comincia a girare uscendo dalla Curva 11 e si è già in pieno sul rettilineo principale e quando si preme il bottone dopo aver finito l’ultimo giro ci si ritrova subito nei box. In definitiva, si risparmia tantissimo tempo. Da un punto di vista fisico, una sessione al simulatore è molto meno stancante di una con la vettura reale perché le forze G sono minori: però si guida comunque, ci si muove molto e si lavora duro, anche se lo sforzo è minore. L’aspetto migliore? Quando si va a sbattere non succede assolutamente nulla! Magari si sente il colpo sul volante ma poi quando la piattaforma si ferma è tutto finito. Quando si inizia a lavorare al simulatore ci si ritrova facilmente ad uscire fuori dalla linea ideale o, addirittura, a sbattere ma non ci sono danni né per te né per il pilota.

Per tornare al mondo reale, avremo nuove soluzioni da provare in Spagna e ci aspettiamo di fare un altro passo avanti in termini di prestazione. Sappiamo che abbiamo avuto dei momenti difficili all’inizio della stagione ma il duro lavoro svolto ci ha permesso di ridurre il ritardo rispetto alle vetture più veloci e vogliamo continuare in questa direzione, soprattutto per quanto riguarda la qualifica. Se riusciremo a migliorare sul giro secco allora dovremmo avere una vettura ancora più competitiva anche in gara. Spero che siamo sulla buona strada perché adesso ci attendono due gare consecutive e poi arriveremo ad aver completato il primo terzo di campionato. E’ un momento importante e ho grande fiducia nella squadra: vogliamo fare un bel weekend.

Il Gran Premio di Spagna sarà un test probante per vedere se i cambiamenti regolamentari sono davvero efficaci per i sorpassi. Peraltro, non credo che avremo una situazione simile a quella della Turchia perché qui il rettilineo principale è più corto rispetto al circuito di Istanbul. Per quello che abbiamo visto finora, la prestazione delle gomme è un fattore ancora più rilevate del KERS e dell’ala posteriore mobile e rende la gara ancora più interessante da un punto di vista mentale per un pilota, che ora deve gestire una macchina molto competitiva all’inizio di uno stint e che poi perdere rapidamente aderenza mentre altri piloti arrivano velocemente alle spalle. Poi si sostituiscono le gomme e tutto ricomincia. Per noi è più interessante e per gli spettatori più emozionante.

A Barcellona il mio compagno di squadra sarà ovviamente sotto i riflettori perché questa è la sua gara di casa. L’arrivo di Fernando alla Ferrari ha resto la Scuderia ancora più popolare in Spagna quindi speriamo di fare davvero un bel risultato domenica.

 

Ai tifosi interessa la gara

May 11, 2011 · Inserito da Felipe Massa
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Sono tornato a casa dopo la prima gara dell’anno in cui non sono riuscito a raccogliere punti e, considerato il mio bilancio nel Gran Premio di Turchia, questo è stato un risultato molto deludente. Sono arrivato undicesimo mentre avrei potuto lottare per il quarto posto, principalmente a causa dei problemi avuti ai pit-stop. Guardando al lato positivo del fine settimana, gli aggiornamenti aerodinamici che abbiamo introdotto hanno migliorato il livello della nostra prestazione, come si è visto dal fatto che Fernando ha portato a casa il primo podio dell’anno per la Scuderia.

Ancora una volta la qualifica non è stata facile e poi, come abbiamo visto ad ogni weekend quest’anno, la macchina è stata molto migliore in gara. Ho avuto una domenica pomeriggio piena di problemi ma la prima porzione di gara era andata molto bene: ero riuscito a superare diverse vetture, fino a passare Hamilton proprio nel giro in cui entrambi siamo rientrati ai box. Lì la corsa ha cominciato a complicarsi perché la mia sosta non è stata perfetta e ci siamo ritrovati fianco a fianco lasciando la pit-lane con lui che è riuscito a superarmi alla fine. Dopo, soltanto il mio secondo pit-stop è andato bene e, con Lewis che ha finito la gara al quarto posto, si capisce per che cosa avrei potuto lottare.

Anche se non ho avuto una buona qualifica e non ho nemmeno fatto il secondo tentativo in Q3 per risparmiare gomme, il ritardo è diminuito, sia nelle prove per la griglia sia, soprattutto, in gara, il che è incoraggiante. Perché c’è una differenza così rilevante fra il sabato e la domenica? Difficile dare una spiegazione esatta ma diciamo che questa è una caratteristica tradizionale della nostra macchina, anche nel passato. La qualifica è ancora importante ma molto meno di prima, quando era cruciale avere un buon piazzamento in griglia visto che fare un sorpasso era quasi impossibile. E anche se adesso il risultato del sabato pomeriggio è meno decisivo non credo che ci sia nulla di male: per i tifosi è la gara che conta, è quella la parte più importante del fine settimana. Pertanto, la mia opinione è che la situazione attuale sia migliore per il nostro sport.

Per quanto riguarda i pit-stop, diciamo che ho avuto troppi problemi a Istanbul: senza, sarei stato sicuramente nei primi cinque. E’ stato frustrante, per me e per la squadra. Facciamo tante prove ma domenica le cose non sono andate bene. Dobbiamo studiare il problema e cercare di essere più costanti nel ripetere un buon cambio gomme: in una sosta un piccolo ritardo può costare una posizione, com’è accaduto a me in Turchia. C’è molta pressione sui ragazzi, perché non soltanto devono fare più pit-stop nel corso della stessa corsa ma anche perché, da quando non c’è più il rifornimento, non c’è più quel tempo-cuscinetto che consentiva di fare tutte le operazioni con calma. Tutti dobbiamo migliorare, compresi noi piloti, perché anche il nostro ruolo è importantissimo durante la sosta ai box.

Oggi sono a Roma per una convention del nostro partner tecnico Shell e poi andrò a Maranello per un paio di giorni di lavoro. Avrò degli incontri con gli ingegneri e sarò impegnato anche al simulatore: fa tutto parte dello sforzo che stiamo facendo per migliorare la nostra prestazione. Con due gare consecutive, dobbiamo fare di tutto per dare una svolta alla nostra stagione. A proposito di simulatore, voglio cogliere l’occasione per fare tanti auguri di pronta guarigione a Davide Rigon, un giovane pilota che fa un grande lavoro per noi in questo ambito e che, purtroppo, domenica è si è rotto una gamba in un incidente verificatosi nella gara di GP2 a Istanbul.

 

Istanbul, un posto sempre speciale per me

May 4, 2011 · Inserito da Felipe Massa
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L’evento più importante nella mia vita durante queste settimane trascorse dopo il Gran Premio della Cina è stato il mio trentesimo compleanno! L’ho festeggiato insieme alla mia famiglia qui a Monaco e, devo ammetterlo, mi ha fatto un po’ effetto arrivare a questa età. Anche se non mi sento più vecchio, mi fa strano pensare di non avere più vent’anni e qualcosa…Quando arrivai in Formula 1 avevo appunto vent’anni: dieci anni fa e non posso certo lamentarmi della mia carriera e della mia vita da allora in avanti: ho ottenuto più di quanto mi aspettassi. Peraltro, se si fa il mio mestiere non si è mai contenti, si vuole sempre qualcosa di più ed è questo sentimento che mi dà una grande spinta. Guardando ai piloti di oggi, posso sentirmi incoraggiato dal vedere che, accanto a tanti giovani, ce ne sono alcuni come Michael Schumacher che dimostrano come sia possibile avere una carriera lunghissima: vederlo competere ancora mi fa sentire ancora più giovane!

Dopo una lunga pausa dalle gare partirò domani mattina presto alla volta di Istanbul, un posto che è davvero speciale per me. Lì ho vinto la mia prima gara di Formula 1 nel 2006, qualcosa che nessun pilota può dimenticarsi. Mi ricordo una vittoria incredibile, ottenuta partendo in pole position e finendo davanti a Michael e Fernando che erano in piena lotta per il titolo, il che rese quel risultato ancora più significativo. Da allora ho vinto altre due volte di seguito su quella pista, sempre partendo dalla pole. Da quando sono alla Ferrari sono sempre finito a punti all’Istanbul Park ma spero che la mia serie di successi non si sia interrotta nel 2008. Guardando a queste statistiche e al fatto che il mio compleanno è così vicino, magari c’è un motivo in più perché il prossimo si riveli un weekend speciale. Peraltro, dobbiamo essere realistici: so che abbiamo bisogno di un grosso miglioramento nella macchina perché non siamo stati forti come ci aspettavamo nelle prime tre gare. Tutti a Maranello hanno lavorato molto intensamente per avere degli aggiornamenti per questa gara e, speriamo, saremo un po’ più competitivi, anche se queste nuove componenti non possono essere considerate così rilevanti. Poi, nel prossimo futuro, avremo altre novità.

Se guardiamo alla nostra posizione in qualifica nell’ultima gara, non avevamo certo la prestazione per salire sul podio ma durante la gara avevamo un ritmo che ci ha consentito di lottare fino all’ultimo per una delle prime tre piazze. Al momento non possiamo dire quale sarà la situazione in Turchia: è vero che noi abbiamo lavorato tanto ma lo stesso si può dire delle altre squadre. Non voglio però dire che sia impossibile ritrovarci nella condizione di lottare per il podio. E’ vero inoltre che le gomme sono uguali per tutti ma il loro rendimento potrà essere determinante per il risultato finale. La famosa Curva 8 sarà molto importante: lì si esercita un grande carico sugli pneumatici e bisogna trovare l’assetto giusto per controllarne il degrado. Un altro elemento che potrà rendere la situazione molto diversa sarà il meteo. Al momento si prevede pioggia praticamente tutti i giorni, il che significa che noi piloti e i nostri ingegneri dovremo essere pronti ad ogni evenienza. Non ricordo di aver guidato sotto la pioggia a Istanbul: magari sarà interessante se dovesse accadere.

Dopo la Cina sono sempre rimasto in contatto con i miei tecnici così sono informato su tutto quello che è stato fatto. Inoltre, sono stato un paio di giorni a Maranello per lavorare al simulatore la scorsa settimana, il che è stato importante per il nostro lavoro di sviluppo. Ho avuto modo di fare una pausa in pista a Fiorano per una mattina di filmati promozionali in cui ho avuto l’opportunità di guidare tre Ferrari diverse nell’arco di pochi minuti: la mia 150° Italia, la 458 stradale e la sua versione Challenge. Mi sono divertito ma il problema è che quando scendi da una Formula 1 e sali su una macchina normale, anche se è una Ferrari, bisogna fare attenzione al punto di staccata: la frenata è molto diversa ma, fortunatamente, tutto è andato bene, senza danni!

 

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