Massa's Blog

Contento di essere stato in lotta fino all’ultimo

April 19, 2011 · Inserito da Felipe Massa
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Sono passati un paio di giorni dalla conclusione del Gran Premio della Cina e sono ancora qui a Shanghai, dove ho presenziato ad alcuni eventi promozionali in una città che mi piace ogni volta di più. Ho fatto un’ottima gara domenica scorsa, caratterizzata da un bel passo e da tanti duelli. Il risultato finale avrebbe potuto essere migliore del sesto posto ma sono contento di come siano andate le cose e spero di poter continuare a lottare ad un livello ancora più alto nelle prossime gare.

Sicuramente dobbiamo cercare di qualificarci meglio in modo da partire davanti: anche se le posizioni in griglia non sono più così determinanti aiuta sempre essere nelle prime file. In Cina il mio sesto posto non era poi malaccio e sono riuscito a guadagnare una posizione subito al via ma la cosa più importante è che la macchina poteva tenere un ritmo all’altezza dei primi. Pertanto, sono riuscito a fare una corsa molto interessante: era una vettura dalla prestazione ben diversa rispetto a quella della qualifica. Sono persino riuscito ad essere al comando, anche se per pochi giri e sono rimasto per un certo periodo al secondo posto. Purtroppo, chi aveva optato per le tre soste è rinvenuto più forte di quanto ci aspettassimo nelle fasi finali, con gomme che erano in condizioni migliori delle nostre e sono così riusciti a superarci.

Col senno di poi è facile dire che avrei potuto fare anche io tre soste ma non sono affatto sicuro che sarebbe stata la scelta giusta. Il nostro principale problema è stato che ho avuto una prestazione molto peggiore con le gomme Pirelli hard rispetto a quella con le soft: quando le abbiamo montate, sembrava che la machina fosse tornata in qualifica e, ovviamente, abbiamo avuto più problemi. Fino a quel momento, la 150° Italia era stata competitiva.

Si è detto che Webber ha fatto una gara fantastica, su tre stop, ma va ricordato che, essendo stato eliminato in Q1, aveva tanti treni di gomme nuove: chiunque avrebbe voluto trovarsi nelle sue condizioni e se aggiungiamo il fatto che ha la macchina migliore del momento il quadro è completo.

Siamo in una fase del campionato in cui bisogna studiare bene come si evolvono le gare ed analizzare ogni dettaglio per vedere se sia il caso di adottare un approccio differente, magari tenendoci delle gomme nuove per la gara. Peraltro, dopo appena tre gare, è ancora troppo presto per dire quale sia il modo migliore di lavorare con queste nuove regole. In Cina abbiamo visto diverse strategie e diversi modi di usare gli pneumatici: molti sono sembrati positivi ma non tutto è chiaro al 100% e noi dobbiamo cercare di capire quale sia la combinazione giusta per la nostra macchina. E’ possibile che vedremo diverse strategie nelle prossime gare, in base alle caratteristiche del circuito.

Alla fine, è stato un bene che Lewis abbia vinto la gara e che non sia arrivata la terza vittoria di Vettel. Peraltro, non dobbiamo dimenticare che Sebastian è arrivato secondo, che è sempre un bel risultato e lo mantiene in ottima posizione nella classifica del campionato.

Ora ci sono tre settimane in cui tutti noi alla Ferrari dobbiamo spingere al massimo per arrivare alla prossima gara o, meglio, alla prossima qualifica, in una posizione più forte in modo da consentirci di continuare a lottare con i migliori. Dopo Shanghai dobbiamo annoverare anche la Mercedes fra i top team: hanno una macchina più veloce della nostra in qualifica anche se non ancora all’altezza della Red Bull. E’ anche vero che la Red Bull sembra soffrire di più il passaggio dalla qualifica alla gara, il che potrebbe consentire alla Mercedes di essere competitiva la domenica pomeriggio.

Fra poche ore partirò da Shanghai per fare ritorno a casa, a Monaco. Ieri sono stato ad un evento del mio sponsor personale Richard Mille, il famoso marchio di orologi, e ad una cena con dei clienti Ferrari e stamattina sono stato al Salone dell’Automobile di Shanghai, dove abbiamo presentato la Ferrari FF, la prima vettura del Cavallino Rampante a trazione integrale, al debutto in Cina. Non vedo l’ora di prendermi una pausa dopo il primo ciclo di gare ma è certo che da qui a Istanbul rimarrò sempre in contatto con Maranello per sapere come procede lo sviluppo della vettura.

 

Tutti stiamo lavorando per migliorare la macchina

April 13, 2011 · Inserito da Felipe Massa
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Due gare, lo stesso vincitore, sempre le stesse squadre sul podio, senza che la Ferrari sia mai stata presente in una di queste categorie. Se non si vince non si è contenti e si cerca di cambiare la situazione ma, secondo me, le cose non stanno così male come può sembrare. E’ vero che, in qualifica, in entrambe le gare non siamo stati abbastanza veloci e che, a Melbourne, anche il ritmo di gara non è stato così impressionante ma in Malesia la domenica si è visto qualcosa di meglio. Dobbiamo tenerlo a mente anche se, come lo scorso anno, sappiamo bene che dobbiamo spingere al massimo per migliorare la nostra prestazione sul giro secco in qualifica. Durante l’inverno si era pensato che, forse, la griglia di partenza sarebbe stata meno importante, visto che i sorpassi avrebbero potuto essere più semplici: per come sono andate le prime due gare, se non parti davanti non finisci davanti, nemmeno se hai un buon ritmo in gara.

Tutti nella squadra, in pista e a casa a Maranello, stanno lavorando con grande impegno per migliorare la macchina il prima possibile. E’ però difficile dire quanto sarà lungo questo lavoro, anche se ovviamente spero che sia il più rapido possibile. In Cina avremo qualche aggiornamento e qualcosa da valutare il venerdì nelle prove libere; in Turchia, fra qualche settimana, potremo aspettarci un pacchetto più significativo.

La mia gara in Malesia è stata rallentata da un problema al pit-stop. Il fatto che, quest’anno, ci saranno più soste ai box significa che si tratta di un’area del lavoro della squadra, incluso quello del pilota, deve funzionare al meglio. Inoltre, a Sepang non mi ha aiutato il fatto che il pit-stop non perfetto sia avvenuto in occasione della prima sosta, quando ancora alle mie spalle il traffico era molto intenso e si perdono così più posizioni e si corre di più il rischio di rimanere del tempo prezioso dietro vetture più lente. Se invece il problema si verifica più avanti, quando magari le posizioni si sono stabilizzate, allora il danno diventa meno importante e si può cercare di porvi rimedio. In ogni caso, questa è un’ulteriore conferma di come la Formula 1 sia uno sport di squadra: il pilota è importante ma lo sono altrettanto i tecnici e i meccanici, mai come quest’anno.

Un’altra tendenza emersa in questo inizio di stagione sono i molti cambi di posizione che si verificano nella parte finale della gara, quando i piloti cercano di finire la corsa senza fare un’ulteriore sosta per montare pneumatici freschi, nonostante l’elevato degrado. Si è visto ancor più chiaramente in Malesia, con tanti sorpassi negli ultimi giri. Ciò significa che la strategia è ancora più importante per cercare di individuare la miglior sequenza possibile dei cambi gomme, tale da evitare di ritrovarsi nelle fasi finali a lottare con avversari senza avere pneumatici in grado di resistere. E’ un compito delicato, in cui il ruolo del pilota diventa sempre più importante perché sta a lui pensare a come gestire le gomme nella maniera migliore ed evitare di distruggerle subito, appena montate.

Sono arrivato a Shanghai oggi dopo aver trascorso qualche giorno in Malesia. Sono salito due volte sul podio nel Gran Premio della Cina, con un secondo ed un terzo posto all’attivo. L’anno scorso, in una gara caratterizzata dalla pioggia, fui solamente nono. E’ un bel circuito, anche se le condizioni meteorologiche sono davvero imprevedibili. In passato, nonostante il lunghissimo rettilineo dietro ai box i sorpassi non erano molto semplici ma quest’anno, con il DRS, la situazione dovrebbe migliorare.

Non c’è nessun panico nella Scuderia Ferrari Marlboro perché sappiamo che, se dovessimo entrare in questo stato, non otterremmo nulla. Tutti dobbiamo lavorare insieme e spingere per risolvere i problemi che stiamo affrontando in questo periodo, cercando di metterci al più presto in condizione di avere risultati migliori.

 

Tutti i miei pensieri sono con Gustavo

April 5, 2011 · Inserito da Felipe Massa
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Prima di raccontarvi come sono andati questi giorni che precedono il Gran Premio della Malesia, voglio esprimere tutta la mia tristezza per la morte di Gustavo Sondermann, scomparso per le conseguenze di un terribile incidente occorsogli domenica scorsa ad Interlagos durante una gara di pick-up nell’ambito del campionato Stock Car brasiliano. Lo conoscevo bene e i nostri padri sono amici: sono molto addolorato per questa perdita e sono vicino a tutta la sua famiglia in questo momento così difficile. Sicuramente tutti i miei pensieri sono per lui in questo momento e sarei felice di potergli dedicare un bel risultato domenica prossima in Malesia.

Sono arrivato da poco a Kuala Lumpur, dopo aver passato alcuni giorni a casa in Brasile dopo il Gran Premio d’Australia. Sono rimasto quasi sempre a San Paolo con la famiglia e gli amici perché dopo la gara in Cina tornerò a far base in Europa fino alla parte finale della stagione. Sono rimasto sempre in contatto con i miei ingegneri a Maranello quindi so che ci possiamo aspettare qualcosa di diverso in macchina quando mi siederò nell’abitacolo venerdì mattina. Nessuno alla Scuderia Ferrari Marlboro è rimasto contento né della nostra prestazione né del risultato finale del Gran Premio d’Australia e tanto lavoro è stato fatto per capire perché in quel fine settimana non siamo stati all’altezza delle nostre aspettative e come migliorare in questo weekend in Malesia.

In questa seconda gara ci saranno ancora tanti interrogativi sul tavolo quando inizieremo le prove, anche perché se si confrontano i tracciati di Melbourne e Sepang la differenza è altrettanto chiara come quella fra il giorno e la notte. L’asfalto dell’Albert Park non è molto abrasivo e le temperature sono rimaste fresche, senza considerare che si tratta di una pista praticamente cittadina, anche se è quasi permanente e ci sono diversi tipi di curve. A Sepang fa molto caldo e il tracciato è molto più classico, con tante parti che si percorrono ad alta velocità, curve veloci e molti cambi di direzione. Inoltre, da un punto di vista fisico le differenze sono ovvie: se dopo una gara all’Albert Park si scende dalla macchina praticamente freschi come una rosa, in Malesia si perdono tantissimi fluidi e qualche chilo di peso, visto che è molto più faticoso guidare su questa pista con temperature fra i 30 e i 40 °C. Per tutte queste ragioni mi aspetto di vedere una prestazione molto diversa dalla squadra e dalla macchina.

Per quanto riguarda l’ala posteriore mobile la situazione sarà interessante perché al momento si potrà utilizzare il sistema in gara soltanto sul rettilineo dei box ma a Sepang il rettilineo precedete è più lungo e, di solito, offre una migliore possibilità di sorpassi. Ora vedremo se questa decisione della FIA rimarrà tale o se ci saranno dei cambiamenti: magari si può pensare di usarlo su entrambi i rettilinei. Questa decisione può rendere la gara più interessante sia per i piloti che per gli spettatori. Personalmente, non penso che ammettere l’uso del DRS in due rettilinei sia l’opzione migliore perché credo che potrebbe rendere i sorpassi troppo facili: bisogna cercare di avere il giusto bilanciamento fra la creazione di più opportunità e avere persino troppi sorpassi. A Sepang ci sono due rettilinei consecutivi e si rischia di avere uno scenario in cui un pilota sfrutta il primo soltanto per avvicinarsi alla macchina che lo precede per poi andare sul sicuro sul secondo rettilineo.

Per quanto riguarda le condizioni meteorologiche, è inevitabile aspettarsi il consueto temporale pomeridiano. Finora ho avuto la possibilità di provare le gomme Pirelli solamente una volta a Jerez, in febbraio, il che non sufficiente per avere un’idea sensata del loro comportamento. Dovremo essere pronti ad affrontare ogni eventualità e sarà interessante vedere come si comporteranno le gomme con il caldo e con tanta acqua in pista. Anche per la Pirelli sarà un weekend molto importante dopo un debutto relativamente semplice a Melbourne.

Come pilota non c’è molto che si possa fare per difendersi dal caldo ma se si è in forma non ci sono problemi. Ho provato vari metodi, come immergere la tuta nell’acqua fredda prima della partenza, ma qualsiasi cosa si faccia la corsa rimane molto dura: non sono solo le temperature elevate ma anche l’umidità che rende tutto poco piacevole. Abbiamo corso tante volte in Bahrain con 40 gradi di ambiente ma non ho quasi sudato in macchina perché nel deserto il caldo è molto secco. In Malesia è l’umidità a farti soffrire di più a farti perdere fluidi il che ti tocca la concentrazione e la forza. E’ la pista dove si fa più fatica: almeno in Brasile ho avuto modo di abituarmi, in quanto anche lì faceva molto caldo. L’anno scorso commettemmo un grave errore strategico in qualifica sul bagnato e ci ritrovammo a partire dalle ultime file. Alla fine terminai la gara al settimo posto ma faremo di tutto per evitare di ripetere simili errori. Come ho detto, la chiave di volta a Sepang è essere pronti a tutto.

 

Al caldo di San Paolo mi preparo per la Malesia

April 1, 2011 · Inserito da Felipe Massa
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Sono tornato a San Paolo lunedì, direttamente da Melbourne. Innanzitutto, voglio dire di essere contento di essere tornato a gareggiare: per quanto sia piacevole guidare una monoposto di Formula 1 nei test, a noi piloti quello che piace davvero è correre l’uno contro l’altro in pista. Il Gran Premio d’Australia non è andato nella maniera in cui io e la squadra ci aspettavamo: non siamo stati abbastanza competitivi, al contrario di quello che pensavamo sulla base dei test invernali. Se c’è una lezione che abbiamo portato a casa dopo questa gara è che abbiamo molto lavoro da fare. Dobbiamo capire al più presto che cosa sia accaduto a Melbourne per cercare di raccogliere alla prossima gara quei punti che non abbiamo preso nella prima.

Mi è stato chiesto in Australia se mi avesse sorpreso di più la Red Bull o la McLaren. La risposta è che è quello che ha fatto Vettel in qualifica è stato impressionate. E’ vero che la McLaren ha fatto un passo avanti ma la Red Bull è di gran lunga più veloce di tutti. Per quanto riguarda noi, la nostra macchina è più veloce di quello che è apparso a Melbourne ed è difficile spiegare perché non siamo riusciti a tirarne fuori tutto il potenziale. Speriamo di avere in Malesia la vettura che abbiamo avuto nei test invece di quella di Melbourne!

Non abbiamo dovuto aspettare molto per vedere l’effetto dell’ala posteriore mobile e del KERS, visto il mio duello con Button nella prima parte della gara. Anche se magari non era vicinissimo all’uscita dell’ultima curva, sul rettilineo riusciva praticamente ad affiancarmi, grazie all’uso del DRS. Peraltro, alla fine è riuscito a superarmi solamente tagliando una curva. Durante il duello, credo di aver fatto un buon lavoro usando il KERS in chiave difensiva, consapevole di doverlo risparmiare il più possibile per usarlo soltanto nel momento dell’attacco: comunque è sempre meglio essere l’attaccante piuttosto che il difensore! Sono sicuro che gli spettatori si siano divertiti e mi dispiace non aver potuto continuare il duello perché non avevo il ritmo giusto. Dopo il taglio, mi aspettavo che mi restituisse la posizione perché le regole sono chiare e Jenson è sufficientemente esperto per saperlo, senza dover aspettare istruzioni dalla squadra. Dopo che Jenson mi aveva superato in quella maniera, ne ha approfittato anche Fernando per passarmi, visto che ero molto lento per via del duello con l’inglese. Poi il mio compagno di squadra è rientrato ai box e il pilota della McLaren ha avuto un’altra possibilità di restituirmi la posizione ma non l’ha fatto.

Nella seconda parte della gara mi sono ritrovato a duellare con Buemi e l’ho superato, grazie al DRS ma anche al fatto che avevo gomme più fresche delle sue. Onestamente non è stato facile perché anche se l’ala mi ha permesso di avvicinarmi non riuscivo a sfilarlo, anche perché non avevamo una grande velocità di punta in quel fine settimana. Alla fine ce l’ho fatta in staccata. Questa settimana in Brasile sarà l’ultima per un po’ di tempo e mi è utile per prepararmi fisicamente per la gara in Malesia, visto che qui a San Paolo fa davvero molto caldo. Domenica partirò per Kuala Lumpur, con la speranza di avere un weekend più competitivo rispetto a quello di Melbourne.

 

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