
Sono partito da Singapore martedì sera in quanto lunedì ho partecipato ad un evento per il mio sponsor personale Richard Mille. Sono stato contento di restare un po’ di più, sia perché mi piace visitare un Paese dove la gente è molto accogliente: è una città che si sviluppa ad un ritmo incredibile quindi c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere. Adesso sono a Monaco ma fra pochi giorni si riparte: prossima tappa Suzuka.
Alla vigilia della gara pensavo di avere una chance di riprendermi quello che mi era sfuggito nel 2008. Allora avevo fatto quella che considero una delle mie migliori prestazioni in qualifica, con una pole con circa sei decimi di vantaggio sul secondo. Poi, in una corsa caotica, è successo quell’incredibile errore al pit-stop che mi ha visto ripartire con il bocchettone del rifornimento attaccato alla macchina. Purtroppo, non c’è stata la possibilità di rifarmi di quel weekend così sfortunato. Alla pole del 2008 è seguita l’ultima posizione di quest’anno: il mio weekend è praticamente terminato sabato pomeriggio dopo il guasto che ha fatto fermare la mia macchina in pista senza essere nemmeno riuscito a completare un giro cronometrato in qualifica. Non sono uno che molla la presa facilmente, quindi già nel debriefing di sabato notte abbiamo pensato di adottare una strategia simile a quella usata dal mio compagno di squadra nel Gran Premio di Monaco, quando anche a lui era toccato un destino simile al mio. Poiché anche quello di Marina Bay è un tracciato cittadino, pensavamo che ci sarebbe stata un’alta probabilità di una neutralizzazione che almeno mi avrebbe permesso di rimontare qualche posizione grazie ad una scommessa strategica. Purtroppo, questa non ha pagato domenica sera perché se è vero che la safety-car è entrata in pista, è altrettanto vero che lo ha fatto troppo presto: sarebbero stati sufficienti un paio di giri e avrei potuto rientrare in pista davanti ad Hulkenberg e allora la mia corsa sarebbe stata del tutto diversa. Invece, lo svolgimento della mia gara è stato piuttosto noioso: sono rimasto intruppato in un trenino senza possibilità di fare sorpassi, con l’umidità e il calore che si faceva sentire in maniera ancora più forte trovandomi sempre nella scia di un’altra macchina. Inoltre, ho fatto 60 giri con lo stesso treno di gomme e così, nelle ultime fasi, il mio obiettivo era cercare di rimanere in pista: basta guardare a quanto andava forte Kubica con le gomme nuove per capire quanto ero in difficoltà con quelle vecchie …
Alla fine ho guadagnato un paio di posizioni grazie a delle decisioni degli Steward giunte dopo la fine della gara ma non è che abbiano cambiato molto per me personalmente perché le mie ultime chance di lottare per il titolo se ne sono definitivamente andate. Però un paio di punti in più per la Ferrari nella classifica Costruttori fanno sempre comodo!

Il weekend di Monza è stato sicuramente positivo. In passato, per una ragione o per l’altra, non ero mai riuscito ad ottenere un buon risultato nel Gran Premio d’Italia quindi per me è stato fantastico riuscire finalmente a salire su quel podio: incredibile la vista che c’era, con un chilometro di pista pieno di tifosi che gridavano il tuo nome. Davvero una bella sensazione.
Finire al terzo posto dopo essere partiti dalla stessa posizione è positivo, anche se a fine gara si pensa sempre se si poteva ottenere qualcosa in più. Ci sono stati momenti molto eccitanti nel primo giro: forse avrei potuto guadagnare una posizione ma poi sono stato fortunato a non avere danni dopo la collisione con Hamilton. Più avanti, forse avrei potuto superare Button restando in pista ancora di più prima del pit-stop ma non si sa mai cosa sarebbe potuto accadere quindi non c’è nulla di cui lamentarsi, soprattutto perché è stato davvero un bel risultato, per me e per la squadra, importante nella lotta per i due campionati.
A Monza sto sempre in un bellissimo hotel vecchio stile e sabato è stato bello cenare lì insieme ad Eric Clapton. Siamo amici da un po’ di tempo e ci teniamo in contatto da quando l’ho conosciuto: lui è un grande tifoso della Ferrari. No, non gli ho chiesto suggerimenti su come suonare la chitarra perché sarebbe piuttosto doloroso: non tanto per me quanto per chi lui che dovrebbe ascoltarmi …
Ci aspettavamo che la F10 sarebbe stata competitiva. Come dicevo prima della gara, la prestazione cambia da pista a pista. La nostra macchina è molto buona in frenata e ha una trazione eccellente quindi eravamo abbastanza fiduciosi. Inoltre, ci sono stati degli sviluppi ed altri ce ne saranno per le ultime gare. Ieri sono stato a Maranello per incontrare i miei ingegneri e per lavorare al simulatore, non soltanto su Singapore ma anche per avere un primo assaggio del circuito del Gran Premio della Corea, perché è sempre importante avere un feeling di una pista completamente nuova. Dobbiamo spingere al massimo per il finale di stagione ed essere in fabbrica fa parte del nostro lavoro, soprattutto perché non ci sono più i test.
Singapore è una di quelle gare che ho saltato l’anno scorso, un motivo in più per non veder l’ora di tornare su quel tracciato. Nel 2008, per ragioni che tutti conosciamo, la corsa si trasformò in un incubo per me, considerato che era iniziata così bene. Avevo fatto un’ottima qualifica, con una pole position con almeno sei decimi di vantaggio sul secondo quindi puntavo decisamente alla vittoria. Vedremo cosa potremo fare stavolta!

Sono giorni intensi questi che precedono il Gran Premio d’Italia, tappa fondamentale per le chance della Ferrari di lottare per il titolo iridato. Lo scorso fine settimana sono tornato a Budapest per un evento che si teneva all’Hungaroring, che è stato molto divertente. E’ una strana sensazione: benché sia brasiliano e viva a Monaco, l’Ungheria sarà per sempre parte della mia vita dopo quello che è accaduto lì lo scorso anno. Anche la gente del posto sembra accogliermi ancora con più affetto ogni volta che mi trovo in quel Paese, il che mi piace molto. Durante il fine settimana ho fatto alcuni giri dimostrativi con la vettura dello scorso anno, la F60, e con la Ferrari California: mi ha fatto piacere poter offrire al medico che mi ha curato in ospedale dopo l’incidente la possibilità di fare un bel giro di pista con questa fantastica macchina.
La settimana scorsa sono stato a Maranello dove ho avuto lunghe riunioni con i miei tecnici per preparare l’appuntamento di Monza e ho anche lavorato un po’ al simulatore. La quattordicesima gara della stagione sarà molto importante per la Scuderia non soltanto perché è quella di casa ma anche per l’attuale situazione in campionato. A Spa, considerato tutto quello che è successo in gara, il quarto posto arrivato dopo essere partito sesto è stato un buon risultato ma, in termini di punti, avevamo bisogno di qualcosa in più. Pertanto, è chiaro che in questo fine settimana ci sarà un po’ di pressione in più anche se a Monza quando si corre con la Ferrari si è sempre al centro dell’attenzione: è sempre bello quando si esce dai box vedere tanta gente con le bandiere della Ferrari, le magliette e i cappellini con il Cavallino Rampante. Personalmente, l’Italia è la mia seconda patria dopo il Brasile, visto che mio nonno emigrò in Sudamerica proprio da lì, tanto è vero che ho anche il passaporto italiano.
Non ho mai raccolto grandi risultati in questo Gran Premio: il mio miglior piazzamento è il sesto posto del 2008 al termine di una gara sul bagnato. Peraltro, mi piace guidare su questo tracciato anche se non mi ha mai portato molta fortuna: nel 2007, ad esempio, ero fra i primi tre ma non riuscii a finire la gara. Ho vinto a Monza in altre categorie: due volte in Formula Renault e una in Formula 3000. E’ rimasta l’unica pista nel calendario iridato a richiedere un carico aerodinamico così basso: qui la macchina è molto diversa rispetto ad ogni altro circuito, visto che si gira con ali molto piccole che comportano la necessità di avere una buona aderenza meccanica e di affrontare bene i cordoli. Credo che la nostra macchina potrà essere competitiva, almeno è quello che spero: di solito la F10 è andata bene quest’anno sui tracciati che presentano brusche frenate alla fine dei rettilinei e che poi portano in curve lente, come in Bahrain, a Hockenheim e in Canada. Sarà bello chiudere la stagione europea in una pista così particolare e ricca di fascino e di storia come quella di Monza.

Dopo la pausa estiva è stato bello tornare al “lavoro” in un posto fantastico come il circuito di Spa e mi ha fatto ancor più piacere iniziare il fine settimana con un omaggio ai trecento Gran Premi del mio amico Rubens Barrichello: Onestamente non credo che arriverò mai a raggiungere questo traguardo perché ritengo che smetterò di correre prima! Sono molto contento per lui: è un bel record ed un grandissimo risultato in una carriera ricca di successi.
Guardando all’andamento del weekend, si può dire, in un certo senso, che ho fatto una buona gara: partito sesto, sono arrivato quarto. Tuttavia, in termini di risultato e di classifica, non è stato abbastanza. Considerate le condizioni difficili, con il tempo che cambiava più volte durante la gara, è stata una buona prestazione ma non all’altezza delle nostre aspettative e delle nostre speranze: a Spa la nostra macchina non era competitiva come lo era stata nelle due precedenti gare, in Germania e in Ungheria. E’ stata un’ulteriore conferma di quanto la situazione cambi repentinamente da una pista all’altra in base alle sue caratteristiche. Il venerdì sembravamo competitivi ma non è stato così né il sabato né la domenica, quindi è probabile che nelle prime prove libere i nostri avversari non avevano messo in mostra tutto il loro potenziale. Tutto il weekend è stato più difficile di quanto ci aspettassimo. Domenica, le condizioni meteorologiche così mutevoli hanno reso già un successo rimanere in pista. Visto che era così facile commettere errori, sono stato contento della mia prestazione, anche se ho avuto una corsa piuttosto solitaria: non avevo la possibilità di insidiare chi mi stava davanti ma non avevo nemmeno pressione alle mie spalle.
Questo weekend sarò di nuovo all’Hungaroring per i Ferrari Racing Days, dove guiderò una F2008 in un’esibizione, una macchina che mi fa venire in mente dei bei ricordi. Oggi sono a Maranello per una giornata al simulatore e per incontrare i miei ingegneri in vista del Gran Premio d’Italia. La nostra gara di casa sarà un grande evento perché correre davanti ai nostri tifosi è straordinario ma anche perché sarà una corsa molto importante per il campionato. Dopo il risultato negativo in Belgio la situazione nelle due classifiche si è complicata: dovremo spingere al massimo nelle ultime sei gare e sperare di lottare sempre per la vittoria o, almeno, per il podio. Sicuramente non sarà facile.