Massa's Blog

“La sicurezza viene prima di tutto”

June 29, 2010 · Inserito da Felipe Massa
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Le cose buone e quelle cattive del Gran Premio d’Europa sono tutte legate allo stesso episodio, l’incidente fra Webber e Kovalainen. Sono molto felice che Mark sia rimasto praticamente illeso dopo un impatto così serio. Ciò dimostra una volta di più quanto sia importante continuare a lavorare per migliorare la sicurezza negli sport motoristici. Grazie all’impulso della FIA le macchine hanno raggiunto un altissimo grado di robustezza, come ha dimostrato anche questa occasione, con il telaio della Red Bull che ha resistito ad un impatto notevole. Anche le piste sono sempre più sicure: il punto in cui è avvenuto aveva un’ampia via di fuga e Mark ha avuto tanto spazio a disposizione da fare quel volo e atterrare senza urtare nulla – se non un tabellone pubblicitario – prima di finire contro le barriere. Naturalmente, ci vuole sempre un po’ di fortuna in queste situazioni e, soprattutto, non dobbiamo mai abbassare l’attenzione su questo fronte.

Purtroppo, questo episodio ha segnato, in negativo, la nostra corsa. E’ stata questione di attimi e siamo stati semplicemente molto sfortunati perché siamo dovuti rimanere dietro la safety-car per tantissimo tempo mentre Vettel era rimasto davanti a lei e Hamilton ha scelto di superarla. Non ho molta voglia di ritornare su quello che è successo dopo perché tanto il risultato non cambia: la nostra corsa è stata rovinata. Resta il fatto che dobbiamo discutere perché non è normale che chi commette infrazioni così gravi come il sorpasso della safety-car con una situazione di pericolo in pista non subisca alcuna effettiva conseguenza. Dobbiamo parlare fra di noi e fare in modo che situazioni del genere non si ripetano. La squadra mi ha detto che la prossima settimana ci sarà una riunione dello Sporting Working Group: bene, questo è un segnale importante dell’attenzione che la FIA sta dando all’argomento.

Dopo il giro dietro la safety-car, Fernando ed io ci siamo fermati ai box per un doppio pit-stop, il che mi ha fatto perdere ulteriore tempo. Sono piombato in diciottesima posizione e ho passato tutta la corsa nel traffico, fino alla bandiera a scacchi.

Per quanto riguarda la prestazione della F10 durante il fine settimana, devo dire che le novità aerodinamiche e la nuova configurazione degli scarichi ci hanno fatto fare un buon passo in avanti, permettendoci di lottare per le prime posizioni. Ora è importante continuare a spingere sullo sviluppo della macchina fino alla fine della stagione.

Ieri sera mi sono goduto la vittoria del Brasile sul Cile in Coppa del Mondo. La squadra ha giocato molto bene ma non credo che debba essere considerata la favorita per la vittoria. Da questa fase del torneo in avanti è difficile parlare di favoriti: ogni partita è decisiva, ogni partita è come una finale.

 

Tutto può ancora succedere

June 17, 2010 · Inserito da Felipe Massa
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Sono tornato a casa dal Canada già lunedì e ho avuto quindi tanto tempo per prepararmi a seguire in televisione l’esordio del Brasile in Coppa del Mondo contro la Corea del Nord. Per essere sinceri, mi aspettavo qualcosa di meglio, soprattutto uno stile di gioco un po’ più “brasiliano”. Peraltro, la cosa importante è che abbiamo vinto: sono i tre punti quelli che contano. Probabilmente, il fatto che si trattava della prima partita ha comportato che tutte le squadre sono partite un po’ con il freno a mano tirato, magari non giocando al meglio. Ora ci attendono due partite contro buone squadre come Costa d’Avorio e Portogallo: bisognerà far bene per passare il primo turno con comodità.

Così come mi aspettavo di più dal calcio si può dire la stessa cosa per descrivere come mi sento dopo il Gran Premio del Canada. E’ stato un brutto fine settimana, soprattutto se si considera che avevamo un ottima macchina per la gara e quindi mi aspettavo di portare a casa un buon numero di punti. Invece sono rimasto coinvolto in un incidente alla prima curva, rimanendo in sandwich fra Button e Liuzzi, il che mi ha portato via ogni possibilità di fare una gara pulita e di arrivare in alto in classifica. Avevo fatto una buona partenza e stavo guadagnando posizioni ma il pit-stop per sostituire il musetto danneggiato ha messo la parola fine alla mia gara. Dopo, nonostante tutto, stavo per raggiungere un piazzamento a punti nelle fasi finali. Ero decimo quando mi sono ritrovato dietro Michael che era più lento di me, forse di tre secondi al giro, e davanti a lui c’era Buemi, anch’egli in difficoltà: avrei probabilmente potuto finire all’ottavo posto. Poi c’è stato l’incidente con Michael, che ha chiuso troppo la porta quando stavo per passarlo. Lui ha frenato quando era a destra e si è spostato verso sinistra, dove mi trovato io. Non c’è stato nulla che potessi fare perché ero già al limite della frenata e quando lui si è spostato ancora verso sinistra ha rotto la mia ala anteriore.

L’aspetto positivo del fine settimana è che la macchina era molto più competitiva di quanto non lo fosse stata in Turchia. Ciò è un buon punto di partenza per Valencia, in quanto le caratteristiche del circuito cittadino spagnolo non sono poi così diverse da quelle di Montreal. Inoltre, avremo alcune novità tecniche che dovrebbero consentirci di essere ancora più competitivi nei confronti delle squadre che ci sono davanti.

Valencia non ha offerto finora delle gare molto spettacolari ma a me la pista piace, anche perché l’unica volta che ci ho corso – nel 2009 saltai il Gran Premio dopo l’incidente di Budapest – ho vinto il Gran Premio. Sarebbe bello avere di nuovo la possibilità di fare il bis.

Oggi sono a Maranello per lavorare al simulatore in vista del Gran Premio d’Europa. Mi piace questo tipo di preparazione, in quanto è molto simile ad una normale giornata di test in pista, anche perché si guida dalla mattina al pomeriggio. Riusciamo a vedere come si comporta la macchina partendo dall’assetto usato nella gara dell’anno precedente e provando poi diverse soluzioni, proprio come si fa in pista. Possiamo anche sperimentare nuove componenti mai montate prima in macchina e lavoro via radio con il mio ingegnere nello stesso modo in cui si svolge l’attività durante una giornata di gara.

Farò quindi ritorno a Monaco, dove trascorrerò il weekend, probabilmente seguendo le partite della Coppa del Mondo. Mercoledì si parte per Valencia, dove avrò la possibilità di cancellare la delusione del Canada. Con un campionato dall’andamento così imprevedibile, tutto può ancora succedere e sono sicuro che potremo lottare per le prime posizioni domenica pomeriggio in Spagna.

 

La Ferrari, la mia seconda famiglia

June 9, 2010 · Inserito da Felipe Massa
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Come avrete forse sentito, correrò con la Scuderia Ferrari Marlboro fino alla fine della stagione 2012. Sono lieto di aver raggiunto questo accordo perché sento, come tutti del resto a Maranello, di essere parte di una seconda famiglia: il nostro rapporto va al di là della semplice relazione professionale.

Sono arrivato ieri a Montreal dopo un viaggio dal Brasile, con tappa a Quito per un evento organizzato dalla Philip Morris. Mi fa piacere tornare qui in Canada dopo un anno di pausa: questo è sempre stato uno degli appuntamenti più popolari di tutto il calendario iridato. La settimana in patria è stata molto intensa. Fra l’altro, grazie alla Shell ho avuto la possibilità di fare un’esperienza interessante, trascorrendo una giornata a bordo di una piattaforma di raccolta e smistamento del greggio situata al largo delle coste di Rio de Janeiro. Essere davanti agli schermi della sala di controllo della nave mi ha ricordato l’analisi dei dati della telemetria che svolgiamo insieme agli ingegneri alla fine di ogni sessione: tutti i parametri della nave devono essere tenuti sotto controllo 24 ore su 24. Anche in questo ambiente il lavoro di squadra è fondamentale e ogni individuo deve lavorare in armonia con gli altri in modo che il compito sia svolto nel miglior modo possibile: si sta insieme quasi ininterrottamente per due settimane di fila ed è vitale che ogni membro del gruppo si senta responsabile di quello che fa e sia pronto ad aiutare quelli attorno a sé. Lo stesso accade in Formula 1.

Anche se mi piace il circuito di Montreal, caratterizzato dalla sfida di dover correre su un misto fra circuito permanente e cittadino con un carico aerodinamico piuttosto basso, non ho mai avuto molta fortuna in questa gara. Il mio miglior risultato risale all’ultima stagione con la Sauber, quando arrivai al quarto posto. Le ultime due partecipazioni sono state piuttosto complicate: nel 2007 fui squalificato per essere uscito dalla pit-lane quando ancora c’era il semaforo rosso mentre l’anno successivo ci fu un problema al pit-stop nel rifornimento che mi costrinse a rientrare ai box al giro successivo, il che mi costò probabilmente un posto sul podio. Peccato, perché nel 2008 la macchina era molto competitiva, tanto che da ultimo riuscii a risalire fino al quinto posto finale. Quest’anno speriamo che le cose vadano meglio. Penso che la macchina sarà più veloce rispetto a quello che si è visto in Turchia, anche perché questo tracciato ha diversi punti in comune con quelli di Melbourne e Sakhir, dove eravamo molto competitivi. Peraltro, non sapremo davvero la verità almeno fino alle libere di venerdì pomeriggio.

 

Reagire immediatamente

June 3, 2010 · Inserito da Felipe Massa
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Sono tornato a casa in Brasile direttamente da Istanbul, domenica sera alla fine del Gran Premio di Turchia. Devo dire che sono contento perché ormai erano passati diversi mesi dall’ultima volta che ero stato qui. Ho alcuni impegni promozionali in Sudamerica in questi giorni e poi sono già dalla parte giusta dell’Atlantico, visto che la prossima gara è in Canada.

Guardando indietro alla gara della Turchia, credo che il modo più onesto di definire la prestazione della Ferrari sia che questa è stata la peggiore di tutta la stagione. Non siamo stati competitivi per tutto il fine settimana, siamo stati sempre in difficoltà, in particolare in qualifica. Quindi domenica in gara abbiamo fatto quello che si poteva, considerata la nostra posizione in griglia e il ritmo che potevamo tenere. E’ stato un peccato, perché Istanbul è una delle mie piste preferite, dove avevo vinto tre volte in passato al volante di una grande macchina. Stavolta non è andata così bene ma ciò non significa in alcun modo che ci arrenderemo: dobbiamo soltanto continuare a lavorare e cercare di reagire immediatamente.

Ce la possiamo fare perché quest’inverno abbiamo fatto un lavoro fantastico e abbiamo messo in pista un’ottima vettura, che rappresentava un grandissimo passo in avanti rispetto a quella che aveva chiuso la stagione 2009. Stavamo lavorando nella giusta direzione ma, ad un certo punto, gli sviluppi che abbiamo introdotto non hanno dato la prestazione che speravamo o che ci attendevamo mentre gli altri sono stati in grado di alzare il livello della loro macchina in maniera significativa. Questa è la situazione che abbiamo di fronte e dobbiamo capire perché la direzione che avevamo preso non ha più funzionato. Sono sicuro che ce la possiamo fare perché la Ferrari ha tutte le capacità in termini d persone per riuscirci, come ha dimostrato tante volte in passato. Per quanto riguarda la classifica, la situazione non è certo compromessa. Ci sono ancora dodici gare e tutto è ancora possibile, il che significa che possiamo lottare per entrambi i campionati. Bisogna riconoscere che la Red Bull ha sempre avuto una prestazione migliore della nostra e che la McLaren, che fino a qualche gara fa era alle nostre spalle, ora ci sta davanti. Dobbiamo spingere forte e cercare di ritornare davanti a tutti. Se la capacità di raggiungere questo obiettivo si basa sul nostro desiderio di farcela, allora credo proprio che riusciremo a migliorare.

 

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