
Per quanto riguarda il tracciato di Valencia, sembrava molto più bello sulla carta rispetto alla realtà. Infatti, la corsa ha dimostrato che non c’erano davvero molte opportunità per sorpassare. A parte questo, guidare su questa pista è divertente ed è comunque migliore di tante altre. Prima del weekend ritenevamo che la safety-car avrebbe potuto essere protagonista ma poi ciò non si è verificato. Credo che, sotto questo profilo, la pista si è dimostrata superiore alle attese. Dal mio punto di vista, ne sono felice perché la mia strategia avrebbe potuto essere molto danneggiata da un’eventuale neutralizzazione della gara. Infatti, avevo scelto una strategia molto aggressiva: se non sei sicuro di fare la pole, avrebbe potuto rivelarsi un boomerang. Quando si pensa di avere una macchina veloce, bisogna dare il massimo per essere davanti a tutti in qualifica.Il cedimento del motore di Kimi è stata una delusione ma non ero particolarmente preoccupato per il mio. Il problema che lui ha avuto è stato causato dallo stesso pezzo che aveva provocato la rottura di Budapest: la squadra ha ritenuto di prendere il rischio con Kimi, scegliendo di non sostituirlo per non vederlo retrocesso di dieci posti in griglia. Il mio nuovo motore era stato dotato di bielle provenienti da un diverso lotto e la squadra ha effettuato dei controlli di qualità molto accurati. Ora spero che sia io che Kimi non avremo più problemi. Il mio successo di Valencia mi ha permesso di scavalcare Kimi e di riportarmi al secondo posto nel campionato. Diversi giornalisti mi hanno chiesto se penso che la Ferrari ora debba favorirmi rispetto a lui nella lotta per il titolo visto che mancano solo sei gare. Quello che posso dire è che io voglio continuare a vincere e a stare quindi davanti a tutti, non soltanto al mio compagno di squadra. Le decisioni di questo genere non mi riguardano: io devo soltanto fare il lavoro migliore possibile per il team. Saranno poi i capi a valutare quale sia il miglior interesse per la Ferrari. Domenica sera sono rimasto a Valencia a festeggiare la vittoria con la mia famiglia e i miei amici e sono ritornato a Monaco lunedì. Già ieri pomeriggio mi sono messo in macchina per Monza, dove da oggi sono impegnato in due giorni di test prima del Gran Premio del Belgio. La vita sarà molto intensa ed eccitante nelle prossime settimane!”

Sono tornato a San Paolo da un paio di giorni: ho provato a dimenticare la domenica di Budapest ma è piuttosto difficile! Non voglio però scordare tutto del Gran Premio d'Ungheria perché, in un certo senso, è stata una delle mie migliori gare in Formula 1 ma non è finita come le altre, cioè con una vittoria. E' stato davvero un peccato perché credo che io e la squadra meritassimo il successo: abbiamo fatto una corsa quasi perfetta in un momento molto importante del campionato. Purtroppo, non abbiamo portato a casa dieci punti che erano già nelle nostre mani: è stato molto frustrante ma sono cose che succedono qualche volta nel nostro sport.La partenza è stato il momento decisivo. Ne avevo parlato a lungo con i miei ingegneri prima della gara: sapevo che avrei potuto fare un buono scatto grazie al sistema di partenza e mi aspettavo di poter superare Kovalainen considerato che partivo dal lato pulito della pista, che lì rappresenta un bel vantaggio. Quindi ero fiducioso ed i fatti mi hanno dato ragione. Prima del via avevamo pensato a come superare anche Hamilton e l'unica strada era prendere una buona scia, quindi una volta passato Kovalainen sapevo di dovermi mettere in coda all'altra McLaren per averne il massimo beneficio. Quando mi ha visto arrivare si è spostato subito all'interno per difendersi ma avevo una grande velocità e sapevo che quello era il momento decisivo per cercare di superarlo in staccata. Ero molto determinato e ho frenato giusto al limite, tanto da bloccare le ruote: ho pensato che forse non sarei riuscito a fermarmi ma poi le ruote si sono sbloccate e ho potuto fare la curva. Dopo, avevo una miglior accelerazione rispetto ad Hamilton e sono stato in grado di rimanergli davanti. Per i primi tre o quattro giri avevo una leggera vibrazione dalle gomme che poi è svanita, tanto che mi sono detto "Ok, le gomme sono a posto."Da quel punto in avanti sono riuscito a tenere un ottimo ritmo: credo che si possano contare sulle dita delle mani i giri in cui Lewis è stato più veloce di me. Sono così riuscito a guadagnare un piccolo margine prima del pit-stop e poi uno più consistente in vista della seconda sosta. Quando Lewis ha avuto il suo problema, ho rallentato perché avevo 23 secondi di vantaggio su Heikki. Non ero per niente preoccupato del suo progressivo avvicinamento perché mantenevo tranquillamente la velocità che volevo. Anche con le supersoft non ho avuto problemi, considerato che non ho mai spinto a fondo.Purtroppo, non doveva essere la mia giornata. Quando il motore ha ceduto ho sentito una strana sensazione: mi sembrava di vivere in un incubo e quindi volevo svegliarmi ma non potevo perché ero già sveglio! E' stata una grande delusione: questo sport può essere davvero crudele.Guardando alla classifica, almeno posso consolarmi con il fatto che nemmeno Lewis ha vinto ma non possiamo permetterci di gettare via dei punti in questo modo. Ne abbiamo persi dieci ma se volessi prendere qualcosa di positivo dallo scorso weekend allora vorrei dire che abbiamo dimostrato di andare forte. Anche la squadra ha fatto un bellissimo lavoro per tutto il fine settimana, in termini di strategia e di sforzo profuso nel correggere i problemi emersi in Inghilterra e Germania. Abbiamo lavorato duramente per rendere di nuovo competitiva la macchina, il che è una buona indicazione per le prossime corse.Dobbiamo però risolvere i rimanenti problemi: abbiamo bisogno di essere competitivi come a Budapest ma dobbiamo migliorare come affidabilità. Non possiamo ripetere certi errori: non abbiamo più scusanti."