
Maranello - Avevamo delle novità interessanti sulla F60 a Silverstone, fra cui una sospensione anteriore rivista e una nuova ala anteriore. Su una pista così veloce era importante capire quanto carico aerodinamico avremmo potuto avere: sicuramente possiamo dire che la macchina non era male in termini di bilanciamento, ma ancora ci manca carico per poter competere con i migliori. Detto questo, le modifiche stanno andando nella giusta direzione.
Le qualifiche sembravano essere promettenti. In Q2 ero molto contento del mio giro ma poi, una volta caricata benzina, la vettura non era altrettanto buona. Partendo dalla quinta fila, il mio obiettivo era quello di raccogliere qualche punto. Per una volta ho fatto una buona partenza: il rettilineo è molto lungo ma non lo è stato abbastanza per farmi superare anche Nakajima. Sono finito sull'erba e mi sono ritrovato quinto e poi è stato davvero impossibile fare di più perché il mio primo stint era troppo corto. Non c'erano possibilità di sorpasso: sulle curve veloci di Silverstone è molto difficile rimanere nella scia di un'altra macchina, a meno che non sia due secondi più lenta, e avendo meno benzina di quasi tutti quelli che si erano qualificati fra i primi dieci la mia corsa era ormai compromessa. Alla fine ho preso un punto, che è meglio di niente, ma resta comunque un risultato deludente. Siamo al quarto posto nel campionato Costruttori e credo che questo rispetti più o meno il nostro attuale valore: ce la giochiamo per il terzo posto ma i due top team sono ancora davanti a noi in termini di prestazione.
Dopo Silverstone ci aspettano due settimane piene per preparare al meglio gli ultimi due appuntamenti prima della pausa estiva, il primo dei quali si svolgerà al Nuerburgring. Avremo anche lì delle novità e, su una pista dove ci sono più curve lente e frenate rispetto a quella inglese, dovremmo essere più competitivi ma dipenderà anche da quali novità porteranno gli altri, come sempre.
Voglio fare i miei complimenti a Sebastian, ha fatto davvero una grande gara. Se la Brawn dovesse avere dei problemi, allora potrebbe approfittarne: il prossimo circuito è molto diverso da Silverstone, quindi vediamo come andranno le cose lì prima di trarre una conclusione.

Maranello - C'è sempre molto vento a Silverstone e spesso piove, anche d'estate. Le condizioni della pista mutano così velocemente che trovare la giusta messa a punto della macchina diventa un esercizio difficile. Di solito, se si è in testa al campionato, si auspicano condizioni stabili, ma quest'anno per noi non è così e allora cerchiamo di considerare questa variabilità come parte del divertimento di correre in Inghilterra.
Per la prima volta gireremo a Silverstone senza averci fatto alcun test. La squadra ha preparato delle nuove soluzioni che andranno provate il venerdì mattina: mai come quest'anno è fondamentale sfruttare al meglio le tre ore di prove libere a disposizione.
A Silverstone conta molto la prestazione nelle curve veloci, dove bisogna avere un alto carico aerodinamico. Speriamo che le novità ci aiutino a migliorare in un aspetto che ci ha visto un pò in difficoltà in Turchia. Come ho detto ormai diverse volte, dobbiamo avere pazienza: stiamo migliorando grazie all'intenso lavoro di sviluppo ma ancora non siamo in grado di lottare con le Brawn per la vittoria. Ho tanta fiducia nella squadra e sono convinto che entro qualche gara avremo colmato il gap che ci separa dai migliori. So che i nostri tifosi ci chiedono questo e stiamo facendo di tutto per riuscirci.
Sarà quindi un Gran Premio di Gran Bretagna difficile: un podio sarebbe un bellissimo risultato. Per questo circuito significa molto. È stata praticamente la base di partenza della mia carriera internazionale nelle formule minori e mi è sempre piaciuto correre qui. Sarà quindi un pò triste sapere che questa dovrebbe essere l'ultima edizione della corsa ma posso dire che mi piace molto anche correre a Donington: anche lì ho già vinto...

Maranello - Ci aspettavamo sicuramente di più dal Gran Premio della Turchia, inutile nascondercelo. Sapevamo che la situazione sarebbe stata più complicata rispetto alla precedente gara di Monaco ma, al termine di buone qualifiche, non pensavamo che saremmo stati così in difficoltà. La partenza è stata decisiva. A Istanbul, come del resto a Monaco, partire dal lato sporco della pista è molto penalizzante e in entrambi i tracciati la prima curva è molto vicina alla linea del via, così non possiamo nemmeno sfruttare al meglio il vantaggio dato dal KERS. Ho perso una posizione allo spegnimento dei semafori e un'altra alla prima curva. Poi nel duello con Alonso ho toccato con l'ala anteriore la sua ruota e ho riportato dei danni che mi hanno fatto perdere un po' di carico aerodinamico: abbiamo cambiato il musetto al pit-stop ma ormai era troppo tardi per fare qualcosa di buono: probabilmente senza questo guaio avrei almeno potuto piazzarmi in zona punti. In gara non siamo stata sufficientemente veloci, non soltanto nei confronti di Brawn GP e Red Bull ma anche rispetto a Williams e Toyota, anche a causa delle alte temperature.
La squadra sta continuando a lavorare duramente sullo sviluppo della macchina per riavvicinarci ai migliori: la situazione è molto migliorata nelle curve lente, dove siamo molto competitivi, mentre soffriamo ancora in quelle veloci. Non ci sono motivi per mollare la presa ma dobbiamo avere pazienza, come peraltro avevo detto alla vigilia di Istanbul. C'è il potenziale per fare dei buoni risultati, ne sono sicuro.
Spero che tutto vada per il meglio a Silverstone, uno dei miei circuiti preferiti. La Ferrari ha una buona tradizione in questa gara e sarebbe bello fare un risultato all'altezza.

Maranello - La Ferrari è sempre andata bene nel Gran Premio di Turchia negli ultimi tre anni ma stavolta è la Brawn GP la grande favorita, visto che ha vinto cinque delle prime sei gare dell'anno. Stiamo riducendo il distacco ma dobbiamo ancora lavorare al massimo per tornare davanti.
È stato bello tornare sul podio a Monaco. La squadra ha spinto tantissimo ed è stata una bella ricompensa riportare entrambe le macchine fra i primi quattro. Il weekend di Monaco ha rappresentato un passo avanti in termini di risultato ma dobbiamo essere pazienti: so che i tifosi vorrebbero tornare a vederci vincere subito ma dobbiamo essere realistici. Siamo più vicini, questo è sicuro, e avremo delle nuove soluzioni anche in Turchia ma gli altri non rimangono certo fermi. L'Istanbul Park è un circuito più normale rispetto a quello monegasco e lì avremo le idee più chiare.
È una pista che mi piace ed è molto impegnativa. Ci sono curve di tutti i tipi, punti di frenata ciechi, tutto quello che ci vuole per fare una bella gara. Quest'anno le macchine hanno meno carico aerodinamico ma ci sono le gomme slick: sarà emozionante fare la curva 8 in queste condizioni. Proprio il carico aerodinamico rappresenta secondo me l'area su cui dobbiamo più recuperare terreno rispetto alla Brawn GP e alla Red Bull ma siamo sulla buona strada.
Ora che ci avviciniamo a metà stagione sono molto più ottimista di prima, soprattutto alla luce dei passi avanti fatti nelle ultime due gare. Sappiamo che ci sono dei miglioramenti in arrivo, il che mi induce a guardare in maniera positiva al futuro. Chi vince cinque gare su sei all'inizio è in ottima posizione per vincere il titolo ma il campionato non è finito. Tutto può succedere, anche se le cose devono necessariamente cambiare in fretta.
Lo scorso sabato ho avuto la mia prima esperienza in un rally sull'asfalto, in Italia. Mi sono divertito molto, sia per quanto riguarda l'aspetto agonistico che per il calore dei tantissimi tifosi italiani che c'erano. Peccato che il divertimento sia durato poco.