Alonso's Blog

Venti podi con la Ferrari in due anni: non c’è male!

November 14, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Sono già arrivato a casa dopo la trasferta ad Abu Dhabi, conclusa con un bel risultato. Il secondo posto di ieri è stato sicuramente superiore a quelle che erano le nostre aspettative della vigilia ma quello che mi ha soddisfatto di più è stata la velocità dimostrata praticamente per tutta la gara. Con Hamilton è stata una bella sfida: una volta era più veloce lui una volta io. Di solito all’inizio degli stint lui riusciva a guadagnare un certo margine poi mi rifacevo sotto nella seconda parte, soprattutto quando eravamo entrambi con le Soft. Nel secondo stint il traffico ha ulteriormente contribuito a creare questa sorta di effetto elastico fra noi due ma è difficile dire chi abbia pagato il prezzo più alto. Dopo aver analizzato i dati nel debriefing ieri sera posso dire a ragion veduta che anche quel piccolo problema avuto nel secondo pit-stop non ha inciso sul risultato finale: non avrei avuto comunque la possibilità di rientrare in pista davanti ad Hamilton, che è riuscito ad essere subito velocissimo con le Medium. Proprio la capacità di usare subito le gomme, sin dal primissimo giro, è una delle aree su cui dobbiamo lavorare in vista del prossimo anno.

Portarmi a casa il trofeo di Abu Dhabi mi ha fatto molto piacere ma mi sono accorto di aver commesso un errore statistico. Non è infatti corretto dire che nella mia collezione c’è almeno una coppa per ognuno dei Gran Premi che ho disputato in Formula 1: manca ancora quella dell’Austria, una gara che ho corso soltanto due volte – nel 2001 e nel 2003 – senza peraltro mai vedere il traguardo: la prima volta, con la Minardi, mi lasciò a piedi il cambio, la seconda, quando ero alla Renault, fu il motore a tradirmi. Beh, non so se il Gran Premio d’Austria tornerà mai nel calendario iridato: se dovesse accadere, allora ci sarà un motivo in più per cercare di salire sul podio!

Sempre a proposito di numeri, quello di ieri è stato il ventesimo podio nella mia carriera in rosso, il che significa che in più di metà delle gare che ho disputato guidando una Ferrari sono riuscito a finire fra i primi tre. Ciò significa che, anche in annate che non sono straordinarie come questa in termini di prestazione della vettura, il livello medio è sempre molto alto. Non è un caso che, da diciott’anni a questa parte, la Scuderia riesce a vincere sempre almeno un Gran Premio a stagione. Non ci sono altre squadre che possono dire la stessa cosa e sono anche considerazioni come questa che mi hanno convinto a prolungare così a lungo il mio rapporto con la Ferrari. So che tanti di voi avranno pensato che sarebbe stato meglio ottenere questo secondo posto un anno fa, in questa stessa gara. Lo so ma non serve a niente pensare sempre al passato, anche perché sono certo che avremo modo di toglierci prima o poi quelle soddisfazioni che ci sono mancate fino ad oggi. Sono sicuro che da qui al 2016 ci saranno ancora tantissime bottiglie di champagne da regalare ai meccanici scendendo le scale del podio!

 

Un podio per finire la collezione

November 9, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Sono in viaggio per Abu Dhabi, penultima tappa di questa lunga stagione, dove arriverò questa sera. Ormai siamo arrivati alla fine di questo campionato: in ballo c’è ancora il secondo posto nella classifica Piloti ma, se devo essere sincero, sarei molto più contento se riuscissimo ad aggiungere un altro successo a quello conquistato a Silverstone nel luglio scorso. Parlando con i ragazzi della squadra ho capito che ci terrebbero davvero a darmi la possibilità di arrivare secondo in campionato e mi fa molto piacere che sia così perché capisco che lo sentono come una sorta di riconoscimento per tutti gli sforzi fatti durante la stagione. Però lo sapete come siamo fatti noi piloti: vogliamo sempre arrivare primi, i piazzamenti hanno un significato relativo.

Sono perfettamente consapevole che vincere sarà molto ma molto difficile. In quest’ultimo scorcio di stagione i rapporti di forza sono molto chiari ma abbiamo visto anche che ci possono essere delle condizioni tali per cui ci possiamo ritrovare a lottare per la vittoria, com’è accaduto ad esempio a Suzuka. Noi sappiamo che, se facciamo tutto alla perfezione, ce la possiamo giocare per il podio ma il nostro piazzamento naturale in qualifica è rappresentato dalla terza fila. In gara poi le cose possono andare diversamente ma la realtà è questa. L’obiettivo quindi è il podio, un risultato che, fra l’altro, mi permetterebbe di colmare una lacuna nella mia stanza dei trofei, visto che quello di Abu Dhabi è l’unico che mi manca di tutte le gare ancora parte del calendario iridato.

Sono sicuro che la domanda più gettonata negli incontri con la stampa di domani riguarderà il ritorno sul circuito di Yas Marina dopo la gara dello scorso anno. Non sarei sincero se vi dicessi che non ci penserò con un po’ di disagio domani mattina, quando entrerò per la prima volta nel paddock, ma poi questa sensazione sparirà e lascerà spazio al presente, che vuol dire cercare di far bene in questo fine settimana, e al futuro, cioè a imparare oggi quanto più possibile in vista del prossimo anno. E’ giusto che sia così perché nello sport, come nella vita del resto, bisogna sempre guardare avanti. Abu Dhabi 2010 è stata comunque una tappa importante nella mia carriera e, ne sono sicuro, il mio rapporto con la Ferrari è diventato, anche attraverso quella brutta giornata, ancora più forte.

 

A Suzuka un’accoglienza sotto la pioggia

October 5, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato in Giappone questa mattina e ho trovato la pioggia ad accogliermi oggi pomeriggio in pista a Suzuka. Il primo pensiero che ho avuto è stato “meglio oggi che sabato o domenica” perché quest’anno non è che l’asfalto bagnato ci abbia portato molta fortuna: penso soprattutto al Canada, una gara in cui avevamo davvero le carte in regola per vincere ma che si è alla fine trasformata nell’unico zero di questo campionato. Le previsioni per il fine settimana sono abbastanza buone, almeno per le prime giornate mentre per domenica cresce la minaccia di pioggia. Del resto, non si può mai sapere da queste parti: ad esempio l’anno scorso fummo costretti a disputare le qualifiche la domenica mattina dopo il temporale del giorno precedente che aveva resto la pista impraticabile.

Dopo il Gran Premio di Singapore sono tornato a casa. Adesso abbiamo queste due gare consecutive in Estremo Oriente e poi il debutto della Formula 1 in India quindi meglio riposarsi un po’ in famiglia in vista del rush finale della stagione. Se è vero che ormai siamo fuori, anche aritmeticamente, dalla lotta per il titolo Piloti ci sono ancora sufficienti motivazioni per affrontare nella giusta maniera queste ultime cinque gare. Innanzitutto c’è il secondo posto nel campionato Conduttori: considerato com’è andata finora la stagione – dominata da un pilota come Vettel che soltanto una volta ha mancato il podio - sarebbe davvero un bel risultato, per me e per la squadra. Saremo in quattro a giocarcelo – oltre a me ci sono Webber e il duo della McLaren – e credo che dovremo aspettare fino ad Interlagos per avere un verdetto. E’ chiaro che se guardiamo all’andamento delle ultime gare non sarà certo facile perché i miei avversari diretti sembrano avere qualcosa in più da un punto di vista della prestazione della vettura ma non vuol dire che mi consideri senza speranze, tutt’altro. Sappiamo di dover fare tutto alla perfezione se vogliamo centrare l’obiettivo ma ci proveremo fino in fondo. Poi c’è anche il secondo posto nella classifica Costruttori, un obiettivo ancora più difficile, perché il ritardo dalla McLaren è notevole, ma non è impossibile. Infine, c’è la voglia, mia e di tutta la squadra – di chiudere nella maniera migliore una stagione che non è andata come volevamo. Centrare almeno una vittoria sarebbe il massimo: l’importante sarebbe essere sempre in lotta per il podio.

Ho vinto due volte il Gran Premio del Giappone, una volta al Fuji e una qui a Suzuka. Il successo più bello fu proprio quest’ultimo ma sono sicuro che nessuno della mia attuale squadra condivide questo giudizio. Hanno ragione perché posso capire il dispiacere che provarono quando Michael fu costretto al ritiro mentre era in testa davanti a me: fa male vedere la macchina fermarsi per una rottura. Del resto a me era successa la stessa cosa poche settimane prima a Monza: la Formula 1 sa essere crudele, a volte.

Dopo la gara di domenica andrò a Tokyo, una città che mi piace molto. Insieme a Felipe parteciperemo ad un evento organizzato da Ferrari Japan per il lancio della 458 Spider. Sarà anche l’occasione per mettere all’asta il muso della 150° Italia che fu utilizzato nel Gran Premio d’Australia, quello decorato con il messaggio di solidarietà per le vittime del terremoto che aveva colpito questo Paese poche settimane prima dello svolgimento della gara. So che Ferrari Japan è impegnata in una serie d’iniziative benefiche volte raccogliere fondi per la costruzione di una scuola a Ishinomaki, una delle località più colpite. Sabato incontreremo qui in circuito alcuni ragazzi provenienti da quella città: sarà un bel momento perché potremo fare qualcosa di importante per loro.

 

Sarebbe bello calare il tris ma anche il poker non sarebbe male…

September 21, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Singapore è un appuntamento speciale per me. E’ una delle corse che mi piacciono di più per l’atmosfera che si vive e per le caratteristiche del circuito. E’ vero che ci sono molte cose in comune con Monaco ma il fatto di correre di notte e la lunghezza maggiore del tracciato rispetto a quello del Principato rendono questo Gran Premio un unicum. Sono sempre riuscito a salire sul podio nelle tre precedenti edizioni e il mio obiettivo è quello di fare poker. Certo, azzeccare il tris di successi dopo quelli del 2008 e dello scorso anno sarebbe fantastico ma so che sarà molto dura. E’ vero che a Monaco siamo andati vicinissimi alla vittoria – senza la bandiera rossa nel finale credo che avrei avuto un’ottima chance di passare Sebastian – ma è altrettanto vero che non è detto che le cose vadano nello stesso modo. Quello che è certo è ce la metteremo tutta: credo che abbiamo la possibilità di far bene, a patto di tirare fuori il massimo, sotto tutti i punti di vista: gomme, assetto, motore, lavoro di squadra, tutto deve rendere al 100%.

L’anno scorso arrivò un successo bellissimo, al termine di un weekend straordinario. Fra me e Sebastian fu un duello lungo quasi due ore, trascorse quasi sempre con l’immagine della sua macchina negli specchietti della mia. Vincere gare così è esaltante, sono emozioni fortissime. A proposito del pilota tedesco, mi hanno riferito che da qualche parte è stato scritto che gli avrei detto una brutta parola nell’immediato dopo gara di Monza quando parlavamo del soprasso che era avvenuto dopo la fine della safety-car: beh, è incredibile vedere a che punto arrivi la fantasia di certe persone! Non solo non gli ho mai detto la parola in questione ma abbiamo chiacchierato dell’episodio in maniera molto simpatica, come del resto hanno potuto vedere tutti durante la conferenza stampa FIA qualche minuto più tardi.

Monza non ci ha dato la vittoria che volevamo ma il piazzamento sul podio – che emozione anche stavolta salire lassù indossando la tuta rossa e sentendo i tifosi gridare il mio nome! – mi ha permesso di superare un traguardo statisticamente importante, quello dei mille punti iridati (ora sono 1001: solo Michael ne ha di più). E’ vero che da quando è entrato in vigore il nuovo sistema di punteggio si va avanti in questa classifica molto più velocemente di prima ma vedere quattro cifre accanto al mio nome mi ha fatto molto piacere.

Sono arrivato a Singapore oggi all’ora di pranzo. Una doccia, un po’ di riposo in albergo ma senza dormire – voglio cercare di rimanere sul fuso orario europeo – e poi un salto in circuito, che si trova a poche decine di metri dall’hotel. Mi piace andare in pista il mercoledì pomeriggio nelle gare extraeuropee, vedere come si è sistemata la squadra dal punto di vista logistico. Oggi poi ho anche avuto modo di fare un giro in bicicletta lungo il tracciato insieme ad un personaggio speciale come Emilio Botin, il Presidente del Banco Santander, uno dei nostri sponsor principali. E’ bello vedere con quanto entusiasmo, passione ed interesse Don Emilio ci segue: nonostante i mille impegni, sa tutto della vita della squadra ed è curiosissimo, un vero tifoso!

Da domani cominciano gli appuntamenti ufficiali. Il giovedì è come sempre prevalentemente dedicato agli incontri con la stampa e alle attività con i nostri partner ma non mancano i primi meeting con i tecnici. Da venerdì si comincia con la pista: speriamo di ripetere il weekend del 2010 e dare così un’altra vittoria al Cavallino Rampante e a tutti i suoi tifosi. Questo è il nostro obiettivo e lo sarà in ognuna delle prossime gare.

 

Tanti auguri, Michael!

August 24, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Finite le ferie, si torna in pista. Queste due settimane di stacco mi sono servite tantissimo per ricaricare le batterie dopo un mese di luglio davvero intenso. E’ stato bello trascorre un po’ di tempo a casa, con la famiglia e gli amici. Non ho fatto nulla di particolare, se non un piccolo giro delle Asturie in bicicletta: è diventata ormai una tradizione nel mio gruppo di amici e quest’anno si sono uniti anche un paio di ragazzi della squadra, fra cui il nostro direttore sportivo Massimo Rivola. E’ stato divertente ed è stato anche un modo per fare un po’ di preparazione fisica in vista dell’ultima parte della stagione. Sapete quanto grande sia la mia passione per la bicicletta: mi è piaciuto molto poterla condividere con i miei amici e sono contento di aver trovato alla Ferrari anche altre persone che hanno lo stesso interesse. Chi ha vinto? Io, ma soltanto perché sono più allenato!

Sono arrivato in Belgio questo pomeriggio perché avevo un evento con il mio sponsor personale Silestone e, in serata, arriverò a Spa. Non vedo l’ora di tornare in pista per proseguire nella serie di risultati positivi iniziata a Valencia. Avremo alcune novità sulla 150° Italia che, speriamo, ci permettano di migliorare ancora la nostra prestazione. Lo so bene che la situazione in campionato è quella che è ma ciò non vuol dire che abbiamo gettato la spugna. Noi partiremo sempre per cercare di vincere ogni gara e, come vado dicendo da un po’ di tempo, faremo i conti alla fine. In queste settimane ho parlato qualche volta con Stefano (Domenicali, n.d.r.) e l’ho sentito molto motivato: mi piace sentire questo spirito, è come il mio.

Sarebbe importante portare a casa dei bei risultati perché la squadra si è impegnata tantissimo per risalire la china dopo l’inizio difficile: se lo meritano tutti i ragazzi e tutti i nostri tifosi.

Domani inizia un weekend speciale per un pilota che ha fatto la storia della Formula 1 e della Ferrari in particolare: Michael Schumacher. Che sia il più grande di tutti i tempi non devo essere io a dirlo, ci sono le statistiche che parlano da sole: sette titoli iridati, 91 vittorie, sono record incredibili. Ho una grandissima stima di Michael e mi sento onorato di aver corso insieme a lui. Quando sono arrivato a Maranello mi sono reso conto ancora di più quanto fosse intenso il suo legame con la Ferrari ed è anche per questo che mi hanno fatto particolarmente piacere le parole che ha detto Stefano a Wrooom Estate, subito prima della pausa estiva. Non so se nel 2021 io sarò ancora in Formula 1, difficile dirlo, e questa è un’ulteriore conferma della straordinarietà della carriera di Michael. Da parte mia, voglio cogliere l’occasione per fargli i miei migliori auguri per questa eccezionale ricorrenza: vent’anni sono un traguardo incredibile da raggiungere!

 

In Ungheria una gara speciale

July 27, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Siamo alle ultime battute di questo frenetico mese di luglio. Sono a Maranello, dove sono giunto domenica sera direttamente dal Nürburgring, e domani mattina presto partirò insieme agli ingegneri per Budapest. In questa brevissima pausa fra una gara e l’altra ho lavorato, come quasi sempre accade quando sono in fabbrica, al simulatore per preparare sia la gara di questo fine settimana che quelle successive. Inoltre, ho partecipato a diverse riunioni con i tecnici e oggi ho avuto anche la possibilità di salutare il Presidente Montezemolo e i componenti del Consiglio d’Amministrazione della Ferrari, che era riunito a Maranello. Montezemolo è stato come sempre molto affettuoso con me e ha voluto sapere tutto su come ci stiamo preparando per la gara dell’Hungaroring.

E’ ormai da un paio di mesi che la nostra macchina è cresciuta come competitività e ciò ci permette di lottare costantemente per le posizioni sul podio. Abbiamo recuperato tanto rispetto alla primissima parte del campionato in termini di prestazione ma dobbiamo fare ancora un passo avanti, l’ho già detto tante volte. Soprattutto in qualifica ci manca ancora qualcosa: è vero che in gara riusciamo a recuperare ma non sempre si possono guadagnare due posti rispetto alla posizione in griglia com’è accaduto a Monaco, Valencia, Silverstone e Nürburgring. All’Hungaroring dovremmo avere condizioni meteorologiche più consone alla stagione estiva: meno male, perché non se ne poteva più dell’umido e del freddo che abbiamo avuto in Inghilterra e in Germania! E non lo dico soltanto per me ma anche per la nostra macchina: sicuramente temperature più elevate dei 13 °C che abbiamo avuto domenica scorsa sono le benvenute.

So che il Gran Premio d’Ungheria rappresenta un appuntamento particolare per la Scuderia, che su quel tracciato ha vissuto momenti bellissimi e altri drammatici, come il 2009 quando Felipe rimase ferito in quell’assurdo impatto con la molla persa dalla Brawn di Rubens. Anche per me Budapest significa qualcosa di speciale perché fu proprio in questa gara che conquistai nel 2003 la mia prima vittoria in Formula 1. Fu una giornata di forti emozioni che rimarranno sempre nella mia memoria.

Così come l’anno scorso, anche nel 2011 festeggerò il mio compleanno in pista con la Scuderia. Venerdì prossimo compirò trent’anni: chissà se qualcuno mi farà una sorpresa…

 

Mi sento sempre più parte della Ferrari

July 20, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Il Gran Premio di Germania si colloca perfettamente nel mezzo del calendario del campionato 2011: abbiamo già disputato nove gare e, dopo quella del Nürburgring, ne resteranno altrettante da correre. Si dice che sia tempo di bilanci ma preferisco non pensare troppo alla classifica. Abbiamo avuto un inizio difficile ma, da qualche gara a questa parte, abbiamo ritrovato una buona competitività. Siamo cresciuti, credo che sia innegabile, tanto da arrivare a vincere con pieno merito su una delle piste sulla carta più ostiche per la nostra vettura come quella di Silverstone. Questa bellissima vittoria però non deve cambiare il nostro approccio: dobbiamo continuare ad affrontare una gara dopo l’altra senza guardare alla classifica e poi, alla fine, tireremo le somme. Andiamo quindi in Germania con uno spirito uguale a quello mostrato in Inghilterra, con in più la consapevolezza che la nostra competitività è aumentata.

Dopo la trasferta Oltremanica sono tornato qualche giorno a casa per riposarmi. Sapevo di avere di fronte due settimane molto intense quindi ho preferito ricaricare le batterie, passando un po’ di tempo con la famiglia e facendo un po’ di allenamento. Da lunedì sera sono a Maranello, dove sono stato impegnato sia nella preparazione del Gran Premio di Germania – tanto lavoro al simulatore e riunioni con i tecnici – sia in una serie di attività che mi vedono sempre più coinvolto nella vita della Ferrari. Ad esempio, ieri ho partecipato alla premiazione dei primi tre classificati del Ferrari World Design Contest: è stato molto interessante per me vedere tanta passione in quei giovani provenienti da tutto il mondo per proporre la loro visione delle Ferrari del futuro. Stamattina ho lavorato sul fronte promozionale, insieme a due dei nostri partner e poi sono stato invitato dal Presidente Montezemolo al Podio Ferrari, l’evento che raduna a Maranello tutti i fornitori dell’Azienda, sia quelli che lavorano con la Scuderia che quelli che hanno il rapporto con i colleghi della produzione stradale. Ai vincitori dei quattro premi è stata offerta la possibilità di fare dei giri in pista a Fiorano a bordo di una 458 Italia: non so se si aspettassero che il pilota sarei stato ma credo che alla fine si siano divertiti!

Infine, sono andato a salutare gli oltre quattrocento bambini, tutti figli dei nostri dipendenti, che partecipano al campus estivo organizzato dall’azienda. Come potete capire, è stata una full immersion nel mondo Ferrari e proseguirà ancora fino alla fine del mese. Infatti già domenica sera, al termine del Gran Premio di Germania, tornerò a Maranello con la squadra, dove resterò altri tre giorni prima di ripartire insieme alla volta di Budapest. Dal 7 agosto osserveremo il periodo di chiusura stabilito dalla FOTA quindi bisognerà preparare in anticipo la gara di Spa, una delle più affascinanti di tutto l’anno. Ecco perché penso che queste siano giornate molto intense ma devo dire che mi piace sempre di più sentirmi parte di questo universo.

Ora però non pensiamo troppo in là: da domani c’è un weekend di gara su un circuito altrettanto storico come quello del Nürburgring, dove ho già vinto due volte. In Italia c’è un detto ma non voglio scriverlo per scaramanzia….. Lascio ai nostri tifosi indovinare quale sia!

 

Sto ancora gioendo!

July 13, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Che bella soddisfazione tornare alla vittoria! Me la sto gustando sempre di più, ora che sono tornato a casa a Oviedo. Quando si finisce un Gran Premio c’è una grandissima emozione ma poi ci sono tante cose da fare fra conferenze stampa e debriefing e si deve comunque rimanere molto concentrati. Invece il giorno dopo ci si risveglia felici e si sente davvero qualcosa di speciale: devo dire che lo sto ancora provando!

Non ho dedicato troppo tempo a pensare sui motivi tecnici che ci hanno portato a vincere il Gran Premio di Gran Bretagna. Ogni gara fa storia a sé e sappiamo troppo bene quanto possano cambiare le cose andando da una pista all’altra. Sicuramente ci sono dei stati dei grossi miglioramenti sulla macchina: adesso è più facile da guidare e la sento molto più incollata al terreno, soprattutto nelle curve veloci. Significa che c’è più carico aerodinamico, l’aspetto su cui eravamo più indietro rispetto ai nostri principali avversari. Non penso invece che i cambiamenti sulle mappature motore abbiano influito: siamo andati meglio proprio sulle parti dove non c’erano praticamente frenate, il che vuol dire che era proprio la vettura ad essere andata forte.

Questo successo non cambierà il nostro approccio alle prossime gare. Siamo realisti: 92 punti di ritardo in classifica sono tantissimi! Affronteremo gara dopo gara cercando di vincere il più possibile. Questo comporterà anche prendere qualche rischio in più e, magari, succederà di dover pagare un prezzo alto ma non possiamo fare altro. Non molliamo certo la presa ma al campionato non dobbiamo pensare: come ha detto ieri Montezemolo a Maranello, rimaniamo con i piedi per terra.

Domenica mattina mi sono divertito moltissimo a guidare per un paio di giri la 375 F1 che vinse il primo Gran Premio iridato per la Ferrari nel 1951. Avevo già guidato una macchina molto simile, la 375 Indy, a Valencia in occasione dei Ferrari Days: certo che ci vuole un po’ ad adattarsi ad una pedaliera tutta diversa, col pedale dell’acceleratore a sinistra e quello del freno a destra. Il rapporto fra la potenza del motore e l’aderenza offerta delle gomme è completamente all’opposto rispetto alle vetture che guidiamo adesso: bisogna cambiare stile di guida per andare forte ma sono state delle bellissime sensazioni. Certo a quell’epoca i piloti dovevano avere non soltanto un talento incredibile ma anche una certa dose di pazzia!

Domenica c’era un’atmosfera particolare a Silverstone. Lì i tifosi sono sempre tantissimi e c’è una grande partecipazione all’evento. Per noi c’era qualcosa di diverso, che non so spiegare: forse sarà stata la voglia di far bene proprio nella coincidenza con un anniversario così speciale per la nostra storia. Da quando sono alla Ferrari si sono verificate spesso delle coincidenze curiose fra le mie vittorie e dei momenti speciali: penso al mio debutto in rosso in Bahrain lo scorso anno oppure alla prima volta con la Scuderia a Monza. Ora è arrivata questa vittoria, sessant’anni dopo quella di Gonzalez. Speriamo che ci siano ancora tanti momenti come questi!

 

A Maranello un incontro con il passato Ferrari

June 29, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Finalmente un momento di riposo! Dopo il weekend di Valencia sono andato direttamente a Maranello, dove ho trascorso due giorni fitti di impegni, sia sul fronte tecnico che su quello promozionale. Stamattina sono tornato a casa per qualche giorno di relax prima di ripartire per il prossimo Gran Premio, stavolta in terra inglese, a Silverstone.

Con la squadra abbiamo analizzato lo svolgimento dell’ultima gara e i piani di sviluppo a breve e medio termine. Di Valencia mi porto dietro un bel ricordo. E’ stato un weekend positivo, soprattutto in gara. Intanto ho riempito un buco nella mia collezione di trofei ma l’emozione più bella è stata rivedere la gioia del pubblico quando ho superato Mark, prima in pista e poi al pit-stop: correre in Spagna è sempre qualcosa di speciale!

E’ un momento importante della stagione. Siamo in crescita, come si è visto nelle ultime tre gare, ma ora dobbiamo confermare i progressi visti a Monaco, Montreal e Valencia anche su una pista dalle caratteristiche profondamente diverse, che si adatta sicuramente di più ai nostri avversari principali. A Silverstone ci vuole tanta efficienza aerodinamica ed è questa l’area su cui noi siamo in più indietro. Avremo delle novità ma da qui a dire che avremo recuperato il distacco… Magari! Dobbiamo essere realisti e sapere che non è possibile che in meno di due mesi – questo il tempo trascorso dalla gara di Barcellona – si sia recuperato quel distacco che avevamo accusato sul Circuit de Catalunya: non era un giro – quello era stato frutto dello svolgimento della gara – ma non era certamente quello che abbiamo visto nelle ultime gare. Noi dobbiamo continuare a lavorare, migliorare la macchina e sono convinto che la vittoria arriverà. Quando? Non ho la sfera di cristallo per poterlo affermare con certezza.

A Maranello ho avuto l’opportunità di conoscere un pilota che ha fatto la storia della Formula 1 e della Ferrari, John Surtees. Abbiamo partecipato ad un evento promozionale organizzato dal nostro partner tecnico Shell ed è stato molto interessante poter parlare con lui, confrontare le nostre esperienze di piloti e, soprattutto, poter condividere il nostro modo di vivere una Scuderia speciale come la Ferrari. E’ bello incontrare certi personaggi, scoprire dalla loro viva voce com’era il mondo della Formula 1 un tempo!

Oggi la squadra mi ha informato sulla scelta effettuata dalla Pirelli per le prossime tre gare. Nel Gran Premio di Gran Bretagna avremo quindi la Soft e la Hard, la stessa scelta che ha caratterizzato lo scorcio iniziale del campionato. Bene, per noi c’è una sfida in più, quella di dimostrare di saper far lavorare ogni pneumatico nella maniera migliore. Del resto, le gomme sono uguali per tutti ed è inutile stare a discutere se la scelta dell’accoppiata delle mescole sia favorevole all’uno o all’altro: sta alle squadre saper adattare e migliorare la monoposto anche per sfruttare le gomme, sia come prestazione pura che come durata.

 

Fortuna e sfortuna si equivalgono

June 20, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Fra pochi giorni comincia il fine settimana del Gran Premio d’Europa, la seconda gara della stagione che si corre in Spagna. E’ un appuntamento importante per la Scuderia Ferrari Marlboro e per me, che avrò un’altra opportunità di poter correre davanti al mio pubblico. A dire il vero non sono mai stato troppo fortunato da quando questa gara si corre sul circuito cittadino di Valencia, in particolare lo scorso anno quando, nonostante una macchina molto competitiva, finii all’ottavo posto. Tutti però si ricordano quello che accadde con l’uscita di pista della safety-car e non vale certo la pena tornarci sopra. Sono sempre dell’idea che sfortuna e fortuna si compensino alla fine della stagione e magari questa legge non scritta vale anche per le piste: allora diciamo che mi farebbe piacere che quello che la sorte ci ha tolto lo scorso anno ce lo restituisca adesso! Del resto, anche in questo inizio di stagione sembra che la sorte non ci sia favorevole: a Montreal, in gara, non ce n’è andata dritta una….

So che c’è tanta attesa da parte dei nostri tifosi per la prima vittoria della stagione e vi assicuro che anche per noi è la stessa cosa. Nelle ultime due gare abbiamo dimostrato chiaramente di avere il potenziale per vincere e, soprattutto a Monaco, ci siamo andati molto vicini anche se credo che anche in Canada avremmo potuto lottare fino in fondo, considerato quello che si era visto in qualifica. Adesso andiamo su un tracciato che ha delle caratteristiche abbastanza simili a quello di Montreal e non ci dovrebbero essere apparentemente dei motivi per cui non essere competitivi anche lì. La 150° Italia sarà sostanzialmente nella stessa configurazione che abbiamo visto nell’ultima gara e la novità più grande sarà il debutto ufficiale della gomma a mescola media prodotta dalla Pirelli, che sarà accoppiata a quella morbida. Durante l’inverno avevamo potuto provare diverse volte questo pneumatico ma adesso sarà tutta un’altra cosa, visto che la differenza di temperatura rispetto ai test di febbraio e marzo sarà di una ventina di gradi e che le caratteristiche del tracciato di Valencia non sono certo paragonabili né a quelle di Jerez o di Barcellona né tantomeno a quelle del tracciato permanente di Cheste, situato ad una ventina di chilometri dal centro città. A Montreal abbiamo avuto modo di assaggiare queste gomme durante le due sessioni di prove libere del venerdì ma una cosa è fare qualche giro su un circuito che non è necessariamente quello più adatto per quel tipo di pneumatico, un’altra è provarle in maniera approfondita, pensando alla qualifica e alla gara.

Valencia è una città cui sono particolarmente legato e sta diventando un po’ un luogo simbolico nella storia del mio rapporto con la Ferrari. E’ stato proprio a Cheste che ho fatto la mia prima apparizione pubblica dopo aver firmato il primo contratto con la Scuderia Ferrari Marlboro, in occasione dei Ferrari Days del 2009 e, su quella stessa pista, ho guidato ufficialmente la mia prima Ferrari di Formula 1, il 3 febbraio dello scorso anno. Beh, forse è giunto il momento di aggiungere un’altra “prima volta” a questa storia… E poi il Gran Premio d’Europa l’ho già vinto due volte, quando la corsa si disputava al Nürburgring: in Italia si dice “non c’è due senza tre…”

 

Vogliamo fare ancora un passo avanti

June 8, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Dopo un breve ciclo di gare in Europa eccoci di nuovo ad una lunga trasferta intercontinentale, stavolta verso Occidente. La gara di Montreal è una delle più popolari fra i piloti e le squadre: la città è molto accogliente e la gente dimostra un grande interesse per la Formula 1, tanto è vero che le tribune sono affollate già al venerdì. Sono arrivato ieri sera e oggi pomeriggio ho fatto un salto in pista per salutare la squadra. Ho trovato i ragazzi di buon umore, vogliosi di dimostrare anche qui che quello di Monte Carlo non è stato un fuoco di paglia e penso che ci siano le premesse perché ciò accada. Pur avendo dei tratti molto veloci, sul tracciato canadese vanno bene le macchine che salgono sui cordoli senza scomporsi troppo e che sono in grado di avere una buona trazione in uscita dalle curve lente, caratteristiche che fanno parte dei punti di forza della 150° Italia. Qui l’efficienza aerodinamica, al momento il nostro tallone d’Achille, è meno rilevante e quindi pensiamo di poter avere più chance di lottare per le prime posizioni. Anche i freni sono un elemento fondamentale su questo circuito: bisognerà lavorare bene durante le prove libere per capire quale sia il giusto livello di raffreddamento in modo da evitare il rischio di trovarsi in difficoltà in gara.

Anche a Montreal disporremo delle due gomme più morbide preparate dalla Pirelli, la Soft e la Supersoft. L’anno scorso questa fu una delle poche gare in cui si videro più pit-stop rispetto alla tradizionale sosta unica perché il degrado degli pneumatici è piuttosto alto. Anche se le Pirelli sono diverse dalle Bridgestone, non credo che assisteremo a qualcuno che riuscirà ad arrivare fino in fondo con un solo cambio gomme, com’è successo a Monaco. Come abbiamo visto quest’anno, sarà importante individuare il momento giusto per fare il pit-stop in modo da non perdere troppo tempo rispetto all’avversario diretto. Per la prima volta quest’anno avremo due punti in cui la domenica sarà possibile usare il DRS: il primo dopo il tornante della curva 10, il secondo sul rettilineo dei box. Sono curioso di vedere cosa accadrà: sulla carta chi sarà riuscito a superare già nella prima zona avrà poi un bel vantaggio perché potrà riutilizzare l’ala mobile anche sul rettilineo principale, pur essendo già davanti all’avversario diretto.

L’anno scorso sono riuscito a salire sul podio ma lasciammo Montreal con la precisa sensazione di meritare di più del terzo posto finale. CI furono un paio di episodi sfavorevoli che ci impedirono di cogliere quel successo che era alla nostra portata. Anche a Monaco, dieci giorni fa, avevamo la possibilità di vincere e sarebbe bello poterci riuscire qui perché la vittoria ci manca da troppo tempo ormai. Sarà molto difficile perché mi aspetto una McLaren ed una Red Bull molto forti ma non dobbiamo dare nulla per scontato.

Comincia il secondo terzo della stagione e la situazione in classifica non è certo favorevole. E’ vero che mancano ancora tanti Gran Premi ma è chiaro che dobbiamo cercare di dare una sterzata in termini di punti a questo Campionato. Vediamo di cominciare subito, su una pista che porta il nome di uno dei piloti più amati dai tifosi della Ferrari, Gilles Villeneuve.

 

Ci ho provato fino in fondo

May 30, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato in tarda mattinata a Maranello. Nel pomeriggio, sono stato impegnato in alcune attività di PR e ho avuto anche la possibilità di incontrare due dei nostri giovani piloti della FDA, Raffaele Marciello e Brandon Maisano, che erano a Fiorano per un test con la Formula 3. Poi sono partito per Parma, dove stasera parteciperò alla Partita del Cuore, un triangolare di calcio a scopo benefico che ha l'obiettivo di raccogliere fondi per Telethon.

Sono passate ventiquattr'ore dalla conclusione del Gran Premio di Monaco e non ho certo cambiato idea. Ieri avevamo la concreta possibilità di vincere la prima gara della stagione e l'interruzione decisa dopo l'incidente di Petrov ed Alguersuari ci ha tolto la chance di provarci fino all'ultimo. Nella seconda parte della gara, dopo il pit-stop, avevo cercato di risparmiare le gomme proprio in previsione degli ultimi giri, quando speravo di approfittare di un'eventuale difficoltà di Sebastian con i suoi pneumatici, visto che li aveva in macchina ormai da tanti giri. Invece questo piano è sfumato ma bisogna accettarlo perché sappiamo che a Monaco situazioni come quelle che si sono verificate ieri sono frequenti.

Nel dopo gara ho detto che la lotta per mondiale è sempre più difficile se non impossibile. Certo, se anche nella gara in cui senti che la vittoria è possibile alla fine s'impone Vettel allora subentra un senso di delusione ma ciò non significa che non continuiamo ad impegnarci, in pista e a casa, sviluppando la macchina. E' chiaro che il ritardo in classifica si fa sempre più ampio: i conti li sappiamo fare ma né io né la squadra siamo abituati a mollare la presa. Già oggi abbiamo parlato insieme ai tecnici delle novità che avremo a Montreal ma, soprattutto, del passo avanti che dobbiamo fare per Silverstone, quando torneremo su una pista che richiede tanto carico aerodinamico. Lì capiremo davvero che strada prenderà la nostra stagione. Fino ad allora abbiamo la voglia e il dovere di crederci.

Sono stato contento di sapere che Sergio Perez ha lasciato già oggi pomeriggio l'ospedale di Monaco. Il suo è stato un incidente molto brutto e il fatto che ne sia uscito praticamente illeso è molto significativo rispetto ai progressi fatti nella sicurezza delle monoposto di Formula 1. Il pericolo non si può cancellare in assoluto ma si può fare molto per ridurre i rischi per i piloti e per tutti gli addetti ai lavori impegnati in pista.

 

Vedremo chi sarà stato più bravo nel campionato dello sviluppo

May 18, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Ci siamo, è la vigilia del Gran Premio di Spagna, una gara che ha un sapore speciale per me. Arriverò a Barcellona in serata perché già domani mattina c’è un appuntamento in agenda: l’inaugurazione del primo Ferrari Store che viene aperto in Spagna, proprio nel capoluogo catalano, su una delle vie più importanti della città, Paseo de Gracia. Insieme a me ci saranno Felipe e Marc, che farà un po’ da padrone di casa visto che è di Barcellona. Poi si tornerà in pista per la consueta serie di impegni del giovedì, una giornata dedicata principalmente ai media.

E’ sempre bello correre in Spagna. Mi piace il calore che trasmettono i tifosi, sin dalle prime sessioni di prove libere. Vedere le tribune che, giorno dopo giorno, si riempiono di bandiere – rosse della Ferrari, azzurre dei miei conterranei delle Asturie – mi dà un’emozione particolare. Il mio successo qui nel 2006 rimane uno dei momenti più belli della mia carriera e sarebbe un sogno ripetermi con la Ferrari, prima o poi.

So che tutti vi chiedete se ciò sarà possibile già questo fine settimana ma è una risposta che non sono in grado di dare. Sulla carta non abbiamo ancora il potenziale per lottare chiaramente per la vittoria: per quella c’è un favorito chiaro. Però sappiamo bene che le cose possono cambiare in fretta nel nostro sport e in Turchia, finalmente, siamo riusciti a portare a casa un piazzamento sul podio. La strada è ancora lunga ma credo che, almeno, l’abbiamo imboccata nella giusta direzione.

In questi giorni la squadra ha lavorato tantissimo a Maranello per sviluppare la 150° Italia e per prepararci nella maniera migliore per queste due corse consecutive, visto che la settimana successiva saremo di nuovo in pista a Monaco. Nei giorni trascorsi in fabbrica ho sentito come in tutti ci sia una gran voglia di rimonta: è un sentimento che si percepisce quasi fisicamente, parlando con le persone, durante le riunioni o camminando all’interno della Gestione Sportiva. Sia io che Felipe abbiamo fatto tanti chilometri al simulatore e pensiamo che le novità che introdurremo ci faranno fare un progresso in termini di prestazione. Se questo sarà sufficiente a ridurre il distacco dai migliori lo scopriremo soltanto durante il fine settimana perché non possiamo ignorare il fatto che anche gli altri non sono mica rimasti con le mani in mano. Vedremo chi sarà stato più bravo nel campionato dello sviluppo.

Il Circuit de Catalunya è una delle piste che si conoscono meglio perché è tradizionalmente una delle sedi preferite per i test invernali. Quest’anno abbiamo già fatto due sessioni di prove, una a fine febbraio e l’altra ad inizio marzo. Ciò significa che tutti arriveremo con un’idea piuttosto precisa delle regolazioni di partenza della vettura, anche se le condizioni che troveremo questo fine settimana saranno molto diverse, soprattutto in termini di temperatura. Sarà molto importante girare con continuità nelle due libere del venerdì per mettere a punto la macchina e verificare il comportamento delle nuove soluzioni tecniche. Fondamentale sarà anche studiare il rendimento e la durata degli pneumatici. Nelle simulazioni di gara effettuate nei test si era visto che il degrado era molto rilevante, in particolare della gomma anteriore sinistra, qui sottoposta ad uno stress notevole: vedremo se, con diverse temperature, le cose cambieranno. Rispetto alle gare del passato su questo circuito credo che vedremo più sorpassi, soprattutto per le differenze nella prestazione degli pneumatici che potranno verificarsi durante la corsa: un motivo in più per venire domenica pomeriggio in pista ed assistere al Gran Premio. Sarebbe bello salire di nuovo sul podio e salutare da lì tutti i nostri tifosi: da parte mia e della squadra posso soltanto dire che ce la metteremo tutta per riuscirci, come sempre del resto.

 

Dobbiamo continuare su questa strada

May 11, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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E’ stata una lunga settimana di lavoro, cominciata già martedì 3 maggio con una sessione al simulatore e conclusasi soltanto oggi, ancora con un po’ di lavoro con i tecnici per prepararci nella maniera migliore per le prossime gare. In mezzo c’è stata la gara di Istanbul, dove è arrivato il primo podio dell’anno. Era ora, perché ci mancava finire un Gran Premio fra i primi tre da troppo tempo ma, soprattutto, era importante lottare per le posizioni di vertice fino alla fine. Era già accaduto in Cina con Felipe e anche nelle due gare precedenti eravamo stati vicini ad un piazzamento fra i primi tre: finalmente abbiamo concretizzato quello che era nelle nostre possibilità.

Il terzo posto è stato importante anche per il morale della squadra. Tutti siamo rimasti dispiaciuti per un inizio di stagione non all’altezza delle aspettative e sappiamo quanto faccia bene vedere che gli sforzi che si fanno ogni giorno danno dei frutti. Certo però non possiamo accontentarci di un terzo posto e, soprattutto, dobbiamo essere molto più competitivi in qualifica. Se partiamo sempre dalla terza fila in giù si fa fatica a lottare per le prime posizioni. C’è tanta carne al fuoco e speriamo di portare già la prossima settimana a Barcellona delle novità che ci possano consentire di fare un passo avanti importante anche in qualifica.

Lo sapete che mi piace giocare con i numeri e facendo avanti e indietro fra casa, Maranello e la Turchia, ho provato a mettere a confronto le mie prime quattro gare dello scorso anno con quelle di quest’anno e i Gran Premi corrispondenti. Ciò che viene fuori da questo giochino è che rispetto al 2010 mi mancano otto punti (49 contro 41) ma nelle stesse quattro gare quest’anno ho portato a casa 13 punti in più rispetto alla scorsa stagione (41 contro 28). Vero, oggi il mio distacco dalla vetta nella classifica Piloti è ben più ampio (-52) rispetto a quello che avevo dopo Shanghai 2010 (-11) ma mi ricordo bene che dopo Silverstone il ritardo era di 47 punti e di gare ne mancavano soltanto nove mentre oggi ci restano ancora da disputare 15 Gran Premi. Questo significa che la stessa cosa la puoi vedere in due modi diversi, talvolta opposti. Quello che conta sono i risultati e noi abbiamo cominciato a salire sul podio: dovremo farlo con regolarità e sono convinto che, in tal caso, potremo dire ancora la nostra nella lotta per il titolo.

A Istanbul domenica mattina c’è stato un serio incidente in GP2, che ha visto coinvolto un nostro pilota, Davide Rigon. Mi dispiace molto per lui, che dovrà rimanere fermo per un po’ di tempo: speriamo che si rimetta presto, lo dico anche in maniera egoistica, perché stava svolgendo un lavoro prezioso per noi al simulatore.

Ora torno a casa: qualche giorno di riposo in vista di un ciclo molto impegnativo come quello rappresentato da Barcellona, una delle mie gare di casa, e Monaco. Speriamo di continuare sulla strada intrapresa in Turchia.

 

Niente pronostici per Istanbul

May 4, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato a Istanbul questa sera insieme alla squadra con il consueto volo charter che usiamo per le gare europee. Ero a Maranello da lunedì sera: avevamo in programma un po’ di lavoro al simulatore per preparare queste prime gare della stagione europea e c’è stata così l’opportunità di fare il punto con i tecnici sul piano di sviluppo della 150° Italia. Già in Turchia avremo alcune novità aerodinamiche ma altri aggiornamenti dovrebbero arrivare nelle gare successive. Sappiamo che dobbiamo fare un bel salto in avanti in termini di prestazione se vogliamo tornare a lottare per le prime posizioni, soprattutto in qualifica. A Istanbul non mi aspetto delle rivoluzioni: vedremo venerdì se le nuove parti funzioneranno come ci aspettiamo ma siamo ben consapevoli che neanche gli altri sono rimasti con le mani in mano in queste settimane quindi è impossibile dire oggi dove siamo rispetto ai nostri avversari principali.

Questa pausa un po’ più lunga del normale è stata importante per tirare un attimo il fiato dopo il primo ciclo di gare extraeuropee. Ne ho approfittato per stare un po’ di tempo con la famiglia ma anche per dedicarmi ad un allenamento più approfondito, lavorando soprattutto con la bicicletta.

Quello di Istanbul è un circuito molto tecnico, con tanti tipi di curve, dei bei saliscendi e un paio di punti dove i sorpassi erano possibili in passato: quest’anno dovrebbero esserlo ancora di più grazie all’ala posteriore mobile. Questo dispositivo si sta rivelando importante per rendere più agevoli i sorpassi ma il fattore che più può influenzare la capacità di un pilota di superarne un altro è sicuramente la differenza di rendimento degli pneumatici, come si è visto chiaramente in Cina: quando si finisce in crisi con le gomme le possibilità di difenderti da chi ti attacca con pneumatici anche di pochi giri più freschi sono molto scarse. La gara di Istanbul è solitamente piuttosto impegnativa per le coperture e sarà quindi molto importante capirne il comportamento durante le prove libere del venerdì. Al momento si prevedono condizioni meteorologiche molto incerte, soprattutto nella giornata di venerdì: un’ulteriore incognita in questo weekend.

Non voglio fare pronostici sul risultato finale: sappiamo che sarà dura per noi ma quello che non ci manca sono la volontà di far bene e l’impegno. L’ho visto in questi giorni a Maranello: tutti stanno lavorando tantissimo, da Domenicali ai meccanici, per fare in modo, ognuno nel proprio ambito, di riprenderci al più presto. E’ questa grande voglia che rende la gente di Maranello così speciale.

 

Mai mollare: in Formula 1 le cose cambiano in fretta

April 22, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Ci voleva proprio un periodo di sosta dopo un inizio di stagione così intenso. Non tornavo a casa da un mese, visto che fra Australia e Malesia ero rimasto da quella parte del mondo, ed è bello avere un po’ di tempo libero per stare con la famiglia e gli amici più cari. In realtà c’è sempre qualcosa da fare perché bisogna tenersi in forma: dopo questa pausa un po’ più lunga del solito ci aspetta un maggio intensissimo, con tre Gran Premi – Turchia, Spagna e Monaco – concentrati in quattro settimane.

Non è stato certamente l’inizio di campionato che speravamo, noi e tutti i nostri tifosi. I cinquanta punti in due non sono molti e siamo consapevoli che il livello della nostra prestazione non è sufficiente in questo momento ma sappiamo bene che le cose possono cambiare in fretta. La Formula 1 è sempre stata così: una gara fai fatica ad arrivare nei primi cinque, un’altra lotti per la vittoria. Quest’anno non fa eccezione: dopo l’ultimo test di Barcellona tutti davano la McLaren per spacciata e poi sono stati sempre lì sul podio, fino a vincere in Cina. Allo stesso tempo, c’era chi dava Vettel come imbattibile e poi a Shanghai è andata com’è andata. Tre gare sono ancora troppo poche per dare dei giudizi definitivi.

Con questo non voglio dire che sto sottovalutando la nostra situazione, tutt’altro. Dobbiamo lavorare tanto per migliorare, sotto ogni profilo. Il successo si raggiunge quando tutte le componenti rendono al meglio: macchina, strategia, pit-stop, piloti, nessuno escluso. Sono rimasto in contatto con i tecnici in questi giorni e so che non c’è pausa a Maranello nel lavoro di sviluppo della vettura. Dobbiamo recuperare e non possiamo permetterci di perdere troppo tempo, anche perché non è che gli altri rimarranno con le mani in mano in queste settimane. Ho fiducia nella squadra: so di che pasta è fatta e sento la voglia di reazione che ha tutta la gente di Maranello. Negli anni passati ho sperimentato prima da avversario e poi da ferrarista la capacità di rimontare della Scuderia. Mi ricordo bene di quando ero alla Renault nel 2006 nella prima parte della stagione avevo preso un grande vantaggio ma poi la Ferrari seppe sviluppare la macchina così bene da permettere una grande rimonta a Schumacher, che mi superò a due gare dalla fine. E poi c’è l’esempio dello scorso anno: in Turchia prima e in Inghilterra poi ci dicevano che dovevamo pensare all’anno successivo ma noi non abbiamo mollato e siamo arrivati a giocarci il titolo fino all’ultimo giro dell’ultima gara. Suona come uno slogan ma è la pura verità: mai mollare in Formula 1!

Se la stagione automobilistica non mi ha dato ancora grandi soddisfazioni, almeno sul fronte calcistico ne è arrivata una. Sono stato molto contento per la vittoria del Real Madrid nella finale della Copa del Rey contro il Barcellona: era un titolo che ci mancava da tantissimo tempo ed è arrivato al termine di una partita molto intensa. Ora ci aspetta una semifinale di Champions League, ancora contro il Barça. Comunque vada, sarà una sfida appassionantissima: ovviamente, speriamo che vinca la squadra di Mourinho!

 

In Cina per sfruttare ogni opportunità

April 13, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato a Shanghai questa mattina. Due giorni di relax ci volevano proprio dopo un weekend molto impegnativo come quello di Sepang e ora sono pronto per la seconda gara consecutiva che conclude il primo ciclo di Gran Premi fuori dall’Europa. Mi dispiace non essere riuscito a salire sul podio in Malesia: avevamo la possibilità di farlo e sarebbe stato un ottimo risultato, utile anche per darci una bella spinta dal punto di vista del morale. Purtroppo, non è andata come volevamo: abbiamo pagato un prezzo molto caro al guasto al sistema di gestione dell’ala posteriore mobile. So che i tecnici, con cui mi sono sentito più volte in questi giorni, hanno individuato il problema e lo hanno messo a posto. Se il sistema avesse funzionato, avrei potuto superare comodamente Hamilton sul rettilineo dei box e non mi sarei trovato a lottare con lui ruota contro ruota, prendendomi dei rischi. Quello che è accaduto fa parte delle corse e bisogna accettarlo: ero più veloce di lui e dovevo provare a sorpassarlo, altrimenti mi avrebbero raggiunto quelli che erano alle nostre spalle. Quanto alla penalità che mi è stata inflitta, l’ho già detto a Sepang domenica sera: non voglio commentarla perché tanto non cambierebbe nulla.

Così come avevamo visto in Australia, anche in Malesia la nostra prestazione in gara è stata decisamente migliore di quella in qualifica. A Sepang sia io sia Felipe avevamo un passo in grado di farci lottare per il podio e questo è stato un segnale importante, anche se non abbiamo raccolto quanto era nelle nostre possibilità. E’ chiaro che vorremmo sempre lottare per la vittoria ma, in questo momento, c’è una macchina, la Red Bull di Vettel, che sembra fuori portata.

A Maranello i tecnici stanno lavorando tantissimo per cercare di migliorare la prestazione della 150° Italia. A Shanghai dovremmo provare un’ala anteriore e qualche altro aggiornamento aerodinamico: speriamo che diano qualche vantaggio ma dovremo valutarne bene il comportamento nelle prove di venerdì. L’obiettivo del Gran Premio sarà simile a quello che avevamo in Malesia: difenderci in qualifica e cercare di sfruttare le opportunità che ci potrà offrire la gara. Le temperature nel fine settimana saranno molto più basse rispetto a quelle di Sepang, più simili a quelle che avevamo a Melbourne. Vedremo, a cominciare da venerdì, come si comporteranno le gomme, che saranno ancora le hard come prime e le soft come option. In Malesia abbiamo visto una situazione diversa rispetto alla prima gara ma bisogna capire quanto sia dipeso dalle temperature e quanto dalla natura del circuito, dalla sua confermazione e dall’asfalto.

Ho sentito il Presidente Montezemolo dopo la gara della Malesia: non era contento e non posso dargli torto, nemmeno io lo sono. Sappiamo di dover reagire subito per recuperare rispetto al leader del campionato. E’ vero che se facciamo il confronto fra le prime due gare del 2010 e le prime due di quest’anno siamo molto indietro - allora le parti erano rovesciate, con il sottoscritto in testa alla classifica e Vettel con un distacco rilevante – ma è altrettanto vero che, se prendiamo in considerazione le due singole gare (Australia e Malesia), io ho ottenuto otto punti in più di quanto non avessi fatto lo scorso anno. E’ un po’ un gioco ma è anche un modo per far capire che le cose si possono leggere in vari modi, anche opposti fra loro. Ed è un gioco anche la battuta del nostro Presidente su un ipotetico e fantasioso governo formato dai piloti: lo ringrazio di aver pensato a me come premier ma preferisco continuare a fare il pilota!

 

Un weekend da affrontare giorno dopo giorno

April 6, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato da qualche giorno in Malesia dopo essere rimasto alcuni giorni in Australia, all’isola di Hamilton. Ho deciso di rimanere da questa parte del mondo per non perdere l’abitudine al fuso orario, visto che ora ci attendono due gare consecutive in Estremo Oriente, prima a Sepang e poi a Shanghai. Era importante anche abituarsi alle condizioni climatiche particolari che ci sono qui, con temperature attorno ai 30 °C e, soprattutto, tantissima umidità. Ho fatto sport, perché l’allenamento è fondamentale: in questa gara si perdono tanti liquidi ed è molto impegnativo guidare in queste condizioni e bisogna essere al massimo della forma fisica per affrontare nella maniera giusta questo weekend. Essere pronti al 100% sotto questo punto di vista può fare la differenza domenica pomeriggio. Anche sotto il profilo mentale è una gara molto particolare.

Il fatto che le condizioni meteorologiche cambino così velocemente rende più stressante la fase di preparazione delle varie fasi del lavoro in pista. Improvvisamente si passa dal sole ad uno scroscio di pioggia fortissimo ed è necessario essere preparati ad ogni evenienza. Non è un problema soltanto di noi piloti ma di tutta la squadra: bisogna avere piani B e C e forse anche D per i vari scenari!

Fortunatamente, non sono state soltanto giornate di lavoro ma c’è stata la possibilità di un po’ di svago, che serve per staccare un po’ la spina in un periodo già molto intenso: dall’inizio dei test non ci sono state molte pause in questo scorcio di stagione.

Sono rimasto in contatto con i tecnici, via email e via telefono. Abbiamo riesaminato l’andamento del weekend di Melbourne e abbiamo parlato della preparazione di quello di Sepang. Sappiamo che dobbiamo migliorare il livello della nostra prestazione ma siamo altrettanto consapevoli che il risultato della gara non è stato poi così disastroso. Avremo qualcosina di nuovo in macchina ma nulla di particolarmente significativo o che ci possa far dire che questa o quella modifica siano la chiave per fare un salto di prestazione. Sono convinto che dobbiamo rimanere concentrati sul nostro lavoro e cercare di capire come tirare fuori tutto il potenziale dalla 150° Italia che, ne sono sicuro, è tanto. Prima di riuscirci, è inutile star qui a fare previsioni su come andrà il weekend. Dobbiamo affrontarlo giorno dopo giorno.

Il ricordo più bello del circuito di Sepang è legato alla prima pole position della mia carriera, conquistata qui il 22 marzo del 2003. Né io né la squadra, la Renault, ci aspettavamo quel sabato mattina un risultato simile ma, alla fine delle qualifiche, ci ritrovammo con due macchine in prima fila. Fu una grande gioia e mi rammento benissimo di come vivemmo il pomeriggio, la cena e la domenica mattina, trascorsa a pensare a come sarebbe andata la corsa. Ogni volta che torno qui ripenso a quel weekend, alla gioia per la pole e alla trepidazione che precedeva la gara. Non vinsi, come invece accadde poi nel 2005 e nel 2007, ma arrivai comunque al terzo posto e riuscii così a salire sul podio per la prima volta. Decisamente un fine settimana da ricordare a lungo!

 

Partenza in salita ma niente drammi

March 28, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Non è stata la partenza che avremmo tutti voluto ma non è nemmeno il caso di farne un dramma. L’ho già detto ieri sera in circuito: dodici punti sono poco sotto la media tenuta dal campione del mondo dello scorso anno e due candidati al titolo sono finiti alle mie spalle, quindi il bilancio del Gran Premio d’Australia non può essere definito catastrofico. Certo, in qualifica siamo stati lontanissimi dalla Red Bull di Vettel e lontani dalla McLaren di Hamilton ma in gara la situazione è migliorata, magari non rispetto a Sebastian ma per quanto riguarda gli altri sì. Peccato per la partenza: se non mi fossi ritrovato nono al termine del primo giro avrei potuto giocarmela fino in fondo per i due gradini del podio.

Non sono uno di quelli che ritiene che qualche grado di temperatura in più o in meno possano determinare chissà quali cambiamenti nella prestazione delle vetture in pista quindi non mi sento di dire che il fatto che ieri facesse più caldo rispetto a sabato abbia necessariamente giocato in nostro favore. Venerdì, quando le temperature erano simili a quelle delle qualifiche, la macchina andava molto bene: il giorno dopo, sin dal mattino, non era altrettanto buona e dobbiamo capire perché sia accaduto, analizzando i dati con grande attenzione.

Per me non ci sono state grosse sorprese in questo weekend, soprattutto perché non ero arrivato a Melbourne con un’idea precisa di quali sarebbero stati i rapporti di forze in campo. Dai test, soprattutto quest’anno, era difficile farsi un quadro realistico della situazione. L’unica sorpresa, in positivo, è stata il comportamento delle gomme Pirelli che, almeno all’Albert Park, hanno mostrato un degrado minore di quello che si era visto ai test. Vedremo come andranno le cose in Malesia, a Sepang, su un circuito molto diverso da quello semicittadino dell’Albert Park.

Sono rimasto in Australia e ci resterò fino all’inizio della prossima settimana, quando partirò per la Malesia. E’ importante prepararsi al meglio per i prossimi due appuntamenti, che saranno consecutivi ed entrambi molto impegnativi dal punto di vista fisico, in particolare quello di Sepang, dove si gira con temperature elevatissime.

 

Dieci anni in Formula 1, i più belli della mia vita

March 23, 2011 · Posted by Fernando Alonso
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Finalmente ci siamo! Non vedevo l’ora di arrivare alla prima gara: il rinvio del Gran Premio del Bahrain ha reso questa attesa più lunga del previsto. Certo, i tecnici hanno avuto più tempo per prepararsi e c’è stata la possibilità di lavorare con più calma ma per noi piloti – credo che lo stesso discorso valga anche per tutti i miei colleghi – il desiderio di ritornare a gareggiare era fortissimo.

E’ stato un inverno molto intenso. Dopo Abu Dhabi non c’è stato molto tempo per dispiacersi di com’era finito il campionato 2010. C’era subito da rimboccarsi le maniche e lavorare sullo sviluppo delle gomme e sulla nuova macchina, senza pensare troppo a quello che era accaduto. Quella sconfitta ci ha dato ancora più motivazione e, ne sono sicuro, ora siamo più forti. La Ferrari è sinonimo di passione per le corse e tutti noi abbiamo una gran voglia di reagire e di lottare per la vittoria.

Abbiamo fatto tantissimi chilometri nei test e abbiamo dimostrato di aver raggiunto un buon livello di affidabilità, il che è sempre importante. C’è ottimismo, anche se non possiamo sapere dove realmente siamo rispetto agli altri. A Barcellona nell’ultimo test abbiamo portato un bel pacchetto di novità e qui a Melbourne c’è ancora un ulteriore aggiornamento sull’ala anteriore. Vedremo se darà i frutti attesi, anche se penso che ci vorranno tre o quattro gare per avere un quadro preciso della situazione.

Ci sono tante novità quest’anno, dall’ala posteriore mobile al ritorno del KERS e, soprattutto, ci sono delle nuove gomme, le Pirelli. Per quanto abbiamo potuto vedere nei test, il degrado è molto più elevato rispetto alle Bridgestone: ci saranno quindi più pit-stop e la strategia sarà il punto chiave per il risultato finale. La qualifica sarà meno decisiva, visto che le tante soste renderanno più incerto lo svolgimento della gara: sicuramente i nostri ragazzi al pit-stop avranno molto più lavoro da fare!

Si è parlato tanto in queste settimane di possibili difficoltà nella gestione di tutti i comandi che abbiamo in macchina, in particolare sul volante. Francamente non credo che ci saranno dei problemi, tantomeno legati alla sicurezza. In fondo siamo dei piloti professionisti e dobbiamo saperci adattare alle diverse situazioni. Anche per quanto riguarda la gestione dell’ala posteriore mobile non penso che avremo dei problemi. Mi sembra una buona idea ma è ovviamente troppo presto per dire se servirà davvero a rendere i sorpassi più agevoli e, quindi, ad aumentare lo spettacolo. Cominceremo a vederlo domenica pomeriggio.

Sono arrivato a Melbourne lunedì sera, al termine di un viaggio lunghissimo, il più lungo della stagione. Sono contento di iniziare il campionato proprio qui, peraltro senza voler togliere nulla al Bahrain: per tanti anni questa è stata la prima gara, c’è un’atmosfera particolare e piacevole ed è un luogo per me ormai familiare. Il circuito è molto divertente e offre gare spettacolari ed incerte, con la safety-car spesso protagonista. Ho vinto nel 2006 e altre tre volte sono riuscito a salire sul podio: speriamo di ripeterci.

Qui, dieci anni fa, è iniziata la mia avventura in Formula 1. Dei miei ventinove anni, ventisei li ho passati dietro ad un volante e su quattro ruote, dieci nella categoria regina, i più belli. Non avrei mai pensato di arrivare fino qui e ho ottenuto molto più di quanto sperassi da piccolo. Ora voglio continuare ancora a lungo e cercare di rendere quelli a venire gli anni più belli!

 

Innamorato della Ferrari

November 15, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Il risveglio è stato duro dopo la delusione di ieri, non posso nasconderlo. Fa male arrivare vicino al traguardo e vederselo sfuggire così però questa è la legge dello sport, bisogna accettarla. L’epilogo della stagione non deve cancellare tutte le cose positive che abbiamo fatto quest’anno e, lo ripeto, per me è un anno da dieci. Ci sono stati momenti bellissimi, come il podio di Monza, che resteranno indelebili nella mia memoria e nessuna amarezza potrà mai cancellarli.

Ora è inutile stare a cercare chi ha sbagliato: un mondiale che svanisce per quattro punti dopo 19 gare può essere stato perso in tante occasioni, non solo alla fine. Noi siamo una squadra: vinciamo e perdiamo tutti insieme. Sono felice di essere alla Ferrari, di sentire insieme a tutti i nostri uomini e alle nostre donne l’orgoglio di far parte di questa famiglia e della sua storia straordinaria. Siamo un grande gruppo e lo dimostreremo soprattutto in questo momento così difficile, dove l’amarezza si fa sentire forte dentro ognuno di noi. So che a Maranello tutti stanno lavorando duramente sulla macchina nuova, per cercare di cominciare l’anno prossimo ancora più competitivi. So che qui a Yas Marina i meccanici sono di nuovo in pista per preparare una settimana di test e non vedo l’ora di riabbracciarli venerdì, quando tornerò ad Abu Dhabi per provare le nuove gomme Pirelli, nella giornata di sabato. Questo è lo spirito della nostra gente: la voglia di reagire subito, di lavorare ancora più duramente per inseguire la vittoria. Questo mi ha fatto innamorare, oggi ancora di più, della Ferrari.

 

Un weekend da fare alla perfezione

November 10, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato ieri sera ad Abu Dhabi, direttamente da San Paolo del Brasile. E' stato un volo lungo ma sono comunque riuscito a riposarmi. Ho fatto un salto al circuito dove ho incontrato la squadra e ne ho approfittato per fare un giro di pista in bicicletta. Il nostro approccio a questa gara così importante non è cambiato: sappiamo che, se sapremo essere perfetti, allora avremo la possibilità di raggiungere il traguardo che ci eravamo prefissati all'inizio della stagione.

Il risultato di Interlagos ci consente di essere padroni del nostro destino: con la vittoria o con il secondo posto non dovremo fare nessun tipo di calcolo. Possiamo farcela, anche se sappiamo che i nostri principali avversari sono molto forti: finora, a parte forse una gara, la loro è stata la macchina migliore su ogni tipo di circuito. Detto questo, non vuol dire che partiamo battuti, tutt'altro.

Questa sera, dopo aver partecipato ad un evento organizzato dal nostro partner Shell, ho visitato il Ferrari World Abu Dhabi, il parco tematico dedicato alla casa di Maranello che sorge adiacente al circuito. La struttura già dominava la scena lo scorso anno ma vederla terminata offre tutta un'altra impressione. Dentro si può davvero vivere l'emozione di un giorno dentro il mondo Ferrari, dalla velocità della Formula 1 allo stile e alla tecnologia delle vetture stradali.

Da domani ci concentreremo totalmente sulla preparazione di questo Gran Premio. Siamo all'ultima tappa di una stagione che, comunque vada, resterà bellissima. Vediamo di completarla nella maniera migliore: ce la metteremo tutta, di questo statene certi!

 

Un po’ di relax prima del rush finale

October 28, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Bello avere qualche giorno di relax prima del rush finale! La trasferta in Estremo Oriente è stata molto lunga e fa sempre piacere tornare a casa e rilassarsi un po’, in attesa di ripartire per le ultime due gare della stagione, in Brasile e ad Abu Dhabi.

Sono tornato al comando della classifica del campionato, da cui mancavo dalla gara in Australia. Peraltro, sappiamo che con questo sistema di punteggio e con i distacchi che ci sono le posizioni contano relativamente: basta una gara – lo abbiamo visto in Corea – a ribaltare la situazione. Comunque, sempre meglio essere davanti che dietro! Sapere che il raggiungimento dell’obiettivo dipende da noi ci dà un filo in più di tranquillità ma non cambia minimamente il nostro approccio. Dovremo cercare di fare il massimo, sfruttando appieno tutto il potenziale a disposizione. L’unica differenza è che basterà, per così dire, stare davanti ai nostri avversari diretti, senza dover fare troppi calcoli.

Le cifre della seconda parte della stagione sono significative – 133 punti in sette gare, 90 nelle ultime quattro – e viene da pensare che sarebbe stato bello iniziare la stagione a Hockenheim. Eppure da parte nostra non è che sia cambiato qualcosa di speciale nel nostro modo di lavorare: è solo che siamo riusciti a inanellare una serie di weekend positivi dall’inizio alla fine mentre prima, qualche volta e per vari motivi, non era stato così. Ci era mancata quella costanza di risultati che poi è arrivata. La macchina era sempre stata abbastanza competitiva, con differenze da circuito a circuito, come peraltro è avvenuto anche in seguito: certo, abbiamo migliorato molto il livello della prestazione in questi ultimi tre mesi.

Negli ultimi anni Interlagos ha offerto spesso delle gare molto emozionanti, sia per le sue caratteristiche che per il fatto che le condizioni meteorologiche sono molto mutevoli. Questo sarà un fattore molto importante e dovremo essere pronti ad affrontare nella maniera migliore i diversi scenari. Il tempo sul giro è piuttosto corto, quindi ci potremo aspettare distacchi più contenuti del solito: ciò significa che ogni piccola sbavatura conterà ancora di più perché basteranno uno o due decimi per avere sette o otto macchine dietro o davanti. Bisognerà essere perfetti.

In teoria siamo ancora in cinque in lotta per il titolo ma è chiaro che per Button la situazione è complicata. Non sono tanto i punti di distacco a dirlo – abbiamo visto tre anni fa come andò a finire – quanto il fatto che sono ben quattro i piloti davanti a lui ed ipotizzare che tutti non facciano punti è dura.

Ho naturalmente dei bei ricordi di questa pista perché lì vi ho conquistato i due titoli iridati, nel 2005 e nel 2006. Ogni volta che vado a San Paolo è un’emozione speciale e c’è davvero una bella atmosfera. Non voglio in alcun modo pensare che la storia possa ripetersi per la terza volta: so che esiste una teorica possibilità ma per me non conta. Vogliamo affrontare questo Gran Premio come abbiamo fatto con tutti gli altri, concentrati su noi stessi, con i piedi per terra, cercando di lavorare bene e senza commettere errori con l’obiettivo di battere i nostri rivali. L’ho detto sempre e lo ripeto ancora una volta: i conti li faremo ad Abu Dhabi.

 

Il primo feeling è positivo

October 20, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato ieri sera a Seul e stamattina sono ripartito per raggiungere Yeongam, la sede della prima edizione del Gran Premio di Corea. Dopo pranzo ho fatto un salto in circuito perché avevo voglia di vedere dal vivo com’è il tracciato. Devo dire che la prima impressione è positiva. Innanzitutto non ci sono grandi sorprese: c’è una corrispondenza fra quello che avevamo visto al simulatore nelle scorse settimane e la realtà. Mi sembra un circuito molto interessante e divertente per la guida, soprattutto nell’ultimo settore. A che pista assomiglia? E’ un misto di vari tracciati. Il primo settore ricorda molto il Bahrain: lunghi rettilinei con brusche frenate che portano a curve da 180°. Il secondo richiama la Turchia, in particolare la curva 11 che ti fa pensare alla 8 di Istanbul, mentre l’ultimo è simile al terzo di Abu Dhabi.

Quando si arriva su una pista nuova c’è ancora più voglia di guidare quindi saranno molto lunghi i due giorni che ci separano dal primo giro, in programma venerdì mattina. Penso che potremo assistere ad una gara spettacolare: ci sono almeno un paio di punti dove i sorpassi sembrano possibili, in particolare alla staccata della curva 3 dove si arriva al termine di un rettilineo lungo oltre un chilometro. Ci sarà molta azione lì al primo giro della gara, più di quella che vedremo dopo la partenza.

Ieri notte sono riuscito a vedere la partita del Real Madrid in Champions League e sono rimasto soddisfatto: il 2-0 al Milan è davvero un buon risultato.

 

Ancora in cinque in lotta per il titolo

October 12, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono a Tokyo per qualche giorno di relax nel mezzo di questa lunga trasferta in Estremo Oriente. E’ una città che mi piace tantissimo, sempre nuova ed interessante ed è un piacere potervi trascorrere un po’ di tempo. Il bilancio del Gran Premio del Giappone resta positivo, anche a mente fredda. Siamo in una fase della stagione in cui un weekend negativo può costare carissimo ed essere usciti da una gara che ci aspettavamo difficile con un bel terzo posto è stato importante. Certo, speravamo che magari la situazione sarebbe stata diversa a Suzuka ma non dobbiamo dimenticarci che quello è un tracciato che sembra essere disegnato apposta per esaltare le qualità della Red Bull. Già da venerdì avevamo capito che sarebbe stata dura e, anche se eravamo preparati, rimane sempre un po’ di dispiacere per non aver potuto lottare per la vittoria. Ora però dobbiamo archiviare questo fine settimana e concentrarci sulla prossima gara, dove sappiamo che dovremo cercare di alzare il livello della nostra prestazione: un altro quinto posto in qualifica non sarebbe certo d’aiuto.

In Corea dovremo attaccare perché ormai bisogna recuperare assolutamente dei punti su Webber: perdere ulteriore terreno renderebbe la situazione più complicata. Abbiamo lavorato per qualche giorno al simulatore sul nuovo tracciato: i primi due settori sono molto veloci con dei bei rettilinei mentre l’ultimo ricorda la parte finale del tracciato di Abu Dhabi. La sede stradale è larga, il che dovrebbe agevolare i tentativi di sorpasso. Sono sempre curioso di scoprire una nuova pista, sia dal punto di vista personale che professionale. Già da mercoledì della settimana prossima cercherò di scoprire se le simulazioni sono state sufficientemente accurate e poi avremo un po’ più di chilometri a disposizione il venerdì rispetto al solito per trovare il giusto feeling con la pista.

Continuo a pensare che la lotta per il titolo sia aperta a cinque piloti. Troppe volte quest’anno abbiamo visto rientrare in gioco qualcuno che sembrava tagliato fuori e ciò potrebbe ripetersi nuovamente. E’ peraltro vero forse l’unico a potersi permettere un weekend negativo è Webber: per tutti gli altri vorrebbe dire forse abbandonare ogni chance, soprattutto per quelli che oggi si trovano più indietro. Il Gran Premio di Corea può quindi cominciare ad essere decisivo per qualcuno e per me sarà importante anche poter contare sul mio compagno di squadra, Felipe. So che avrà una gran voglia di rifarsi dopo due risultati negativi e ha tutte le capacità per tornare a salire sul podio. Inoltre, sarà molto utile lavorare insieme per scoprire tutti i segreti del nuovo tracciato in modo da preparare le nostre monoposto nella maniera migliore: in un momento come questo c’è bisogno di ogni dettaglio per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi.

 

Tanti bei ricordi a Suzuka

October 6, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato a Suzuka ieri nel tardo pomeriggio e ho trovato subito una sorpresa. Il ristorante italiano “Campanella”, tradizionale ritrovo di tanta gente della Formula 1, non esiste più. Peccato, perché lo frequentavo sin dalla prima volta che venni a Suzuka, alla fine degli anni Novanta, quando corsi qui con i kart. Ero nello stesso hotel dove sono adesso e tanti bei ricordi di questo circuito sono legati proprio a quella prima esperienza. Certo, c’è stato anche il successo del 2006, fondamentale per il mio secondo titolo iridato. So bene che quella gara fa tornare alla mente qualcosa di spiacevole per tanta gente dentro e fuori la Ferrari ma così sono le corse: vincere su questo tracciato dà un’emozione speciale perché è una delle piste più difficili del mondo. Per riuscirci bisogna avere una macchina molto forte dal punto di vista aerodinamico: per certi versi, è simile a Silverstone e a Barcellona. C’è un primo settore molto particolare, caratterizzato da una prima curva molto lunga e da una serie di Esse che, se non percorse nella maniera migliore, possono influenzare pesantemente il tempo sul giro. E’ una pista molto esigente anche per la meccanica e dal punto di vista del pilotaggio. Come ho già detto nei giorni scorsi, la F10 si è dimostrata competitiva in circuiti molto differenti fra loro come quelli di Monza e Singapore quindi non ci sono motivi apparenti per cui non debba esserlo anche a Suzuka. Poi, per cominciare a capire davvero dove saremo, bisognerà attendere venerdì pomeriggio, quando avremo svolto le prime due sessioni di prove libere.

Mi piace il Giappone, è uno dei miei Paesi preferiti. Mi piace per il cibo e per la cultura, entrambi così diversi dalla nostra tradizione europea. E poi c’è Tokyo, una città bellissima, che è sempre molto interessante. Correre a Suzuka è speciale, anche per l’entusiasmo che danno i tifosi giapponesi, davvero appassionati. Speriamo di poter offrire loro un bello spettacolo questo fine settimana.

 

Ora viene il bello

October 1, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono tornato da qualche giorno a casa, in Svizzera. E’ il momento per rilassarsi e per fare il pieno di energie in vista del rush finale di una stagione intensissima. Il weekend di Singapore è stato molto stressante dal punto di vista fisico, soprattutto a causa dell’umidità e della disidratazione. Per questo ho continuato a bere molto facendo sport in maniera molto blanda, proprio per reintegrare completamente il fisico.

Mi sono tenuto sempre in contatto con la squadra e so che a Maranello c’è stata tanta gioia per la vittoria di domenica scorsa. Giusto, anch’io sono felice ma sappiamo bene che il difficile arriva adesso. Questi due successi consecutivi ci sono serviti per ridurre il gap che avevamo accumulato ma non siamo certo ancora in testa! Ora inizia il bello, la sofferenza vera, il momento in cui tutti dovremo mettercela tutta, senza fare il minimo passo indietro. La corsa al titolo è ancora aperta a cinque piloti. Tante volte quest’anno si è visto come la situazione cambiasse in fretta quindi tutto può ancora accadere. Certo è che se qualcuno dei cinque dovesse fare ancora un passo falso, allora sarebbe tutto pi difficile. Io resto della mia idea: l’importante è andare sempre sul podio, poi i conti si faranno ad Abu Dhabi.

Le vittorie di Monza e di Singapore ci danno fiducia, soprattutto perché arrivano dopo una stagione difficile, che ci ha visto più volte appesi ad un filo nella lotta per il titolo. Aver vinto su due piste così diverse ci dà la conferma che disponiamo di una macchina molto versatile e ci fa affrontare le prossime gare senza paura. Mi hanno chiesto se sia stato più bello il successo di Singapore o quello di Monza. Beh, anche se vincere è bellissimo, dovunque lo si faccia, devo dire che farlo in Italia alla guida di una Ferrari mi ha dato un’emozione davvero unica e speciale.

 

Un benvenuto sotto l’acqua

September 22, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono appena arrivato a Singapore, dove da domani comincia un weekend molto importante per la nostra stagione. Come benvenuto ho trovato un bel temporale che però non ha abbassato di molto la temperatura, anzi, se possibile, ha aumentato l’umidità. Nelle due precedenti edizioni non abbiamo mai girato sotto la pioggia e le previsioni per questo fine settimana non sono particolarmente incoraggianti. Ci sarà quindi un ulteriore elemento di imprevedibilità in un Gran Premio già di per sé incertissimo.

Mi piace tantissimo l’atmosfera che si respira in questa gara: correre in notturna è stata davvero un’ottima idea. L’orario insolito non mi ha mai dato problemi: ho scelto di arrivare il più tardi possibile perché durante i prossimi giorni continuerò a mantenermi sul fuso orario europeo: a letto a tarda notte e colazione nel primo pomeriggio, tanto per fare un esempio. Nei due anni precedenti ha funzionato alla perfezione, anche grazie ad alcuni piccoli accorgimenti segreti, quindi non c’è ragione per cambiare questo tipo di approccio.

Per quanto si è visto nelle prime due edizioni questo tracciato si sposa piuttosto bene con il mio stile di guida: i due piazzamenti sul podio in altrettante gare mi hanno fatto arrivare qui con una certa fiducia. So bene che un nuovo piazzamento fra i primi tre sarebbe molto importante per la classifica e sono convinto che, se sapremo fare tutto alla perfezione, ce la potremo fare. Lo abbiamo dimostrato nel precedente weekend di gara a Monza e abbiamo tutte le carte in regola per ripeterci anche a Singapore.

Il tracciato assomiglia abbastanza a quello di Monte Carlo come caratteristiche tecniche: lento, con tante ondulazioni e con la necessità di avere tanto carico aerodinamico. E se nel Principato la F10 si era comportata piuttosto bene – lasciamo stare come sono andate le cose dal punto di vista personale … - allora c’è un altro fattore su cui contare per affrontare con fiducia questo appuntamento. Detto questo, nessuno di noi si scorda le parole che ci ripete costantemente il nostro capo, Stefano Domenicali: manteniamo i piedi per terra, restiamo umili e concentrati perché i nostri avversari sono molto forti e altrettanto determinati.

 

Grazie ancora a tutta la Gestione Sportiva

September 14, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Ho vissuto momenti molto emozionanti in queste mie giornate italiane. Sentire i tifosi così vicini, poter quasi toccare con mano il loro calore è stato davvero qualcosa di speciale. La passione per la Ferrari si respira dovunque nel mondo ma qui è ancora più forte: ho avuto la fortuna di essere alla guida di una macchina italiana che vince il Gran Premio d’Italia. Oggi ho avuto la possibilità di ringraziare tutte le persone della Gestione Sportiva che si erano radunate all’interno del padiglione della logistica: è stato bellissimo alzare ancora una volta il trofeo del primo classificato davanti alla gente che ha reso possibile questa vittoria, a cominciare dai ragazzi che hanno fatto il pit-stop.

Ero arrivato a Maranello domenica 5 settembre, fiducioso nelle nostre chance di riaprire il campionato ma ben consapevole che sarebbe stata molto dura. Ora, due giorni dopo la grande gioia di Monza, possiamo dire di aver fatto un bel passo in avanti. A Spa non eravamo andati bene così era difficile dire alla vigilia che cosa avremmo potuto davvero fare. Sapevamo però che, se avessimo fatto il nostro meglio, avremmo potuto dire la nostra e così è stato. Dovremo ripeterci nelle ultime cinque gare del campionato, questo deve essere il nostro obiettivo.

Nonostante lo zero di Spa, dove l’incidente del primo giro ha pesato come un macigno, io e la Ferrari abbiamo fatto più punti di tutti gli altri in queste ultime quattro gare. Ciò che ci dà ancora più fiducia è il fatto che questi risultati siano arrivati su piste dalle caratteristiche molto differenti fra loro, a conferma che la nostra macchina è piuttosto versatile. Ieri e oggi ho lavorato un po’ al simulatore – ho potuto avere un primo feeling del tracciato coreano di Yeongam - e sono stato insieme ai nostri tecnici per capire quali aggiornamenti ci saranno a Singapore.

Oggi pomeriggio sono partito per Madrid, dove questa sera parteciperò ad un programma televisivo in Spagna che si chiama “El Hormiguero”, che significa il formichiere: sarà una serata divertente!

 

A Monza una gara molto importante e delicata

September 7, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono qui a Maranello per preparare un appuntamento speciale, il mio primo Gran Premio d’Italia come pilota della Scuderia Ferrari Marlboro. Dal punto di vista tecnico, la gara di Monza è molto diversa da tutte le altre: i suoi lunghi rettilinei richiedono un livello di carico molto basso e, quindi, soluzioni aerodinamiche particolari. Ma la particolarità di Monza non è ovviamente soltanto questa: è la gara di casa della Ferrari e, per quanto la nostra sia una squadra che affronta con il massimo impegno ogni Gran Premio, sempre con l’obiettivo di vincere, però è chiaro che c’è una gran voglia da parte di tutta la gente di Maranello di fare bene davanti ai nostri tifosi. Lo si legge sui volti di ognuno di loro, anche perché fra i tifosi in tribuna ci saranno dei loro familiari e dei loro amici.

Anche se non è più possibile fare dei test in pista a Fiorano, come accadeva fino a qualche anno fa, sono molto spesso a Maranello fra una gara e l’altra. Sin dal primo giorno ho trovato un bellissimo ambiente in fabbrica: tutti sono molto amichevoli e ti fanno sentire subito parte del gruppo. A parte il lavoro – c’è sempre qualcosa da fare: al simulatore o nelle riunioni con i tecnici - troviamo sempre il tempo per passare un po’ di tempo insieme in amicizia, vuoi facendo una partitella a pallone vuoi andando in giro in bicicletta o stando insieme a cena. E poi c’è il cibo, che qui è fantastico!

Siamo in un momento delicato della nostra stagione, inutile nascondercelo. Se a Monza non dovessimo raccogliere un punteggio importante e i nostri avversari principali dovessero fare il pieno e prendere il largo in classifica allora la situazione in classifica diventerebbe molto difficile. Non voglio dire che sarebbe impossibile raggiungere il nostro obiettivo perché in Formula 1 questa parola non esiste però siamo consapevoli della situazione e siamo pronti a reagire ad ogni evenienza.

Come avevo detto la scorsa settimana, a Spa la prestazione della F10 è stata inferiore alle aspettative. I tecnici hanno analizzato attentamente i dati della gara e del test aerodinamico che Giancarlo Fisichella ha svolto sul rettilineo di Vairano. Sono emerse delle indicazioni che ci hanno fatto comprendere cosa non abbia funzionato a dovere e le abbiamo messe a posto per il prossimo appuntamento. Sono quindi fiducioso sulle nostre possibilità di poter tornare a lottare per il podio, come avevamo fatto prima della pausa estiva.

 

A Monza per recuperare il terreno perduto

August 31, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Non è stato il Gran Premio del Belgio che ci aspettavamo, questo è certo. Credo che la chiave di volta della mia gara sia stata il primo giro. Ero partito bene e avevo recuperato già qualche posizione. La macchina rispondeva bene e c’erano tutte le possibilità per ottenere un piazzamento sul podio. Invece sono stato costretto a rientrare subito ai box e tutto è cambiato. Nonostante la rimonta mi ero ritrovato in zona punti soltanto perché un paio di macchine davanti a me si erano ritirate: questo fa capire quanto difficile sia stata la corsa. L’uscita di pista non ci voleva ma non avrebbe fatto una grande differenza: con la pioggia era sfumata anche la possibilità di guadagnare qualche posizione attraverso la strategia. Quest’anno sembra che i primissimi giri non mi siano particolarmente favorevoli: in cinque gare su tredici mi sono ritrovato nelle retrovie, vuoi per i nostri errori vuoi per episodi indipendenti dalla nostra volontà, com’è accaduto due giorni fa in Belgio. Ho sempre detto – e lo ripeto – che in una stagione la fortuna e la sfortuna si bilanciano: allora speriamo che d’ora in poi si possa recuperare il credito!

La prima finale è andata male ma ne restano ancora sei da disputare. Alla vigilia avevo detto che chi avrebbe fatto meglio in queste sette gare si sarebbe aggiudicato il titolo: è chiaro che adesso siamo in tre a dover recuperare il terreno perduto a Spa. Con questo sistema di punteggio e con questo alternarsi di risultati sono convinto che ci siano ancora delle chance importanti. Ci sono 150 punti in palio, abbastanza per rovesciare la situazione. Dobbiamo rimanere calmi e concentrati per provare a recuperare subito il terreno perduto. Certo, non ci nascondiamo che la gara di Monza sarà molto importante. Sul nostro circuito di casa dovremo fare di tutto per non perdere più punti: un bel risultato ci darebbe una grande spinta. Se le cose dovessero andare male non sarebbe finita ma sarebbe un brutto colpo per il morale.

Correre a Monza per la prima volta come pilota Ferrari sarà sicuramente una bella emozione. Siamo una squadra composta al 95% da italiani e si sente quanta passione e quanta voglia di fare bene ci sia per un appuntamento speciale. Non vedo l’ora di essere lì e spero di vedere le tribune piene di tifosi: abbiamo bisogno del loro appoggio.

 

Tanta voglia di tornare in pista

August 25, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono state delle vacanze molto rilassanti quelle che si concludono oggi, alla vigilia della partenza per il Belgio. Subito dopo il Gran Premio d’Ungheria sono stato a Maranello per lavorare al simulatore e con i miei ingegneri e poi, dopo una puntata a Madonna di Campiglio per la presentazione del volume sul ventennale di Wrooom, sono ritornato a casa. In questi giorni ho cercato di rimanere fra la Svizzera e la Spagna, senza fare lunghi viaggi: ci attende un finale di stagione piuttosto stressante e non ci tenevo a vedere troppi alberghi ed aeroporti.

In realtà, il mezzo di trasporto che ho usato di più è stata la bicicletta. Oltre al consueto allenamento, mi sono divertito a fare una “mini Vuelta” nella regione intorno ad Oviedo: cinque tappe insieme ai miei amici più cari che sono state molto divertenti. Tre settimane sono un periodo sufficiente per riuscire a staccare la spina, almeno dopo qualche giorno. Ho approfittato di questo tempo per ricaricare le batterie in vista del finale di stagione, come credo che abbiano fatto tutti: ce n’era bisogno, dopo un mese di luglio particolarmente intenso.

Ora ho molta voglia di tornare in pista ma in maniera positiva, senza nessuna ansia, anzi con tanta tranquillità. Sono contento che si ritorni a gareggiare su due piste così particolari come quelle dove si svolgono i Gran Premi del Belgio e d’Italia. Il tracciato belga è forse il più affascinante di tutto il calendario mentre l’appuntamento di Monza sarà per me qualcosa di speciale, considerato che rappresenterà il mio debutto agonistico da ferrarista davanti al pubblico italiano, per di più su un circuito così importante per la storia dell’automobilismo.

Ho delle sensazioni positive dopo le buone gare disputate in Germania e in Ungheria. Come dicono gli inglesi, “keep the momentum”: questo deve essere il nostro obiettivo a Spa, cioè proseguire sulla strada iniziata prima delle vacanze. I risultati di Hockenheim e di Budapest non sono stati importanti soltanto per la classifica dei due campionati ma anche per la fiducia che ci hanno dato. Dobbiamo continuare così.

 

La continuità la chiave di volta per vincere

August 3, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono a Maranello per qualche giorno per preparare nella maniera migliore la parte finale della stagione, in particolare il Gran Premio del Belgio, la prima gara in calendario dopo la pausa estiva.

Stiamo entrando nell’ultimo terzo del campionato ed è tempo di fare un bilancio. Credo che dobbiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto finora. Siamo ancora in lotta per il campionato e questa è la cosa più importante. Vero, ci sono state gare buone ed altre meno buone, così come ci sono stati momenti fortunati e altri dove la sfortuna ci ha seguito con grande attenzione ma credo che tutto alla fine si compensi. Abbiamo ridotto la distanza considerevolmente rispetto alla vetta del campionato in queste ultime due gare. Siamo in cinque racchiusi in appena venti punti ed è come partire tutti alla pari: da qui alla fine del campionato ci aspettano sette finali.

Dobbiamo avere molto rispetto per tutti. La McLaren è stata molto forte, in particolare con Hamilton, e la Red Bull ha dimostrato di avere dovunque una macchina competitiva. E’ il momento di rimanere freddi, senza lasciarsi prendere dallo stress e dalla tensione, che salirà gara dopo gara, in pista e fuori: dovremo essere bravi a gestire questa situazione, con tutta la calma necessaria.

Puntiamo sempre a vincere e non averne avuto la possibilità a Budapest non ci ha fatto sicuramente piacere. Sappiamo però che esistono circuiti che sono più favorevoli alla nostra macchina e altri che saranno più favorevoli ai nostri avversari: noi dovremo cercare di sfruttare di vincere le gare dove la macchina andrà forte ed arrivare secondi nelle altre, come abbiamo fatto a Budapest. La continuità sarà la chiave per vincere il titolo. E’ stato sorprendente vedere come in appena una settimana i rapporti di forze in campo fra noi e la Red Bull siano mutati! In realtà credo che la nostra prestazione sia stata pressoché simile, soprattutto nei confronti di McLaren, Mercedes e Renault: è la Red Bull che forse in Germania non era molto competitiva mentre lo è stata ai massimi livelli in Ungheria su una pista perfetta per le caratteristiche della loro vettura.

La pausa arriva nel momento giusto. Il mese di luglio è stato molto intenso con tre gare in quattro settimane: piloti, meccanici e tutta la squadra necessitano un periodo di riposo dopo questa minivolata. Avevamo l’obiettivo di ridurre il distacco e lo abbiamo centrato. Ora è il momento di prendere la giusta concentrazione per affrontare nella maniera migliore le ultime sette gare.

In queste settimane non farò nulla di speciale. Dopo questi giorni a Maranello me ne starò con la famiglia fra la Svizzera e la Spagna: niente viaggi, niente aeroporti, solo relax!

Nella mia carriera mi sono trovato tre volte davvero in lotta per il titolo, dal 2005 al 2007. In due occasioni ho fatto la lepre, quindi posso capire la differenza fra le diverse situazioni anche se non cambia poi granché. Quando si è al comando c’è tanto stress perché ogni volta che si perdono dei punti ma quando si è in recupero c’è la consapevolezza che non si possono commettere errori, anche se è bella la sensazione che si respira in una squadra quando comincia la rimonta. Come ho detto prima, per noi la cosa più importante da qui al Gran Premio di Abu Dhabi è cercare di salire sempre sul podio: non sarà fondamentale vincere ad ogni costo ma chi fa sei o sette podi sarà campione.

Fra qualche settimane saremo a Spa, sicuramente il circuito più divertente per un pilota. E’ un tracciato molto lungo, con tutti i tipi di curve, salite e discese: come emozioni è bellissimo. Ci sono dei circuiti altrettanto belli oltre a Spa: ad esempio, a me Sepang piace moltissimo e a Monaco c’è un’atmosfera particolare ma è chiaro che la pista delle Ardenne è unica.

 

Una vittoria frutto del lavoro della squadra

July 27, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Tutte le vittorie sono speciali. Vincere dà una grande emozione e il successo di Hockenheim non è stato da meno, soprattutto se penso a tutta la gente che ha lavorato tanto duramente a Maranello per raggiungere questa fantastica doppietta. Nessuno ha mai mollato e so quanta soddisfazione gli abbia dato vedere due Ferrari tagliare il traguardo davanti a tutti i nostri avversari. Era da più di un mese che avevamo detto che dovevamo ritornare a vincere almeno una volta prima della pausa estiva e finalmente ce l’abbiamo fatta. In alcune gare non siamo stati molto fortunati e, a causa di episodi, non siamo riusciti a portare a casa i punti che meritavamo. C’è stata un po’ di frustrazione per questa mancanza di risultati ma in Germania, invece, abbiamo per una volta avuto una gara normale in un weekend in cui non abbiamo avuto nessun problema di sorta e si è visto com’è andata a finire.

La vittoria non cambia però il mio approccio al resto del campionato. Eravamo perfettamente consapevoli prima di Hockenheim che la competitività della macchina era molto migliorata ed era questo che ci faceva essere così fiduciosi. Ora dobbiamo continuare in questa direzione, a cominciare dal prossimo weekend a Budapest. L’Hungaroring è un circuito speciale per me. Lì, nel 2003, conquistai la mia prima vittoria in Formula 1 e lì ho ottenuto l’ultima pole position, l’anno scorso. Di quel 24 agosto di sette anni fa non ricordo lo svolgersi della giornata perché le emozioni furono così forti che mi sembra che tutto sia successo ad una velocità incredibile: sarebbe bello riviverle questo weekend al volante di una Ferrari.

Il tracciato può essere quasi definito una pista di go-kart per monoposto di Formula 1. Ci sono tante curve in successione senza che ci siano punti dove un pilota possa riposarsi un po’ ed è fondamentale avere una macchina in grado di affrontare bene i tanti saltellamenti che caratterizzano l’asfalto e i cordoli. Dal punto di vista fisico e mentale è una gara piuttosto impegnativa ed è importante non lasciarsi prendere dalla foga e strafare perché gli errori si pagano a caro prezzo, soprattutto in qualifica. Meglio rimanere concentrati sul proprio lavoro e mettere insieme il proprio weekend perfetto, pezzo dopo pezzo. Questo sarà il nostro obiettivo, a partire da giovedì. L’ho già detto tante volte: il campionato è ancora lungo e i conti si faranno soltanto alla fine.

 

“Continuo ad avere fiducia perché la macchina è migliorata”

July 21, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Siamo alla vigilia di un periodo molto importante per la nostra stagione: nelle prossime due gare, in Germania e in Ungheria, sarà fondamentale raccogliere tanti punti per rimanere in corsa per il titolo. Inutile guardarsi indietro e piangerci addosso: sappiamo che dovremo essere perfetti e allora porteremo a casa i risultati che vogliamo, ne sono sicuro.

La scorsa settimana sono stato diversi giorni a Maranello. E’ stato importante essere vicino alla squadra in un momento così particolare e abbiamo anche potuto preparare nei minimi dettagli questi due weekend. Inoltre, ho partecipato ad alcune attività dell’azienda e dei nostri main partner di Philip Morris: fra l’altro, ho avuto così la possibilità di guidare una Formula 1 triposto, un’esperienza davvero divertente.

Tornando al campionato, voglio dire che la mia persistente fiducia non è campata in aria ma si fonda su dati di fatto. La nostra macchina è sensibilmente migliorata nelle ultime settimane, come si è visto anche su un tracciato teoricamente a noi ostico come quello di Silverstone. Il sistema di punteggio in vigore di quest’anno amplifica il valore reale dei distacchi ma, al tempo stesso, consente di fare recuperi importanti: è chiaro che bisogna ottenere dei risultati. Vi assicuro che ho sentito una grande determinazione nelle persone che lavorano a Maranello: vogliamo tutti la stessa cosa, tornare a vincere al più presto.

A Hockenheim avremo ulteriori novità sulla F10, in particolare una nuova versione del diffusore. Vedremo nelle libere del venerdì se porterà gli effetti sperati ma sono molto fiducioso, considerato che tutte le novità che abbiamo introdotto recentemente hanno reso secondo le aspettative. Il tracciato tedesco è uno dei più corti del mondiale, il che significa che i distacchi in qualifica saranno più limitati che altrove: anche in quest’ambito dovremo evitare il benché minimo errore perché due decimi in più o in meno può valere anche due file sullo schieramento di partenza.

 

Sono giorni “caldi” per lo sport spagnolo

July 5, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono dei giorni molto “caldi” per noi spagnoli. Sabato scorso battendo il Paraguay la nazionale di calcio è tornata dopo sessant’anni fra le prime quattro di un Mondiale e mercoledì si giocherà l’accesso alla finale contro la Germania. Non vedo l’ora di seguire questa partita, che non ha una favorita: del resto, è una semifinale e non potrebbe essere altrimenti. Chi è arrivato a questo punto del torneo è sicuramente forte e merita questo traguardo: perciò è impossibile dire chi abbia un vantaggio. Penso che il giocatore chiave per noi sarà Iniesta. Comunque vada, per noi è già un bellissimo risultato.

E’ iniziato anche il Tour de France, la corsa a tappe più affascinante dell’anno. Cercherò di seguirla per quanto possibile, facendo il tifo per il mio amico Alberto Contador. Credo che lui sia il favorito per la vittoria finale e non lo dico soltanto per il rapporto che ci lega ma perché penso che abbia tutte le carte in regola per fare il tris nella Grande Boucle.

Certo che è davvero un periodo fantastico per lo sport spagnolo. A giugno Pau Gasol ha conquistato il suo secondo anello nella NBA, ieri Rafa Nadal si è imposto per la seconda volta a Wimbledon dopo essersi già portato a casa il Roland Garros, Lorenzo sta volando verso il titolo iridato nella Moto GP. Non sono coincidenze ma il frutto di una generazione di atleti straordinari, cresciuta in un Paese che negli ultimi vent’anni è cambiato tantissimo: a partire dalla fine degli anni Ottanta e nel decennio successivo il numero degli impianti sportivi è aumentato in maniera incredibile – basta girare un po’ anche nelle cittadine più piccole e si trovano campi da calcio, da tennis e da basket ovunque e tutti pubblici - e c’è un approccio allo sport del tutto diverso. Questi sono i risultati e perciò credo che ci sia una base sufficientemente solida perché certi successi continuino nel tempo.

Ora torniamo al mio lavoro, anzi la mia prima passione, la Formula 1. Sono qui a Maranello per stare insieme alla squadra in questi giorni di vigilia del Gran Premio di Gran Bretagna. E’ un momento cruciale della stagione, con tre gare nello spazio di quattro settimane. Siamo pronti, sia dal punto di vista tecnico che da quello fisico. A Valencia abbiamo introdotto delle importanti novità sulla F10 e altre ne verranno portate a Silverstone e nelle gare successive. Il programma di sviluppo è molto intenso e penso che ne vedremo i suoi frutti. Anche dal punto di vista fisico ci siamo preparati con grande cura, sapendo che gli impegni sono molto ravvicinati e bisogna essere sempre al 100%.

A Silverstone ci attende un circuito modificato nella parte finale. Insieme ai tecnici stiamo studiando in questi giorni tutte le caratteristiche del nuovo tracciato analizzando le informazioni disponibili, come ad esempio le immagini delle gare di motociclismo che si sono svolte lì qualche settimana fa. Giovedì mattina faremo un sopralluogo insieme al mio ingegnere per vedere gli ultimi dettagli, in particolare per verificare la presenza di alcuni saltellamenti sulla traiettoria. La pista rimane abbastanza simile al passato, caratterizzata da tante curve molto veloci, il che non ci favorisce. Però è vero che la configurazione della F10 introdotta a Valencia dovrebbe darci un vantaggio proprio nelle curve veloci quindi meglio aspettare e vedere dove saremo: io resto ottimista. Poi c’è la pioggia, che a Silverstone non manca mai di fare da protagonista. Sarei molto sorpreso di avere un weekend tutto asciutto e noi dovremo comunque essere pronti ad adattarci ad ogni cambio di situazione.

 

“Rabbia trasformata in voglia di reagire”

June 29, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Non è stata la domenica che ci aspettavamo, questo è certo. La safety-car è arrivata nel momento peggiore per noi e ci ha rovinato la corsa. Domenica sera ero molto arrabbiato per tutto quello che è successo ma ora la rabbia si è trasformata in voglia di reagire, in energia positiva. Già ieri mattina la mia testa era proiettata sul prossimo Gran Premio, a Silverstone, dove cercheremo di mettere tutta questa energia accumulata in macchina per cercare di riprenderci quello che ci è sfuggito, per un motivo o per l’altro, a Valencia, anche se sappiamo che Silverstone non è una pista che, in teoria, è favorevole alle caratteristiche della nostra vettura.

Siamo stati particolarmente sfortunati sul momento in cui la safety-car è entrata in pista. Sarebbero bastati pochi secondi in più o in meno per cambiare totalmente la nostra gara. Non serve a molto ritornare sugli episodi che ne sono conseguiti. Ovviamente, a mente fredda, sono molto più tranquillo rispetto ai momenti immediatamente successivi alla fine della gara. In quei frangenti ci si esprime in maniera emotiva ed è facile usare dei toni e delle espressioni forti che possono essere male interpretati e dare adito a sospetti, cosa che non avevo alcuna intenzione di suscitare. Certo, capisco che il lavoro dei commissari sia difficile e che debbano essere prese decisioni non facili in tempi brevi. Quello che intendevo è che chi, come noi, ha rispettato le regole purtroppo, in questa circostanza, ha subito un danno molto maggiore di chi le regole le ha infrante e ha subito una penalità. E non mi riferisco a nessuno dei miei colleghi in particolare: è una questione generale e credo che ne dovremo parlare fra di noi in tutta tranquillità, per evitare che cose del genere si possano ripetere. Mi fa piacere sapere che la FIA ha reagito con prontezza, convocando una riunione straordinaria dello Sporting Working Group e ho fiducia, anzi ne sono certo, che tutti i punti sul tappeto saranno chiariti in maniera esaustiva.

Anche se il risultato di Valencia non è stato quello che volevamo, non è successo nulla di irreparabile. Vero, il distacco dalla vetta è salito a 29 punti ma non siamo nemmeno a metà del campionato. Siamo indietro di poco più di una vittoria quindi la situazione è apertissima. Le novità che abbiamo portato in Spagna ci hanno consentito di fare un passo avanti e di essere più vicini ai primi. Sono soddisfatto ma sono anche consapevole che dobbiamo continuare a spingere sullo sviluppo della F10 perché dobbiamo cercare di avere al più presto una macchina in grado di lottare per la pole e di avere un vantaggio sugli avversari. Se finora abbiamo accumulato 29 punti di distacco dal leader del campionato, vuol dire che nelle prossime dieci gare dovremo fare almeno 30 punti in più di chi è, di volta in volta, in testa.

Fra le cose più importanti successe domenica c’è il fatto che Mark Webber, protagonista di un incidente tanto spettacolare quanto spaventoso, sia rimasto praticamente indenne. Ciò significa che il lavoro fatto dalla FIA per la sicurezza ha dimostrato una volta di più di essere fondamentale e deve farci ricordare che, su questo fronte, non bisogna assolutamente mai abbassare la guardia.

Stasera sarò davanti al televisore per seguire la mia Spagna che si giocherà un posto nei quarti di Coppa del Mondo contro il Portogallo. E’ una partita difficilissima: secondo me ci saranno pochi gol e spero che quello decisivo lo segnerà uno spagnolo! Quanto a Cristiano Ronaldo, spero tanto che si tenga tutti i gol per la prossima stagione con il Real Madrid …

 

A Montreal siamo tornati alla normalità

June 15, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono tornato in Svizzera già ieri mattina: con la gara iniziata alle 12 credo che tante persone del mondo della Formula 1 ne abbiano approfittato per fare rientro a casa in fretta. Con il passare delle ore, il senso di delusione per una vittoria che era alla nostra portata ha lasciato spazio alla consapevolezza di aver ottenuto un ottimo risultato. Bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno: chi avrebbe detto giovedì che avremmo accolto un piazzamento sul podio con insoddisfazione? Siamo stati sempre competitivi per tutto il fine settimana, tanto in qualifica quanto in gara è questo è molto positivo. Siamo tornati lì dove siamo stati praticamente in tutte le gare precedenti: l’unica eccezione è stata la Turchia dove, per vari motivi, abbiamo avuto un Gran Premio dove tutto è andato per il verso sbagliato, sotto ogni punto di vista. La normalità è quella di Montreal, di Monaco, di Melbourne, di Sakhir e di tutte le altre piste dove abbiamo sempre lottato per il podio. Magari i risultati non sono sempre stati pari al potenziale a disposizione ma credo che questo possa essere valido per tutte le tre squadre di vertice. In queste prime otto gare della stagione ci è capitato di tutto - errori, problemi di affidabilità, sfortuna – ma siamo ancora in piena lotta per entrambi i campionati. Lo stesso discorso lo possono fare anche la McLaren e la Red Bull: tutti hanno lasciato punti per strada.

La gara di Montreal è stata molto spettacolare e ricca di episodi, non solo per la natura del circuito ma anche per le diverse strategie che sono state scelte dalle squadre in funzione del rendimento delle gomme. Penso che gli spettatori – in tribuna e davanti alla televisione – si siano divertiti molto ma vi assicuro che per noi piloti e per le squadre è stato un weekend difficile e stressante perché non si sapeva mai davvero come avrebbero reagito gli pneumatici nelle varie situazioni.

Il prossimo appuntamento è a Valencia, nel mio Paese. Sarà bello poter correre davanti ai miei tifosi e mi piacerebbe salire ancora sul podio, visto anche che a Valencia non ce l’ho mai fatta. Avremo delle novità importanti sulla F10 che, spero, ci potranno consentire di alzare il livello della nostra prestazione. Successivamente, abbiamo in programma altri sviluppi che dovrebbero arrivare in Inghilterra e in Germani. Questo per dire che il Gran Premio d’Europa sarà semplicemente la nona prova del mondiale, non una gara da ultima spiaggia per la Ferrari, come ho sentito dire in giro da qualcuno. Ma come, non siamo nemmeno a metà campionato – dopo Valencia ci saranno ancora dieci Gran Premi da disputare – e si parla in questo modo? L’ho già detto tante volte e lo ripeto anche oggi: questa è una corsa a tappe e il traguardo finale sta ad Abu Dhabi e ci si arriva a fine novembre. Tanto deve ancora succedere e le cose possono cambiare in fretta, in un senso o nell’altro. Qualcuno si è forse dimenticato che l’anno scorso Kimi, nella fase centrale della stagione e con una macchina sempre meno competitiva, era stato il pilota che aveva fatto più punti?

 

Felice per Felipe: la stabilità è importante

June 9, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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E’ ancora mercoledì ma sono già in pista per parlare finalmente di persona con la squadra dopo che, nei giorni successivi alla gara di Istanbul ci siamo tenuti in contatto telefonicamente e via email. Sono arrivato a Montreal lunedì sera e ieri ho trascorso la giornata in una località nei dintorni allenandomi in bicicletta: la natura qui intorno è molto bella.

Sento che c’è una grande voglia di riscatto dopo il difficile weekend in Turchia e che tutti stanno dimostrando quella reazione che mi aspettavo. Alla Ferrari si respira dovunque passione per le corse, l’ho capito sin dal mio primo giorno a Maranello, e so benissimo che a nessuno piace perdere e che tutti spingono al massimo per mettere a disposizione di noi piloti una macchina competitiva.

Oggi è stata ufficializzata la notizia del prolungamento del contratto di Felipe fino alla fine del 2012. Mi fa molto piacere perché così abbiamo la certezza di lavorare con lo stesso gruppo per altri due anni: la stabilità è molto importante per il successo di una squadra. Mi trovo molto bene con Felipe: c’è un grande rispetto fra noi e si è creata subito quell’armonia necessaria per stare bene insieme a lungo. Ho visto quanto i ragazzi siano affezionati a lui, si vede che è diventato parte della famiglia Ferrari.

Si è parlato tanto in questi giorni del ritardo nello sviluppo della nostra macchina. Non è esatto dire che lo sviluppo si è fermato dopo il Bahrain: non è un caso che nelle prime quattro gare il distacco in termini di decimi dalla Red Bull sia sempre rimasto fra i tre e i quattro decimi: posto che loro portavano degli aggiornamenti ad ogni gara e che noi facevamo la stessa cosa, allora significa che anche le nostre soluzioni erano almeno altrettanto efficaci. Quello che è vero è che in Spagna non abbiamo fatto il passo avanti che ci aspettavamo mentre gli altri lo hanno fatto più grande del nostro. Così si spiegano le difficoltà che abbiamo avuto a Barcellona e, soprattutto, a Istanbul. Quanto all’ala posteriore soffiata, credo che sia stato utile lavorarci sopra, anche se ancora non siamo riusciti a sfruttarla nella maniera più efficace. Peraltro, vedo che anche altre squadre ci stanno lavorando assiduamente ma fanno ancora tanta fatica mentre chi aveva in macchina questa soluzione sin dall’inizio mantiene ancora un ovvio vantaggio.

Ho molta fiducia nella nostra squadra e sono convinto che qui in Canada vedremo una situazione diversa rispetto a quella della Turchia. E’ un circuito più simile a quelli dove siamo stati più competitivi finora in questa stagione e credo che potremo dire la nostra. La situazione in campionato è ancora apertissima ma è chiaro che dobbiamo tornare a lottare per un posto sul podio il prima possibile.

 

Ho fiducia nella capacità di reazione della squadra

June 1, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Il Gran Premio di Turchia è stato il peggiore della stagione, su questo non ci sono dubbi. Non siamo stati competitivi come prestazione rispetto a McLaren e Red Bull e, in qualifica, abbiamo fatto tanta fatica, anche rispetto a team che fino ad oggi erano alle nostre spalle. Non sono riuscito ad entrare in Q3 e ciò ha compromesso la mia gara: quando si parte dal dodicesimo posto c’è poco che si possa fare.

Domenica ho fatto il possibile: l’obiettivo era quello di limitare i danni e credo che ci siamo riusciti. Nel primo giro non ho perso posizioni, cosa non facile visto che partivo dalla parte sporca della pista – poi e sono riuscito a superare qualche macchina grazie ad una buona scelta strategica nel pit-stop. Poi è cominciata la parte più noiosa della gara. Ero l’ultimo di un plotone che comprendeva le due Mercedes, le due Renault e le due Ferrari: avevamo tutti più o meno lo stesso passo, quindi sorpassare era molto complicato. All’inizio ho cercato di preservare gli pneumatici per vedere se ci poteva essere una chance negli ultimi giri. In effetti, Petrov alla fine era più in difficoltà di me con le gomme e ne ho approfittato superandolo a quattro giri dalla bandiera a scacchi. Non è stato comunque facile e, nel contatto, ho anche riportato un danno ad un cerchione: fortunatamente sono riuscito a finire la corsa senza problemi portando a casa almeno qualche punto.

Mi dispiace non aver potuto celebrare in maniera degna il Gran Premio numero 800 nella storia della Ferrari. A Istanbul non siamo stati abbastanza veloci e dobbiamo reagire subito.

Il campionato è ancora apertissimo e tutto da giocare. Sono al quarto posto in classifica e i punti di distacco dalla vetta sono quattordici: se fosse in vigore ancora il vecchio sistema di distribuzione dei punti le lunghezze di ritardo sarebbero quattro. E’ chiaro però che ci serve uno scatto in avanti nello sviluppo della macchina. Nelle prime quattro gare abbiamo tenuto il passo dei nostri avversari diretti ma, all’arrivo in Europa, non è stato più così. Quando ero un avversario della Ferrari ammiravo la capacità di reazione di questa squadra, probabilmente la migliore nello sviluppo durante la stagione. Gli uomini sono gli stessi quindi non ci sono ragioni per cui non debba accadere la stessa cosa quest’anno: ho fiducia nella nostra squadra e, soprattutto, nella voglia di vincere che abbiamo tutti, dal primo all’ultimo. A Valencia ci sarà un pacchetto di novità importante che ci dovrebbe far fare un bel passo in avanti ma sono convinto che già in Canada vedremo una situazione diversa. Il circuito di Montreal si adatta meglio di altri alle caratteristiche della F10 e penso che saremo sicuramente più competitivi.

 

Un bel risultato per festeggiare gli 800 Gran Premi

May 26, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono arrivato questa sera a Istanbul dopo aver trascorso un paio di giorni a Maranello. Insieme alla squadra abbiamo lavorato intensamente per preparare nella maniera migliore questa settima prova del Mondiale, un appuntamento che avrà un sapore speciale per tutta la Ferrari. Sarà proprio a Istanbul che la Scuderia celebrerà il suo ottocentesimo Gran Premio in Formula 1, un traguardo straordinario. Il mio capitolo in questa storia eccezionale è iniziato da pochi mesi ed è lungo appena sei paragrafi ma ho già avuto modo di capire quanto sia speciale far parte di un mito come la Ferrari.

Oltre al lavoro con la squadra, che mi ha visto impegnato anche al simulatore, ieri ho avuto il tempo di dedicarmi ai miei due sport preferiti, il calcio e il ciclismo. Ieri pomeriggio sono stato alla tappa del Giro d’Italia insieme a Stefano Domenicali ed è stata una bellissima esperienza. Era in programma una cronoscalata – da San Vigilio di Marebbe a Plan de Corones – e ho seguito metro dopo metro la prova del mio amico Carlos Sastre, rimanendo a bordo della moto d’appoggio. Mi piace allenarmi in bicicletta ma mi piace anche seguire anche i grandi eventi. Ero già stato al Tour de France e alla Vuelta ma mai al Giro: c’era un’atmosfera bellissima, con un grande tifo, soprattutto per i corridori italiani. Io ho cercato di dare il mio sostegno a Carlos e agli altri spagnoli: uno di loro è ancora in maglia rosa e sono stato contento di poter essere con lui sul podio quando l’ha indossata nuovamente dopo la tappa.

In serata, a Modena, ho giocato a calcio nella partita di beneficenza fra la squadra di Telethon e la Nazionale Italiana Cantanti. Anche lì c’era tantissimo entusiasmo, con lo stadio praticamente esaurito: gli italiani fanno sentire in maniera straordinaria il loro calore e questa volta c’era anche una motivazione speciale, quella di raccogliere fondi per la ricerca medica.

Con la gara di Istanbul inizia il secondo terzo del campionato e tutti i giochi sono ancora molto aperti. Anche se la Red Bull finora è stata la macchina più competitiva c’è un grande equilibrio, con almeno cinque, sei piloti che sono in lotta per il titolo. Spero che ci sarà una gara “normale”, nel senso che non debba ritrovarmi ancora una volta nelle retrovie dopo pochi giri, com’è accaduto, per una ragione o per l’altra, in quattro delle prime sei corse della stagione. Abbiamo tutto il potenziale per essere competitivi e sarebbe fantastico poter celebrare il Gran Premio numero 800 della Scuderia con un bel risultato!

 

Ancora più uniti dopo un weekend in agrodolce

May 18, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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E’ stato un Gran Premio di Monaco in agrodolce per me. E’ chiaro che il bilancio in termini di punti è negativo, soprattutto perché avevamo tutte le carte in regola per lottare per la vittoria. Venivamo dal weekend di Barcellona, dove non avevamo il passo per vincere mentre sul tracciato monegasco, dove l’aerodinamica è meno importante, eravamo più competitivi. Quando si ha una macchina facile da guidare – e la F10 lo è, come ci siamo accorti subito Felipe ed io, sin dal primo test a Valencia – si acquisisce velocemente fiducia, il che è fondamentale su una pista come quella. Poi, sabato mattina, è successo quello che sapete tutti e il sesto posto conquistato domenica ha assunto così un sapore ben diverso: questo risultato deve rendere orgogliosa la squadra per tutto quello che ha fatto in circostanze così difficili. Non mi era mai accaduto di non poter disputare le qualifiche. Un conto è uscire nelle prime fasi, per un errore o per un problema tecnico; un altro è sapere di essere condannato a guardare i monitor sin dall’inizio. E’ stato davvero crudele ma credo che questo episodio ci abbia reso ancora più forti come gruppo: è in momenti come questi che si vedono i grandi uomini e tutta la squadra è stata straordinaria.

Domenica ho provato una grande soddisfazione. Eravamo consapevoli che, se volevamo arrivare in zona punti, tutto doveva essere perfetto: macchina, strategia, sorpassi, gomme. E così è stato. I primi giri sono stati molto intensi, con sei sorpassi e poi dovevo cercare di sfruttare la strategia, aspettando quindi i pit-stop degli altri. Dal giro 28 mi sono ritrovato in sesta posizione e, da quel punto in avanti, ho pensato soprattutto a gestire la macchina e le gomme: avevamo finito di assemblare la vettura poche ore prima e riuscire finire una corsa così dura senza il minimo problema fa capire quanto siano stati bravi i ragazzi. Alla fine c’è stato l’episodio con Michael: dal muretto mi avevano informato che, con la gara neutralizzata nell’ultimo giro non si potevano fare sorpassi e quindi ero tranquillo, tanto è vero che poi gli Steward hanno rimesso le cose a posto.

Ora dobbiamo rimboccarci le maniche per spingere ancora di più sullo sviluppo della macchina: c’è ancora da recuperare in termini di prestazione ma siamo in piena lotta e non vogliamo lasciare nulla d’intentato per arrivare a raggiungere i nostri obiettivi.

 

Che bello vedere le tribune rosse al Montmelò!

May 11, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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E’ stato molto emozionante per me correre la mia prima gara in Spagna al volante di una Ferrari. Vedere tante magliette e tanti cappellini rossi sulle tribune è stato fantastico e credo che mai come questa volta abbia sentito la passione dei tifosi al Circuit de Catalunya. Mi ha fatto così molto piacere poter salire sul podio, anche se non fino al gradino più alto, per salutarli e ringraziarli di tanto entusiasmo.

Dal punto di vista tecnico, la F10 si è comportata secondo le nostre aspettative. Le novità che abbiamo portato hanno dato l’aumento di prestazione che ci attendevamo ma è altrettanto vero che altri hanno fatto un passo avanti ancora maggiore, almeno per quanto riguarda il rendimento su un circuito come quello. Sono convinto che quest’anno i rapporti di forza in campo potranno cambiare spesso in base alle caratteristiche della pista e quella di Barcellona non era certamente la più favorevole a noi.

Il Gran Premio di Monaco è un appuntamento unico nel calendario iridato. Tutti noi piloti vogliamo prima o poi vincere su questo tracciato ma anche le squadre e gli sponsor tengono in maniera particolare ad un successo in quella che è la gara più conosciuta al mondo, proprio perché si svolge in una città già di per se del tutto particolare. C’è una grande attenzione da parte dei media quindi sarà un fine settimana forse ancora più impegnativo del solito.

Su questo tracciato spesso ci sono state delle sorprese dal punto di vista tecnico. E’ accaduto in passato che qui si siano dimostrate competitive delle vetture che altrove non lo erano: è quindi ancora più difficile fare un pronostico. Magari potrebbe toccare a noi essere la sorpresa, visto che c’è già chi dice che non avremo delle chance o chi pensa di avere certamente un vantaggio.

Ho sentito parlare molto del rischio traffico. E’ vero, questo era già un problema prima quando c’erano venti macchine in pista e lo sarà ancora di più con quattro vetture in più ma dobbiamo cercare di vedere questo aspetto come una sfida in più: sia per noi piloti, che dovremo essere ancora più attenti nei doppiaggi ma senza perdere troppo tempo tanto in qualifica come in gara, sia per i tecnici, che dovranno saper individuare il momento giusto per mandarci in pista in qualifica.

 

Un’emozione correre davanti alle tribune rosse e azzurre

May 5, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Ci siamo, mancano poche ore alla mia prima gara con la Ferrari in Spagna. Quello di Barcellona è sempre stato un appuntamento speciale per me. Sono sicuro che quest’anno il colore dominante sulle tribune sarà il rosso, quello della Ferrari e delle bandiere spagnole, accompagnato dall’azzurro dei miei tifosi delle Asturie. Per me sarà una motivazione in più vedere tante bandiere dall’abitacolo della macchina e sarebbe bellissimo dare a tutti gli appassionati una bella soddisfazione.

Dopo il ritorno dalla Cina c’è stata finalmente la possibilità di una pausa un po’ più lunga dopo il frenetico inizio di stagione. Ne ho approfittato per fare un po’ di allenamento e sono sempre rimasto in contatto con la squadra per seguire il programma di sviluppo della F10. In un campionato come questo bisogna spingere tantissimo per cercare di migliorare la macchina gara dopo gara: basta poco per fare la differenza, in positivo o in negativo. Sono stato anche un paio di giorni a Maranello per incontrare i tecnici e per lavorare al simulatore.

In particolare, abbiamo testato il nuovo sistema di gestione dell’ala posteriore soffiata, che già avevo in parte provato il venerdì a Shanghai. In galleria del vento hanno lavorato tanto su questa soluzione e Giancarlo l’ha potuta testare sulla macchina sabato scorso a Vairano. Le prime indicazioni sono positive ma dobbiamo provarlo bene Felipe ed io nelle due sessioni di libere di venerdì prima di decidere se utilizzarlo in qualifica e in gara.

Questa mattina sono stato a Madrid per un evento organizzato dal RACC e dalla eSafety insieme alla FIA Foundation per la promozione delle soluzioni elettroniche di aiuto alla guida delle vetture stradali. Insieme a me c’erano Carlos Sainz, il Presidente della FIA Jean Todt, Sebastian Salvado e Carlos Gracia, rispettivamente presidenti dell’Automobile Club della Catalogna e della Federazione Spagnola del Motorismo Sportivo. E’ sempre un piacere poter fare qualcosa per aumentare la sicurezza sulle strade: la conoscenza e l’utilizzo di soluzioni tecniche come l’ESC (Electronic Stability Control) e il sistema di frenata predittivo possono essere molto importanti ma, soprattutto, possono contribuire a salvare migliaia di vite umane.

 

Primavera in ritardo in Cina

April 14, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Che freddo che fa a Shanghai! Sono arrivato qui lunedì e tutto si può dire tranne che sia primavera. Oggi, ad esempio, non ci saranno più di dieci gradi e da metà mattina piove incessantemente. La situazione meteorologica dovrebbe migliorare per il weekend di gara ma dovremo essere pronti ad ogni evenienza. Del resto non sarebbe la prima volta che il Gran Premio della Cina si disputa in condizioni climatiche variabili, basti pensare al 2009 o al 2007.

Sono stato in circuito alcune ore e ho parlato a lungo con i miei ingegneri. Insieme abbiamo fatto il punto della situazione e abbiamo analizzato nei dettagli sia i dati della Malesia – la domenica sera avevamo solamente fatto un rapido riepilogo – che il programma di sviluppo della F10. Qui abbiamo alcune novità aerodinamiche che dovrebbero consentirci un passo avanti in termini di prestazione. Peraltro, mi aspetto che anche i nostri principali avversari portino degli aggiornamenti quindi è impossibile dire oggi dove potremo essere rispetto agli altri: lo scopriremo davvero soltanto sabato pomeriggio in qualifica. Ho fiducia nel lavoro che stiamo facendo. Abbiamo dimostrato di essere competitivi in tutti i tipi di circuito dove si è girato finora, sia in gara che nei test di febbraio, e non ci sono motivi per cui non sia così anche in Cina.

Il circuito di Shanghai è molto interessante. Ci sono curve di ogni tipo e un lungo rettilineo che si conclude con una curva a destra molto stretta: in quella staccata i sorpassi sono sempre stati numerosi. Come sempre, sarà importante la qualifica mentre bisognerà valutare con attenzione il comportamento delle gomme, le stesse che avevamo in Australia e in Malesia, con temperature più fredde. Sarà importante portare a casa tanti punti per chiudere nella maniera migliore questo primo ciclo di gare fuori dall’Europa. Dopo l’appuntamento di Shanghai ci sarà una pausa più lunga del solito e sia noi piloti che le squadre potremo ricaricare le batterie in vista della stagione europea. Ne approfitteremo tutti, questo è sicuro!

 

Finalmente a casa!

April 6, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Finalmente sono tornato a casa! Ero partito l’8 marzo per il Bahrain e sono rimasto in viaggio fino a ieri, per quella che è sicuramente la trasferta più lunga della stagione. Sono contento di essere di nuovo in Europa, soprattutto perché il bilancio di questo primo scorcio di stagione è certamente positivo. Nonostante il rammarico per l’esito negativo della gara di Sepang, resta un sogno il fatto che sia al secondo posto nel campionato con due sole lunghezze di ritardo dal leader che, fra l’altro, è il mio compagno di squadra e che la Ferrari sia in testa alla classifica Costruttori.

In Malesia abbiamo avuto un weekend molto difficile. E’ un peccato, perché avevamo delle aspettative molto alte e il livello della nostra prestazione ci ha confermato quanto fossero legittime. Abbiamo commesso un errore di valutazione grave in qualifica e lo abbiamo pagato in gara, dove in più abbiamo avuto dei problemi di affidabilità. Può succedere a chiunque di avere un passaggio a vuoto e noi dobbiamo imparare la lezione per non ripetere certi sbagli.

Non sono preoccupato per l’affidabilità. Credo che quello che ha provocato il cedimento del mio motore sia un evento episodico e la squadra mi ha detto che non c’è nessun collegamento né con i problemi avuti dalla Sauber né con quelle anomalie che avevano consigliato la sostituzione dei propulsori la domenica del Bahrain. Per quanto riguarda la prestazione, anche in Malesia eravamo competitivi. Quella di Sepang era una pista dalle caratteristiche differenti rispetto alle due precedenti e la F10 ha dimostrato di adattarvisi bene. Dobbiamo ancora migliorare nello sfruttamento delle gomme sul primo giro cronometrato ma sul passo di gara andiamo molto bene.

Ora ci attende una settimana di preparazione in vista del Gran Premio della Cina. E’ un’occasione per ricaricare le batterie per noi piloti mentre la squadra lavorerà per portare eventualmente delle novità in grado di rendere la macchina più veloce. Credo che la F10 si adatterà molto bene alle caratteristiche del circuito di Shanghai e non ci sono ragioni per non essere ottimisti. Nelle prossime gare dovremo cercare di salire sempre sul podio: piazzandoci costantemente fra i primi tre potremo essere in una buona posizione per lottare per il titolo.

 

Soddisfatti ed orgogliosi per questo inizio di stagione

March 29, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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E’ stato un inizio di campionato incredibile. Sia in Bahrain che lo scorso fine settimana in Australia abbiamo dimostrato di essere competitivi ai massimi livelli e ciò deve renderci soddisfatti ed orgogliosi per quello che abbiamo fatto finora, non soltanto in pista ma soprattutto in fabbrica quest’inverno. La F10 si è confermata molto buona anche su un circuito semicittadino come quello dell’Albert Park. E’ una macchina facile da guidare – lo avevo visto sin dal primo test di Valencia – ed è piuttosto semplice trovare un buon assetto su ogni tipo di pista. Inoltre, è una monoposto molto costante, nel senso che il suo comportamento non si modifica particolarmente fra qualifica e gara. Questo è un fattore molto importante quest’anno, visto che c’è una bella differenza fra cercare il tempo con il minimo di benzina a bordo il sabato pomeriggio e iniziare la gara con il serbatoio pieno la domenica. Se consideriamo anche la caratteristica di non essere troppo severa con gli pneumatici – ieri sia io che Felipe abbiamo fatto 50 giri con lo stesso treno di gomme morbide – allora il quadro è completo. Per me è difficile dire con esattezza dove siamo rispetto agli altri ma quello che è certo è che abbiamo iniziato davvero con il piede giusto.

Non pensavo certo di ritrovarmi al comando della classifica iridata dopo due gare: questo risultato va al di là delle mie aspettative. A Melbourne abbiamo tirato fuori il massimo da una situazione che dopo la prima curva sembrava compromessa, riuscendo ad aumentare il vantaggio su quelli che ritengo saranno i principali nostri avversari nella lotta per il titolo. Non c’è però tempo per rilassarci perché fra pochi giorni siamo di nuovo in pista per il Gran Premio della Malesia. La gara si svolge su quello che è sicuramente uno dei miei circuiti preferiti: ci sono curve di tutti i tipi ed è davvero un piacere guidare una monoposto di Formula 1 a Sepang perché si riesce a spingere fino al limite della vettura. Non vedo l’ora di correre in Malesia per la prima volta al volante di una Ferrari. Il nostro obiettivo? Facile, continuare sulla strada tracciata nelle prime due gare. Non sarà semplice ma dobbiamo avere fiducia nelle nostre capacità.

 

Calmi e concentrati: a Melbourne si riparte da zero

March 23, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono già in Australia da alcuni giorni. Sono volato direttamente qui dal Bahrain per rilassarmi un po’ prima delle due gare consecutive a Melbourne e in Malesia e ora sono pronto per affrontare la seconda corsa della stagione. Sono sempre rimasto in contatto con la squadra in questi giorni e so che hanno lavorato intensamente a Maranello per preparare al meglio questo appuntamento. La doppietta di Sakhir ci ha dato una bella iniezione di fiducia ed è stata una bellissima ricompensa per tutto il lavoro che è stato fatto durante l’inverno, in pista e in fabbrica, ma non deve farci dare nulla per scontato. Dobbiamo restare con i piedi per terra e rimanere calmi e concentrati: a Melbourne si riparte da zero. Per me non è cambiato niente: ci sono quattro squadre e otto piloti che possono dire di poter lottare per la vittoria e bisognerà dare il massimo per cercare di essere davanti a tutti.

Mi piace il circuito dell’Albert Park. E’ un tracciato piuttosto tecnico, che presenta alcune curve abbastanza interessanti. I sorpassi non sono mai stati facili e diventa quindi ancora più importante, come del resto accade su tutti i tracciati cittadini, il risultato delle qualifiche. Peraltro, dovremo vedere come si comporteranno le gomme con i diversi carichi di benzina e con temperature che saranno ancora diverse sia da quelle che abbiamo avuto nei test invernali che da quelle del Bahrain.

A proposito dell’ultimo Gran Premio credo che in tanti, a caldo, abbiamo dato dei giudizi un po’ affrettati. E’ vero, la corsa di Sakhir non sarà stata estremamente spettacolare – anche se per noi ferraristi è stata comunque bellissima ed emozionante – ma è troppo presto per trarre delle conclusioni e per pensare già a dei cambiamenti regolamentari. Dobbiamo vedere come si svolgeranno diverse gare e poi esaminare la situazione con calma, senza essere emotivi. Se c’è una cosa che può disorientare gli appassionati è proprio il continuo cambio di regole. Il weekend di Melbourne è uno dei miei preferiti per l’atmosfera che si respira nel paddock e in tutta la città. C’è un ambiente speciale e tutte le persone sembrano essere mobilitate per seguire questo evento. In pista c’è tanta azione ed è bello vedere le tribune piene di spettatori. Speriamo di potergli offrire un bello spettacolo e, ai nostri tifosi, di dargli ancora delle belle soddisfazioni.

 

Felice per un successo frutto del lavoro invernale

March 15, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Maranello - Difficile immaginare un inizio più bello! La vittoria di ieri a Sakhir, completata dal secondo posto di Felipe, mi ha dato una grandissima emozione. Sono felicissimo per questo successo e credo di averlo cominciato ad apprezzare ancora di più ieri sera. Sapete, quando finisce la gara ci sono sempre tantissime cose da fare ed è difficile mettere subito a fuoco il reale valore del risultato. Poi, una volta tornato in albergo, ho parlato con la mia famiglia e i miei amici più cari e ho cominciato a realizzare che cosa sia davvero accaduto. Questa vittoria rappresenta un modo straordinario per cominciare un lungo rapporto come quello che mi lega alla Scuderia Ferrari Marlboro. Come ho detto tante volte in questi ultimi mesi, questa sarà la mia ultima squadra e non potevo sperare in qualcosa di meglio per iniziare il campionato. E’ un risultato che ci dà una grande iniezione di fiducia.

Penso che la doppietta sia il frutto di tutto il lavoro di preparazione fatto quest’inverno. Siamo la squadra che ha percorso più chilometri nei test e abbiamo fatto tanto lavoro di simulazione, in pista e sui banchi prova e possiamo dire di esserci presentati quasi al 100% al primo appuntamento della stagione. Certo, c’è sempre spazio per migliorare perché il nostro sport rappresenta il massimo della tecnologia e dell’innovazione e, pertanto, bisogna lavorare senza soste sullo sviluppo della macchina se si vuole vincere. Non c’è un’area specifica su cui dobbiamo puntare anche se, per quello che si è visto in Bahrain, le qualifiche saranno sempre più determinanti per il risultato finale e quindi dovremo cercare di prepararle al meglio.

Ora mi godo un po’ di riposo in vista del prossimo appuntamento di Melbourne. So che la squadra lavorerà tanto in questi giorni per preparare la doppia trasferta in Australia e in Malesia e sono certo che la doppietta di ieri gli consentirà di farlo con la consapevolezza che i tanti sforzi dei mesi scorsi sono stati ripagati nella maniera migliore.

 

"Pronti a partire con il piede giusto"

March 11, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sakhir - Cari amici di Ferrari.com finalmente ci siamo! Dopo due mesi molto intensi, in pista e fuori, comincia la stagione di Formula 1, la mia prima con la Scuderia Ferrari Marlboro. Mi sono trovato subito bene con la mia nuova squadra e non vedo l’ora di iniziare questo campionato, che si preannuncia interessantissimo.

 

Sono arrivato in Bahrain lunedì sera e ho trovato una bella differenza di clima con l’Europa, dove l’inverno sembra davvero non finire mail. Qui fa caldo ma non c’è umidità ed è davvero piacevole stare all’aria aperta. Proprio il clima sarà un fattore importante in questo weekend perché per la prima volta vedremo come si comporteranno le macchine e le gomme con temperature molto elevate. Durante i test di febbraio abbiamo girato al massimo con circa 25 °C di temperatura mentre oggi siamo ben oltre i 30 °C: dovremo quindi capire come funzioneranno gli pneumatici in queste condizioni, anche perché i riferimenti dello scorso anno sono molto relativi. Se non bastassero le modifiche regolamentari, questa prima gara si svolgerà su un tracciato profondamente modificato rispetto alle precedenti edizioni. Questa mattina sono andato a fare un giro in bicicletta insieme al mio ingegnere di pista e devo dire che ho trovato il circuito molto diverso, decisamente più guidato: non sarà più una classica pista stop-and-go com’era prima. Il tempo sul giro sarà il più lungo di tutto il campionato, anche più di quello di Spa che pure è un tracciato superiore ai sette chilometri. La parte nuova presenta un complesso di curve da percorrere a media velocità che richiedono maggior carico aerodinamico rispetto al passato e che dovrebbero rendere tutto il tracciato più severo per gli pneumatici. Sicuramente venerdì mattina ci sarà un motivo in più per girare, anche se dovremo tenere presente che la pista sarà ancora piuttosto sporca.

So che ci sono tante aspettative da parte dei nostri tifosi per questo inizio di campionato. Quello che posso ribadire è che sento che ci siamo preparati bene. La squadra ha lavorato con grande attenzione e impegno e i risultati si sono visti: abbiamo dimostrato un buon livello di affidabilità e anche la prestazione è all’altezza dei migliori. La F10 è un’ottima macchina: l’ho già detto diverse volte, per me è la migliore che io abbia mai guidato. Ciò non vuol dire necessariamente che sia la migliore in assoluto e che vinceremo certamente il titolo. Per quello che si è potuto capire nei test, c’è un grandissimo equilibrio: basterà pochissimo per fare la differenza, in negativo o in positivo. Quello che è certo è che ce la metteremo tutta per iniziare questo campionato con il piede giusto: questa è la promessa che mi sento di fare a tutti voi.

 

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