
Il Gran Premio di Turchia è stato il peggiore della stagione, su questo non ci sono dubbi. Non siamo stati competitivi come prestazione rispetto a McLaren e Red Bull e, in qualifica, abbiamo fatto tanta fatica, anche rispetto a team che fino ad oggi erano alle nostre spalle. Non sono riuscito ad entrare in Q3 e ciò ha compromesso la mia gara: quando si parte dal dodicesimo posto c’è poco che si possa fare.
Domenica ho fatto il possibile: l’obiettivo era quello di limitare i danni e credo che ci siamo riusciti. Nel primo giro non ho perso posizioni, cosa non facile visto che partivo dalla parte sporca della pista – poi e sono riuscito a superare qualche macchina grazie ad una buona scelta strategica nel pit-stop. Poi è cominciata la parte più noiosa della gara. Ero l’ultimo di un plotone che comprendeva le due Mercedes, le due Renault e le due Ferrari: avevamo tutti più o meno lo stesso passo, quindi sorpassare era molto complicato. All’inizio ho cercato di preservare gli pneumatici per vedere se ci poteva essere una chance negli ultimi giri. In effetti, Petrov alla fine era più in difficoltà di me con le gomme e ne ho approfittato superandolo a quattro giri dalla bandiera a scacchi. Non è stato comunque facile e, nel contatto, ho anche riportato un danno ad un cerchione: fortunatamente sono riuscito a finire la corsa senza problemi portando a casa almeno qualche punto.
Mi dispiace non aver potuto celebrare in maniera degna il Gran Premio numero 800 nella storia della Ferrari. A Istanbul non siamo stati abbastanza veloci e dobbiamo reagire subito.
Il campionato è ancora apertissimo e tutto da giocare. Sono al quarto posto in classifica e i punti di distacco dalla vetta sono quattordici: se fosse in vigore ancora il vecchio sistema di distribuzione dei punti le lunghezze di ritardo sarebbero quattro. E’ chiaro però che ci serve uno scatto in avanti nello sviluppo della macchina. Nelle prime quattro gare abbiamo tenuto il passo dei nostri avversari diretti ma, all’arrivo in Europa, non è stato più così. Quando ero un avversario della Ferrari ammiravo la capacità di reazione di questa squadra, probabilmente la migliore nello sviluppo durante la stagione. Gli uomini sono gli stessi quindi non ci sono ragioni per cui non debba accadere la stessa cosa quest’anno: ho fiducia nella nostra squadra e, soprattutto, nella voglia di vincere che abbiamo tutti, dal primo all’ultimo. A Valencia ci sarà un pacchetto di novità importante che ci dovrebbe far fare un bel passo in avanti ma sono convinto che già in Canada vedremo una situazione diversa. Il circuito di Montreal si adatta meglio di altri alle caratteristiche della F10 e penso che saremo sicuramente più competitivi.