Alonso's Blog

“Rabbia trasformata in voglia di reagire”

June 29, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Non è stata la domenica che ci aspettavamo, questo è certo. La safety-car è arrivata nel momento peggiore per noi e ci ha rovinato la corsa. Domenica sera ero molto arrabbiato per tutto quello che è successo ma ora la rabbia si è trasformata in voglia di reagire, in energia positiva. Già ieri mattina la mia testa era proiettata sul prossimo Gran Premio, a Silverstone, dove cercheremo di mettere tutta questa energia accumulata in macchina per cercare di riprenderci quello che ci è sfuggito, per un motivo o per l’altro, a Valencia, anche se sappiamo che Silverstone non è una pista che, in teoria, è favorevole alle caratteristiche della nostra vettura.

Siamo stati particolarmente sfortunati sul momento in cui la safety-car è entrata in pista. Sarebbero bastati pochi secondi in più o in meno per cambiare totalmente la nostra gara. Non serve a molto ritornare sugli episodi che ne sono conseguiti. Ovviamente, a mente fredda, sono molto più tranquillo rispetto ai momenti immediatamente successivi alla fine della gara. In quei frangenti ci si esprime in maniera emotiva ed è facile usare dei toni e delle espressioni forti che possono essere male interpretati e dare adito a sospetti, cosa che non avevo alcuna intenzione di suscitare. Certo, capisco che il lavoro dei commissari sia difficile e che debbano essere prese decisioni non facili in tempi brevi. Quello che intendevo è che chi, come noi, ha rispettato le regole purtroppo, in questa circostanza, ha subito un danno molto maggiore di chi le regole le ha infrante e ha subito una penalità. E non mi riferisco a nessuno dei miei colleghi in particolare: è una questione generale e credo che ne dovremo parlare fra di noi in tutta tranquillità, per evitare che cose del genere si possano ripetere. Mi fa piacere sapere che la FIA ha reagito con prontezza, convocando una riunione straordinaria dello Sporting Working Group e ho fiducia, anzi ne sono certo, che tutti i punti sul tappeto saranno chiariti in maniera esaustiva.

Anche se il risultato di Valencia non è stato quello che volevamo, non è successo nulla di irreparabile. Vero, il distacco dalla vetta è salito a 29 punti ma non siamo nemmeno a metà del campionato. Siamo indietro di poco più di una vittoria quindi la situazione è apertissima. Le novità che abbiamo portato in Spagna ci hanno consentito di fare un passo avanti e di essere più vicini ai primi. Sono soddisfatto ma sono anche consapevole che dobbiamo continuare a spingere sullo sviluppo della F10 perché dobbiamo cercare di avere al più presto una macchina in grado di lottare per la pole e di avere un vantaggio sugli avversari. Se finora abbiamo accumulato 29 punti di distacco dal leader del campionato, vuol dire che nelle prossime dieci gare dovremo fare almeno 30 punti in più di chi è, di volta in volta, in testa.

Fra le cose più importanti successe domenica c’è il fatto che Mark Webber, protagonista di un incidente tanto spettacolare quanto spaventoso, sia rimasto praticamente indenne. Ciò significa che il lavoro fatto dalla FIA per la sicurezza ha dimostrato una volta di più di essere fondamentale e deve farci ricordare che, su questo fronte, non bisogna assolutamente mai abbassare la guardia.

Stasera sarò davanti al televisore per seguire la mia Spagna che si giocherà un posto nei quarti di Coppa del Mondo contro il Portogallo. E’ una partita difficilissima: secondo me ci saranno pochi gol e spero che quello decisivo lo segnerà uno spagnolo! Quanto a Cristiano Ronaldo, spero tanto che si tenga tutti i gol per la prossima stagione con il Real Madrid …

 

A Montreal siamo tornati alla normalità

June 15, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Sono tornato in Svizzera già ieri mattina: con la gara iniziata alle 12 credo che tante persone del mondo della Formula 1 ne abbiano approfittato per fare rientro a casa in fretta. Con il passare delle ore, il senso di delusione per una vittoria che era alla nostra portata ha lasciato spazio alla consapevolezza di aver ottenuto un ottimo risultato. Bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno: chi avrebbe detto giovedì che avremmo accolto un piazzamento sul podio con insoddisfazione? Siamo stati sempre competitivi per tutto il fine settimana, tanto in qualifica quanto in gara è questo è molto positivo. Siamo tornati lì dove siamo stati praticamente in tutte le gare precedenti: l’unica eccezione è stata la Turchia dove, per vari motivi, abbiamo avuto un Gran Premio dove tutto è andato per il verso sbagliato, sotto ogni punto di vista. La normalità è quella di Montreal, di Monaco, di Melbourne, di Sakhir e di tutte le altre piste dove abbiamo sempre lottato per il podio. Magari i risultati non sono sempre stati pari al potenziale a disposizione ma credo che questo possa essere valido per tutte le tre squadre di vertice. In queste prime otto gare della stagione ci è capitato di tutto - errori, problemi di affidabilità, sfortuna – ma siamo ancora in piena lotta per entrambi i campionati. Lo stesso discorso lo possono fare anche la McLaren e la Red Bull: tutti hanno lasciato punti per strada.

La gara di Montreal è stata molto spettacolare e ricca di episodi, non solo per la natura del circuito ma anche per le diverse strategie che sono state scelte dalle squadre in funzione del rendimento delle gomme. Penso che gli spettatori – in tribuna e davanti alla televisione – si siano divertiti molto ma vi assicuro che per noi piloti e per le squadre è stato un weekend difficile e stressante perché non si sapeva mai davvero come avrebbero reagito gli pneumatici nelle varie situazioni.

Il prossimo appuntamento è a Valencia, nel mio Paese. Sarà bello poter correre davanti ai miei tifosi e mi piacerebbe salire ancora sul podio, visto anche che a Valencia non ce l’ho mai fatta. Avremo delle novità importanti sulla F10 che, spero, ci potranno consentire di alzare il livello della nostra prestazione. Successivamente, abbiamo in programma altri sviluppi che dovrebbero arrivare in Inghilterra e in Germani. Questo per dire che il Gran Premio d’Europa sarà semplicemente la nona prova del mondiale, non una gara da ultima spiaggia per la Ferrari, come ho sentito dire in giro da qualcuno. Ma come, non siamo nemmeno a metà campionato – dopo Valencia ci saranno ancora dieci Gran Premi da disputare – e si parla in questo modo? L’ho già detto tante volte e lo ripeto anche oggi: questa è una corsa a tappe e il traguardo finale sta ad Abu Dhabi e ci si arriva a fine novembre. Tanto deve ancora succedere e le cose possono cambiare in fretta, in un senso o nell’altro. Qualcuno si è forse dimenticato che l’anno scorso Kimi, nella fase centrale della stagione e con una macchina sempre meno competitiva, era stato il pilota che aveva fatto più punti?

 

Felice per Felipe: la stabilità è importante

June 9, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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E’ ancora mercoledì ma sono già in pista per parlare finalmente di persona con la squadra dopo che, nei giorni successivi alla gara di Istanbul ci siamo tenuti in contatto telefonicamente e via email. Sono arrivato a Montreal lunedì sera e ieri ho trascorso la giornata in una località nei dintorni allenandomi in bicicletta: la natura qui intorno è molto bella.

Sento che c’è una grande voglia di riscatto dopo il difficile weekend in Turchia e che tutti stanno dimostrando quella reazione che mi aspettavo. Alla Ferrari si respira dovunque passione per le corse, l’ho capito sin dal mio primo giorno a Maranello, e so benissimo che a nessuno piace perdere e che tutti spingono al massimo per mettere a disposizione di noi piloti una macchina competitiva.

Oggi è stata ufficializzata la notizia del prolungamento del contratto di Felipe fino alla fine del 2012. Mi fa molto piacere perché così abbiamo la certezza di lavorare con lo stesso gruppo per altri due anni: la stabilità è molto importante per il successo di una squadra. Mi trovo molto bene con Felipe: c’è un grande rispetto fra noi e si è creata subito quell’armonia necessaria per stare bene insieme a lungo. Ho visto quanto i ragazzi siano affezionati a lui, si vede che è diventato parte della famiglia Ferrari.

Si è parlato tanto in questi giorni del ritardo nello sviluppo della nostra macchina. Non è esatto dire che lo sviluppo si è fermato dopo il Bahrain: non è un caso che nelle prime quattro gare il distacco in termini di decimi dalla Red Bull sia sempre rimasto fra i tre e i quattro decimi: posto che loro portavano degli aggiornamenti ad ogni gara e che noi facevamo la stessa cosa, allora significa che anche le nostre soluzioni erano almeno altrettanto efficaci. Quello che è vero è che in Spagna non abbiamo fatto il passo avanti che ci aspettavamo mentre gli altri lo hanno fatto più grande del nostro. Così si spiegano le difficoltà che abbiamo avuto a Barcellona e, soprattutto, a Istanbul. Quanto all’ala posteriore soffiata, credo che sia stato utile lavorarci sopra, anche se ancora non siamo riusciti a sfruttarla nella maniera più efficace. Peraltro, vedo che anche altre squadre ci stanno lavorando assiduamente ma fanno ancora tanta fatica mentre chi aveva in macchina questa soluzione sin dall’inizio mantiene ancora un ovvio vantaggio.

Ho molta fiducia nella nostra squadra e sono convinto che qui in Canada vedremo una situazione diversa rispetto a quella della Turchia. E’ un circuito più simile a quelli dove siamo stati più competitivi finora in questa stagione e credo che potremo dire la nostra. La situazione in campionato è ancora apertissima ma è chiaro che dobbiamo tornare a lottare per un posto sul podio il prima possibile.

 

Ho fiducia nella capacità di reazione della squadra

June 1, 2010 · Posted by Fernando Alonso
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Il Gran Premio di Turchia è stato il peggiore della stagione, su questo non ci sono dubbi. Non siamo stati competitivi come prestazione rispetto a McLaren e Red Bull e, in qualifica, abbiamo fatto tanta fatica, anche rispetto a team che fino ad oggi erano alle nostre spalle. Non sono riuscito ad entrare in Q3 e ciò ha compromesso la mia gara: quando si parte dal dodicesimo posto c’è poco che si possa fare.

Domenica ho fatto il possibile: l’obiettivo era quello di limitare i danni e credo che ci siamo riusciti. Nel primo giro non ho perso posizioni, cosa non facile visto che partivo dalla parte sporca della pista – poi e sono riuscito a superare qualche macchina grazie ad una buona scelta strategica nel pit-stop. Poi è cominciata la parte più noiosa della gara. Ero l’ultimo di un plotone che comprendeva le due Mercedes, le due Renault e le due Ferrari: avevamo tutti più o meno lo stesso passo, quindi sorpassare era molto complicato. All’inizio ho cercato di preservare gli pneumatici per vedere se ci poteva essere una chance negli ultimi giri. In effetti, Petrov alla fine era più in difficoltà di me con le gomme e ne ho approfittato superandolo a quattro giri dalla bandiera a scacchi. Non è stato comunque facile e, nel contatto, ho anche riportato un danno ad un cerchione: fortunatamente sono riuscito a finire la corsa senza problemi portando a casa almeno qualche punto.

Mi dispiace non aver potuto celebrare in maniera degna il Gran Premio numero 800 nella storia della Ferrari. A Istanbul non siamo stati abbastanza veloci e dobbiamo reagire subito.

Il campionato è ancora apertissimo e tutto da giocare. Sono al quarto posto in classifica e i punti di distacco dalla vetta sono quattordici: se fosse in vigore ancora il vecchio sistema di distribuzione dei punti le lunghezze di ritardo sarebbero quattro. E’ chiaro però che ci serve uno scatto in avanti nello sviluppo della macchina. Nelle prime quattro gare abbiamo tenuto il passo dei nostri avversari diretti ma, all’arrivo in Europa, non è stato più così. Quando ero un avversario della Ferrari ammiravo la capacità di reazione di questa squadra, probabilmente la migliore nello sviluppo durante la stagione. Gli uomini sono gli stessi quindi non ci sono ragioni per cui non debba accadere la stessa cosa quest’anno: ho fiducia nella nostra squadra e, soprattutto, nella voglia di vincere che abbiamo tutti, dal primo all’ultimo. A Valencia ci sarà un pacchetto di novità importante che ci dovrebbe far fare un bel passo in avanti ma sono convinto che già in Canada vedremo una situazione diversa. Il circuito di Montreal si adatta meglio di altri alle caratteristiche della F10 e penso che saremo sicuramente più competitivi.

 

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