E-Diff
I trasferimenti tecnologici provenienti dalla Divisione Corse della Ferrari hanno preso molte forme sulle vetture stradali del ventunesimo secolo. Sono lontani i giorni in cui una versione del motore da Formula 1 poteva essere montata su di una Ferrari da strada modificandone semplicemente la messa a punto. Nonostante questo, alcune delle avanzate strategie di controllo e dei sistemi usati in Formula 1 possono essere adattati alle vetture stradali. Un esempio di questo processo è l'E-Diff, che fu introdotto sulla F430 nel 2004.
L'E-Diff possiede due pacchi frizione multi-disco, ognuno responsabile di uno dei semiassi posteriori. Un attuatore idraulico esercita la sua pressione contro ciascuno dei pacchi frizione, mentre le valvole del medesimo sono controllate da un circuito elettronico. Dei sensori informano l'attuatore, fornendogli la posizione dell'acceleratore, l'angolatura dello sterzo, la velocità di rotazione della ruota e la presenza o meno dell'imbardata dovuta all'accelerazione. In risposta a queste condizioni, l'E-Diff decide come e quando inviare potenza e coppia a ciascuna ruota.
L'E-Diff è considerato uno dei più raffinati controlli differenziali mai applicati su una vettura stradale e ha dimostrato il suo valore con i fatti. Gli ingegneri della Ferrari lo considerano il motivo principale che ha consentito alla F430 di compiere un giro sulla pista di Fiorano tre secondi più velocemente della sua progenitrice, la 360 Modena. La pura e semplice velocità su strada evidenzia il valore di tutte le innovazioni adottate dalla Ferrari, e tra queste l'E-Diff ha un ruolo di primo piano.