Albero Piatto
I motori 8 cilindri a V di 90 gradi sono di introduzione piuttosto recente nella storia della Ferrari.
Infatti, se tralasciamo il propulsore montato sulla vettura di F1 campione del mondo nel 1956, ereditata dalla Lancia al suo abbandono dalle competizioni, e quello impiegato dalla sport 248 dei primi anni ' 60, occorre attendere il 1973 per vedere una Ferrari equipaggiata con un'unità motrice provvista di questa architettura. La caratteristica di un motore ad albero piatto è quella di avere l'albero motore con i perni di biella a 180 gradi, in modo che giacciano su di un unico piano. Da qui deriva la definizione di "piatto".
Generalmente i motori V8 montano alberi coi perni disposti a 90 gradi: tale configurazione è denominata a "croce". La tipologia di albero è definita in base alle performance desiderate: se si privilegia la ricerca delle massime prestazioni è d'obbligo l'impiego di un albero piatto; nel caso, invece, si punti sulla rotondità del funzionamento, è opportuno scegliere quello a croce. Proprio per questa ragione la totalità dei propulsori Ferrari V8 utilizza un albero piatto: lo troviamo sui modelli 308, 328, 348, 355, 360 e 430, senza dimenticare le serie speciali ad altissime prestazioni GTO ed F40, fino alla recente California, prima vettura della casa a montare l'unità motrice V8 sull'anteriore.
Un albero motore piatto è più leggero di uno con i perni disposti a 90 gradi, noto anche come albero a croce. Poiché l'albero piatto ha una massa rotante minore rispetto all'albero a croce, è anche in grado di garantire una risposta del motore più pronta e un più elevato regime massimo di rotazione, molto utile quando si ricercano incrementi di potenza. Un altro vantaggio dell'albero piatto è che consente l'adozione di collettori di scarico più efficienti.