Dopo un anno di assenza, il Gran Premio del Canada torna nel calendario del 2010, con un contratto che assicura la presenza della gara fino alla stagione 2014, una decisione che ha incontrato l'approvazione di quasi tutti i protagonisti della Formula 1, in quanto l'evento è uno dei più popolari, sia sul piano sportivo, sia per le indubbie attrattive della città che lo ospita, Montreal.
La sede ha diverse caratteristiche inusuali, in quanto è stato il sito originario di una manifestazione negli anni Sessanta, conosciuta come l'Expo 1967 ed è l'unico tracciato che si raggiunge meglio in metropolitana, visto che non ci sono parcheggi per i tifosi sull'isola. Circondato dall'acqua, con il paddock che in occasione del Giochi Olimpici di Montreal del 1968 era il quartier generale delle competizioni di canottaggio, lo spazio è molto limitato, per cui il circuito, che è un incrocio fra una pista permanente e un tracciato cittadino, ha pochissime vie di fuga che, combinate a tratti ad alta velocità, implica che i piloti devono affrontarlo con molta cautela. Una delle caratteristiche del tracciato è la considerevole usura dell'impianto frenante e questo aspetto sarà ancor più rilevante quest'anno che i rifornimenti in gara sono stati aboliti, il che comporterà un maggiore lavoro dei freni per rallentare le vetture il cui peso è superiore, soprattutto nelle prime fasi del Gran Premio.
Il primo Gran Premio del Canada si è tenuto nel 1967 (vinto da Jack Brabham a bordo della omonima vettura) e da quel momento è stato escluso dal calendario solo tre volte, così che la gara di quest'anno sarà la 41esima edizione nella terra della "Foglia d'Acero" (Maple Leaf). La gara del 1967 si è tenuta sul tracciato Motorsport, che ha ospitato l'evento per altre sette volte, mentre il circuito di Mont Tremblant ha ospitato la gara nel 1968 e nel 1970. Ad ogni modo, la pista di base dal 1978 è il Circuito Gilles Villeneuve che è situato sulla Ile de Notre Dame, appena fuori dal centro della città, sulla St Lawrence Seaway.
La Scuderia Ferrari ha vinto qui per undici volte e sei di questi successi siano stati ottenuti da una sola persona - Michael Schumacher - che in totale ha vinto in Canada sette volte.
Dopo la vittoria di Villeneuve del 1978, un altro pilota Ferrari a trionfare in Canada con il numero 27 è Jean Alesi, che ha ottenuto una vittoria molto popolare, l'unica in Formula 1 della sua carriera, nel 1995, il giorno del suo 31esimo compleanno, mentre la prima vittoria del Cavallino Rampante in terra canadese è arrivata 40 anni fa, grazie al belga Jacky Ickx.
Per quel che riguarda i nostri attuali piloti, il miglior risultato di Felipe Massa qui è stato il quarto posto ottenuto con la Sauber nel 2005, mentre Fernando Alonso è salito sul gradino più alto del podio nel 2006 a bordo della Renault. C'è una numerosa comunità italiana a Montreal, e la Scuderia può contare sul supporto dagli spalti e il fine settimana del Gran Premio ha un forte sapore Ferrari, in quanto le North American series del Ferrari Challenge sono spesso previste nel calendario degli eventi.
Senza dubbio in passato la gara più emozionante è stata quella del 1978, quando per la prima volta si è corso nella città francofona di Montreal, vinta dal più popolare figlio del Quebec, Gilles Villeneuve, al volante della Ferrari numero 27, sotto gli occhi del Primo Ministro, Pierre Trudeau. La gara inizia dallo schieramento che vede in testa Jarier su Lotus, seguito da Scheckter, Villeneuve e Watson. Al venticinquesimo giro Villeneuve conquista la seconda piazza, passando Scheckter, portandosi saldamente alle spalle di Jarier, che ancora conduce la gara. Il ritiro della Lotus per una perdita d'olio porta il pilota canadese al suo primo trionfo al volante di una Ferrari, in un giorno memorabile. Oggi Villeneuve avrebbe esattamente 60 anni, e resta un'icona intatta dell'automobilismo sportivo, un pilota dagli spunti geniali in pista.
“Gilles con la sua generosità, con il suo ardimento, con la sua capacità distruttiva che aveva nel pilotare le macchine macinando semiassi, cambi di velocità, frizioni, freni, ci insegnava cosa bisognava fare perché un pilota potesse difendersi in un momento imprevedibile, in uno stato di necessità.[...] Io gli volevo bene" (Enzo Ferrari)
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