800 Gran Premi Ferrari - i vostri racconti: GP del Brasile

800 Gran Premi Ferrari - i vostri racconti: GP del Brasile

27.5.2010
GP BRASILE 2008

Sappiamo come finisce questa storia: speranze, gioie, sogni… tutto distrutto!

Quanti di noi, hanno passato quell’ultima notte piangendo, mentre gli altri, nel silenzio dormono e non li sentono.

Quanti di noi, sapevano già di aver vinto e quanti altri di noi, invece, sapevano già di aver perso, appendendosi a quell’ultimo speranzoso filo che pende dal cielo.

Lo sport insegna che nulla si può dar per scontato, ma è anche vero che in certi momenti anche il tifoso più appassionato, quello che ci crede all’infinito, deve trasformarsi in un essere razionale.

Quando si parla di sport si pensa a VINTI e VINCITORI. L’errore peggiore è pensare che quello che conta più di tutto nello sport sia vincere. Quello che conta davvero è la gloria. GLORIA è stile, bellezza, scendere in pista e travolgere l’avversario, non aspettare che sia lui a farsi avanti, o oltremodo morire di rimorsi e rimpianti.

Quella che si è fronteggiata sulla pista, quel 2 novembre 2008, non è stata una semplice “corsa automobilistica” trattasi di scenario apocalittico per protagonisti, co-protagonisti e antagonisti: uno scenario apocalittico con tutte le allegorie del suo pittore.

Pensiamo a questa F1 molto simile ai giochi dell’antica Roma. Lo sport presso i Romani veniva interpretato in forma cruenta e spettacolare: anche sulle quattro ruote lo scontro avviene tra gladiatori dotati delle stesse armi o d’armi differenti, per rendere lo spettacolo coinvolgente e il suo esito più incerto. Alla fine, il gladiatore sconfitto abbassa le mani e chiede la grazia al popolo-spettatore poggiando sul suo cuore la mano destra. Spettacolo non sanguinoso, ma allo stesso tempo, crudo, cinico e spietato.

Non è andata, ma Felipe ha dimostrato ugualmente quanto vale come pilota e come uomo, ha dimostrato di essere sempre se stesso, non un uomo costruito, ha dimostrato di sapersi rialzare, ci ha donato gioie indimenticabili, momenti che vorremmo non finissero mai, ha portato nelle vite dei suoi tifosi una nuova allegria che contiene quel retro gusto di Brasile che la rende particolare e speciale, ci ha fatto saltare sulla sedia a ogni suo sorpasso, ci ha mostrato come non si deve mollare mai, come bisogna perseverare ed essere più forti delle cattiverie, ci ha regalato domeniche uniche, noi impallati davanti ai televisori e lui a correre in pista… tu per noi hai ci hai comunque provato, piccolo ma grande campione!

Eleonora Ottonello

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